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I'll B right back

Qualche riflessione a caldo e totalmente casuale in seguito al mio viaggio alle Fiji…che ho lasciato con parecchie emozioni contrastanti!

viaggio alle Fiji

È vero: sono tornata ormai tre settimane fa. Queste riflessioni che sto per farti leggere sono state scritte poco tempo dopo essere tornata dal mio viaggio alle Fiji; le pubblico ora perché non ero tanto sicura di volerlo fare: alla fine, non credo di aver mai scritto post di questo tipo sul mio blog. Ma poi ci ho pensato e ho deciso di condividere questi miei pensieri con chi avesse voglia di leggerli.

Spoiler: di questo Paese io non mi sono innamorata. Anzi. Il fatto è che mi ha completamente travolto con le sue molteplici facce, non sempre comprensibili a prima vista.

Nonostante tutto, continuo a ritenermi super fortunata per aver colto al volo l’opportunità di fare questo viaggio, anche sapendo che si tratta di un Paese molto lontano da casa e non facilmente accessibile dall’Italia. Spero che questi miei pensieri possano risultare interessanti a te che non ci sei mai stato, e possano suscitare una discussione e uno scambio di pareri con chi, invece, ci è stato.

viaggio alle Fiji

Le Fiji: un paradiso terrestre

Iniziamo con una premessa piuttosto scontata e di certo non originale: le Isole Fiji sono il sogno di molti, sono il paradiso in terra secondo l’immaginario comune. Non importa esserci andati di persona: basta un’immagine su Google, un post su un blog, una fotografia su una rivista di viaggio per farsi un’idea ben precisa di quello che si può trovare alle Fiji, così come in tanti altre località del mondo. Scenari da cartolina: spiagge bianche e fini, acque cristalline, amache che dondolano all’ombra delle palme. Quello che molti chiamerebbero, appunto, un paradiso terrestre.

viaggio alle Fiji

Dopo i miei 10 giorni di viaggio alle Fiji, trascorsi spostandomi tra diverse isole di diversi arcipelaghi, posso confermare questa idea: ho visto certi angoli di bellezza pura che saranno difficili da scordare! La sabbia cattura le orme dei piedi come un materasso in memory foam e l’ho trovata bella pure io che odio avere i granelli di sabbia appiccicati ovunque. L’acqua, in certi punti, è talmente chiara e trasparente da indurti a chiedere se sia reale; e poi, che fondali!! Una barriera corallina ricca e popolata da tanti pesciolini di forme e colori diversi. Le amache che dondolano placide all’ombra delle palme esistono davvero, te lo posso assicurare: ne ho provate parecchie 🙂 E poi le Fiji sono famose (a ragione) per i suoi tramonti: cieli infuocati, nuvole dalle mille sfumature, spiagge che si tingono gradualmente di toni caldissimi.

viaggio alle Fiji

Insomma, se un certo immaginario esiste è perché la realtà non se ne discosta molto.

Le Fiji: un paradiso terrestre…???

Per trovare questo paradiso, però, devi cercare bene e sapere dove andare. Perché quello che le riviste patinate non mostrano è il risvolto di questa luccicante medaglia. Detto molto semplicemente: le Isole Fiji non sono un Paese ricco e prospero; non fuori dai circuiti turistici, almeno. In questi 10 giorni abbiamo deciso di non limitarci a fare le lucertole su una qualche isoletta sperduta in mezzo al mare, ma ci siamo anche spostati in macchina lungo le coste di Viti Levu, l’isola principale e più grande delle Fiji. Ecco, dopo 5 giorni di relax e vita tutto sommato tutta rose e fiori, l’impatto con la realtà della vita quotidiana dei figiani è stato piuttosto forte. A cosa mi riferisco?

viaggio alle Fiji

A tanti piccoli dettagli: strade dissestate e rattoppate centinaia di volte; persone che camminano scalze per decine di chilometri da un villaggio all’altro perché i piedi sono il loro unico mezzo di trasporto; cani scheletrici e randagi davvero in ogni angolo che, così come fanno mucche, cavalli, galline e nutrie gigantesche, attraversano la strada quando meno te l’aspetti; città davvero sporche e immensamente caotiche, con i muri scrostati, l’intonaco che cade a pezzi, le ringhiere coi buchi, i cancelli divelti. E poi le case…ah, le case. Quei parallelepipedi di mattoni chiari oppure di intonaco dipinto con colori accesi sono un lusso, perché tanti figiani vivono ancora dentro a case che sono più che baracche, con le pareti e il tetto di lamiera. La maggior parte di quelle che ho visto sono semplici scatole di legno palafittate, rialzate dal terreno con semplici pali e ridotte all’osso. Ho visto bagni esterni alla casa, panni stesi ad asciugare su un filo teso tra un albero e l’altro, carcasse di automobili in giardino, bambini che giocano con oggetti talmente semplici che, a casa nostra, non si chiamerebbero neanche giochi.

viaggio alle Fiji

Va bene, in quest’ultimo paragrafo ho mostrato un Paese totalmente povero e in stato di abbandono. La situazione non è ovunque così esagerata: esistono anche case più grandi e dignitose, molte persone abitano nelle città con tutti i servizi necessari, il lavoro c’è e i figiani lavorano con impegno. Il cibo certo non manca nei supermercati e, a ben guardare, si trova tutto quello che serve. Però certo, in alcuni villaggi le persone vivono in condizioni molto basilari e non possono certo aspirare a grandi miglioramenti. Ho dormito per due notti in due case del posto, e gli standard qualitativi di una casa nella media (trovata su Airbnb) sono standard che da noi non raggiungerebbero neanche la sufficienza. Il tornado di qualche anno fa, poi, ha colpito duramente le coltivazioni di banana, papaya e canna da zucchero (oltre ad aver distrutto villaggi), mettendo in difficoltà un popolo che sul settore primario conta molto.

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In poche parole, diciamo che non ho visto una condizione di povertà proprio estrema, però…ecco, sono sicura che certi figiani non affermerebbero di abitare in un paradiso terrestre.

Le Isole Fiji e il turismo

Ma oltre al settore primario, la vera e propria linfa vitale dei figiani (almeno in certe zone) è il turismo. Ad esempio, alcuni villaggi situati sulle isole non avevano elettricità e non potevano contare su stipendi regolari, prima che qualcuno arrivasse con l’idea di costruire un resort a due passi dal loro villaggio. I resort turistici hanno portato sicuramente dei vantaggi ai figiani che, in seguito al tornado, hanno ricostruito le attività turistiche prima delle loro case, proprio perché consapevoli che senza turisti la vita si fa dura (o almeno, così ci è stato raccontato). Nei tre resort dove ho alloggiato, l’intero staff –dai camerieri agli animatori, dai receptionist ai cuochi fino alle insegnanti di yoga e agli addetti alla pulizia- era locale, proveniente dalle Fiji o, più probabilmente, dall’isola stessa o da isole vicine. Ovviamente non posso dirlo con certezza, ma credo che a un certo punto i figiani abbiano in qualche modo benedetto l’arrivo del turismo di massa, che ha sicuramente contribuito a una migliore qualità della vita e all’arrivo di centinaia di posti di lavoro sicuri e ben retribuiti.

Qual è il problema, allora?

La cosa che più mi ha travolto è stato il fatto di essermi affidata a quelle riviste patinate, a quell’immaginario comune del paradiso terrestre…e di non essere stata l’unica. Ho visto orde di viaggiatori fare lo stesso identico spostamento: dall’aeroporto dritti fino a Denarau Marina o dintorni, dove si trovano il porto turistico e i ristoranti e dove tutto è curato e pulito. La mattina dopo, si prende un traghetto e si raggiunge una delle tante isole sperse nel mare, ci si piazza lì per qualche giorno o per una settimana, e poi si fa il percorso inverso, si prende l’aereo e ce ne torniamo a casa. Gli unici contatti che si hanno con gli abitanti del luogo sono grazie alle visite al villaggio organizzate dallo staff dei resort stessi; non posso dire che siano visite “artefatte” (anche perché non ho avuto la possibilità di parteciparvi), però diciamo che forse non basta a conoscere o anche solo a farsi un’idea più ragionata del luogo in cui si sta facendo una vacanza.

viaggio alle Fiji

I ristorantini di Denarau Marina

Io avevo paura di rinchiudermi in un resort e di non vedere abbastanza, di non sentire abbastanza, per cui abbiamo deciso di trascorrere metà del viaggio guidando lungo tutta la costa di Viti Levu, con una macchina a noleggio e superando un piccolo villaggio di casette dietro l’altro. Non posso certo dire di aver fatto meglio di altri, né di aver visto molto di più di quello che gli altri vedono, però ecco, adesso posso dire che le Fiji non sono SOLO un paradiso terrestre. Anzi. E questa è una cosa che dovrebbe messa essere in conto da tutti i turisti che qua vengono in vacanza, credo.

Cosa mi rimane dopo il mio viaggio alle Fiji

Insomma: il mio viaggio alle Fiji non mi ha fatto impazzire, non è certo una di quelle destinazioni che rimarrà nel mio cuore per sempre. E, in un primo momento, ho dato la colpa alle Fiji; ma ora, scrivendo, mi rendo conto che quel gruppo di isole non ha niente da recriminarsi per essere quello che è. Quello che non mi è andato giù è stata la modalità di vacanza che ti viene in qualche modo imposta e che tutti coloro che visitano le Fiji, prima o poi, più o meno, sperimentano. Chi trascorre tutto il tempo della vacanza dentro a un resort assaporando momenti di mare e di relax può dire di essere stato alle Fiji, ma non può dire di aver capito questo Paese, né di averci provato. Io sono caduta (anche se magari solo parzialmente) in questa “trappola” perché è la principale modalità di vacanza che viene proposta e non c’è molta scelta; e questa cosa non mi è piaciuta per niente.

Il problema, alla fine, credo che sia solo mio. Pensavo di sapermi adattare in maniera piuttosto veloce e flessibile a qualsiasi tipo di vacanza o viaggio che mi capitasse tra le mani. Invece quei 5 giorni nei resort mi hanno annoiato infinitamente; ho odiato dover rilassarmi a tutti i costi, leggere quasi 6 libri in 5 giorni, non fare niente perché non c’era niente da fare (se non si contano le costose attività extra a pagamento), sottostare a orari specifici per i pasti e mangiare solo quello che mi veniva proposto (cibo internazionale e davvero poco tipico, per la maggior parte dei casi), constatare che tutti gli altri facevano le stesse cose e ne erano però ben felici. Ho odiato, soprattutto, passare poi dai villaggi e dalle strade “del popolo”, fuori dai resort, e rendermi conto di come quei 5 giorni appena trascorsi in “paradiso” siano stati, in realtà, immersi in un paesaggio meraviglioso che però è solo una copertura delle tante brutture che esistono subito fuori. Mi sono sentita totalmente inadeguata; totalmente.

Credo di essere io la “sbagliata”, in questo caso: non sono capace di rilassarmi, specialmente se a comando; non sono capace di stare ferma, e mi sono ritrovata in una situazione talmente estranea al mio modo di viaggiare che non ho neanche avuto la prontezza di cogliere quelle piccole opportunità che potevo cogliere (avrei potuto chiacchierare con i membri dello staff per conoscere meglio la loro cultura, ad esempio…ma mi sono persa nei meandri di quell’amarissimo far niente, e neanche ci ho pensato!!). A posteriori avrei un’idea molto più precisa di come vorrei che fosse un mio prossimo viaggio alle Fiji, ma prima e durante il soggiorno mi sono trovata totalmente fuori posto, e finalmente ho capito che la vacanza di totale relax non fa assolutamente per me. Almeno questo l’ho capito!

viaggio alle Fiji

…ma di fare snorkeling, dai, non mi lamento!

Un viaggio alle Fiji e tra i figiani

Tra le riflessioni a caldo, al di là di tutte le mie “lamentele” su questo mio viaggio alle Fiji di cui assolutamente nessuno (tantomeno io) ha colpa, quella che più mi preme esternare ha a che fare con quel poco che ho capito e assorbito del popolo figiano.

Lo dicono tutti: quello delle Fiji è un popolo estremamente ospitale. Posso confermare questo tratto, nonostante ci tenga a precisare che, anche in questo caso, le aspettative erano forse un po’ troppo alte: ospitali, gentili e sorridenti sì, ma non proprio costantemente, ecco. D’altronde sono umani anche loro, e certi commenti che ho letto e ascoltato prima di partire mi sa che erano un po’ troppo esagerati. A volte, poi, sono talmente gentili e disponibili che per noi “occidentali” diffidenti diventa quasi difficile capire se vogliono esserlo davvero o se, invece, stanno in realtà in qualche modo prendendoti in giro o cercando di fregarti (cosa che ci è effettivamente successa un paio di volte, a Nadi e a Suva). Però sono innegabili la loro allegria contagiosa, il loro approccio semplice e sorridente alle cose della vita, il loro amore per il canto e per la musica delle chitarre e degli ukulele, la loro voglia di riunirsi ogni sera con gli amici per bere kava e giocare a carte, seduti per terra sotto al portico di casa. È una vita semplice ma dignitosa e piena di amore per i propri affetti e la propria terra e su questo, si sa, c’è sempre da imparare.

viaggio alle Fiji

Ho a volte apprezzato e altre volte mal tollerato (da buona occidentale piena di to-do-list e pensieri in testa) il famigerato Fiji Time: un termine coniato per indicare una disposizione lenta e spensierata alla vita e agli impegni quotidiani. Abbiamo un appuntamento? C’è un’attività prevista per una certa ora? Stai aspettando qualcosa? Sei di fretta per qualche strano motivo? FIJI TIME! Rilassati, non preoccuparti, goditi il momento e la brezza, non avere ansie: se una cosa succede succede, e se non succede non succede. Ecco, hai presente quanto una mentalità del genere possa allo stesso tempo affascinare e irritare una persona a-1000-all’ora come me?? Non ti dico quante attività, nei resort, sono iniziate con ore di ritardo o non sono iniziate proprio, e nessuno se ne è preoccupato: invidio davvero chi ha la pazienza di ragionare così, anche se forse non fa per me!!

E poi?

E poi mi sono rimasti impressi tanti piccoli dettagli che mi sono segnata di volta in volta. Ne vuoi qualcuno, in modo totalmente casuale?

Eccoli:

  • Abbiamo amato la prima sera del nostro viaggio alle Fiji, ospiti di Rina e della sua famiglia via Airbnb. Rina aveva un lavoro, ma con Airbnb andava talmente bene che alla fine il suo lavoro è diventato questo! Di origini indiane (la popolazione indiana è numerosissima qua, quasi quanto quella figiana in sé), ci ha raccontato di essere estremamente orgogliosa della propria casa e dell’ospitalità che riserva a tutti gli avventori. Dice che non può viaggiare (anche se sta mettendo via i soldi per il suo primo viaggio quando Shauna, la figlia undicenne, sarà più grande. Destinazione? Il suo sogno: il Giappone!), ma che ospitare persone provenienti da ogni angolo del mondo le permette di viaggiare, in qualche modo, e ne è molto felice. La sera ci ha preparato una tipica cena indiana, mentre suo marito beveva kava con gli amici. La mattina dopo ci ha accompagnati al porto, non prima di averci dato il tempo di assaporare la colazione: tè stracolmo di latte, banana, papaya e curry di patate e cavolfiori fatto in casa accompagnato da Roti appena sfornato. Alle 6 del mattino, con sottofondo una telenovela indiana con musiche stile Bollywood ma davvero orrende. …Ottimo, no?? 🙂
  • Ecco, parliamo della kava, la bevanda tipica figiana che qui bevono davvero tutti (anche se io l’ho vista bere principalmente agli uomini adulti): una vera e propria istituzione! È una bevanda ricavata da una radice che viene pulita, polverizzata e poi infusa in acqua tiepida attraverso uno strofinaccio. L’abbiamo provata 3 volte e, te lo giuro, ci ho provato a farmela piacere…ma non è semplice! Ahah 🙂 E la cosa particolare è che ha un lieve effetto anestetizzante, che intorpidisce le labbra e la lingua per qualche minuto. Che esperienza!!
  • Guidare per le strade figiane è stato semplice (soprattutto per noi che siamo abituati a guidare dal lato sbagliato della strada), ma che caos appena entrati a Suva! Ci siamo ritrovati in ingorghi stradali accentuati da semafori impazziti, gente che attraversava a caso e altri che salutavano amici e conoscenti in auto, rallentando tutti quanti. Smog ai massimi livelli e gente che, tranquillissima, cambia corsia ogni secondo per guadagnare una manciata di metri (un tizio ha cambiato corsia 7 volte in meno di un minuto, le abbiamo contate), mentre altri gettano immondizia direttamente dal finestrino alla strada e orde di ragazzini in divisa scolastica ti distraggono urlandoti “BULA!!” da ogni angolo. Calma e sangue freddo, insomma!
  • Una sera stavamo guidando e abbiamo notato un incendio piuttosto grosso ai margini della strada. Ci siamo fermati a fare benzina e abbiamo chiesto alla ragazza che cosa fosse successo. Alzando le spalle e con un inglese stentato ci ha detto: “Ah, il solito: qualcuno ha ammucchiato la spazzatura e le ha dato fuoco, ma a quanto pare il fuoco si è allargato”. Ah, ottimo insomma!!
  • A Suva siamo andati al cinema la sera, e ci ha fatto impressione vedere come i figiani ridessero di tutto! Ridevano a una sparatoria, di fronte a un uomo morto, a una corsa in macchina, a una conversazione seria, persino alle scene di sesso…niente, loro ridevano davvero di gusto! Mah, valli a capire 🙂
  • Se ti aspetti solo spiaggia e mare, il tuo viaggio alle Fiji ti sorprenderà! L’interno delle isole (soprattutto di Viti Levu, l’isola principale) è un intrico di boschi e foreste rigogliosissime, di un verde brillante e acceso. Le foreste che coprono le colline e le montagne si alternano a immensi campi coltivati e sono costituite da alberi che, apparentemente, non c’entrano niente l’uno con l’altro. Fa davvero bene al cuore guidare su certe strade che tagliano le foreste in due, con quel mare cristallino in lontananza! E, sempre parlando di natura, passiamo alla fauna: niente serpenti per fortuna (esistono quelli marini, che sono velenosissimi ma molto timidi; inoltre, hanno una bocca talmente minuscola che non riuscirebbero a morderti. Io, per fortuna, non ne ho incontrato neanche uno), ma tanti ragni! L’ultima notte, dopo aver fatto uscire uno scarafaggio gigante e un paio di gechi dal nostro bure (l’abitazione tipica figiana), non ce l’abbiamo fatta e abbiamo chiesto al proprietario di scacciare quel ragno nerissimo, pelosissimo e dal corpo grande come una pallina da ping pong, che aveva preso possesso della nostra mensola…ecco. Ci vuole pazienza 🙂

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[Tweet “Viaggio alle Fiji: un paradiso terrestre…??”]

Sono davvero curiosa di sapere la tua, adesso. Sei mai stato in questo Paese? Se no, come te lo aspetti? Se sì, cosa ti è rimasto del tuo viaggio alle Fiji? Sei d’accordo con me in alcuni punti? Parliamone, mi interessa davvero molto!! 🙂

Comments:

  • non so se sia una meta che fa per me, ma sicuramente è un posto davvero bello…
    Ci farò un pensierino anche se ormai la mia lista di “posti da vedere” si allunga a dismisura!

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  • Purtroppo succede sempre cosi’… i paradisi terrestri sono concessi solo agli occidentali armati di dollari e la gente locale, quella nata e cresciuta in quella stessa terra, fa ancora fatica a ottenere i propri diritti basici.

    Ottima riflessione la tua, c’e’ bisogno di un cambiamento nel modo in cui viaggiamo ed esploriamo il mondo. Maggiore integrazione con la gente locale, per far si anche che i nostri soldi possano beneficiare tutti e non solo i proprietari – occidentali – di resort e hotel.

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  • Hai colto un aspetto importantissimo e secondo me comune a tanti altri paradisi da cartolina, come ad esempio le Maldive o molte isole Caraibiche o del Sud est asiatico. Come sai ionalle Fiji ci sono stata, rimanendo però solo una settimana. Ho girato un po’ per Suva, che che ha avuto su di me il tuo stesso effetto, per poi fermarmi in un’isoletta delle mamanuca, dove ho visto solo turisti preoccupati per il loro i-phone che non fonzionava e che occupavano gli sdrai già alle prime luci dell’alba. Senza essere capaci di godersela quell’alba meravigliosa!

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  • Ti capisco, la penso esattamente come te. Spesso vedo travel blogger anche piuttosto famosi nel loro settore visitare questi paradisi terrestri e restare per 1-2-3 settimane in un resort, ma che senso ha? A fine vacanza, hai veramente visitato un paese in questo modo? Peccato, spesso questo turismo mordi e fuggi crea più danni che benefici. Un saluto!

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  • viva i pareri sinceri! un classico intramontabile che questi paesi da cartolina lo siano solamente nei resort 5 stelle, e altrettanto intramontabile che io odi questo genere di vacanze relax.
    in Thai sono stata “costretta” a 8 giorni sulle isole, dove oltre ad esperienze a pagamento con costo adeguato ad un occidentale non c’era molto altro da fare. e io odio mettermi sotto ad una palma tutto il giorno e “riposare”!

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  • Grazie per aver condiviso anche l’altro lato della medaglia che, alla fine, è quello che più interessa anche a me! Alle Fiji non ci sono ancora stata ma mi sono ritrovata nella tua stessa situazione alle Maldive.
    Io proprio non ce l’ho fatta a stare una settimana ferma in spiaggia (ormai penso tu lo sappia!!) e ho girato un po’ al di fuori del villaggio e sull’isola principale. Lo scenario che mi si è aperto davanti è molto molto simile a quello descritto da te e mi si è stretto il cuore.

    Un’altra situazione simile mi è capitata in Africa, in Kenya per l’esattezza. E’ stata la mia prima e ultima vacanza in villaggio anni fa. Già dopo due giorni non sopportavo più l’idea di stare chiusa in un villaggio insieme a gente la cui unica preoccupazione era quella di prendere il lettino migliore prima degli altri o quale cocktail prendere al bar in spiaggia, mentre fuori dal cancello c’era gente che non aveva nemmeno il cibo da dare ai propri figli.

    Sono anche io dell’idea che bisogna cambiare il modo di viaggiare e di vivere un viaggio. Non è sempre tutto rosa e fiori, soprattutto per chi ci vive in certi posti. Se si vuole davvero conoscere almeno un po’ della situazione locale bisogna stare in mezzo alla gente che vi abita, vedere la vera faccia di un posto e cercare di aiutare loro, non i proprietari di questi mega villaggi paradisiaci.

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  • Sono stata alle Fiji ma è stata solo una meta di passaggio in quanto la mia destinazione finale erano le Isole Tonga (che prima o poi prenderò il coraggio di raccontare). Da quel che ho potuto vedere è che purtroppo l’intera zona è stata troppo sfruttata e dei resort che rimangono sembrano essere non proprio paradisiaci. Quindi concordo con quello che hai scritto. Sono stata inoltre nel mercato che hai fotografato, proprio lì ed ho acquistato oggetti di ogni tipo.

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      • Le Tonga sono bellissime ma anche li devi scegliere l’isola giusto perché la capitale è solo per gli abitanti del posto e quindi tenuta molto male

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  • Secondo me andare in questi posti da sogno solo per restare chiuso nei resort non ha davvero senso. Hai fatto bene a prendere la macchina e a girare..puoi essere certa di aver fatto davvero esperienza Delle Fiji, con tutti i pro e i contro che comporta. A noi è capitata una cosa del genere a Mauritius, ma già sapendo di odiare la vita da resort abbiamo optato per un carinissimo b/b gestito da locali. Anche lì, natura stupenda ma tanta miseria e povertà ma alla fine non posso dire che non mi sia è piaciuta, anzi è stato un viaggio molto interessante. Alle Fiji non ci sono mai stata… l’avevamo presa in considerazione per la luna di miele insieme alla Nuova Zelanda, ma sui vari forum non siamo riusciti a farci un’idea sulle isole migliori da vedere e, in generale, Abbiamo letto commenti contrastanti sulla loro reale bellezza. Scusa il commentone… Ciao Agnese!

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  • Tutti questi Paesi sembrano il “paradiso” per la bellezza dei panorami, del mare, dei tramonti ma in realtà la gente vive in miseria. Neppure io sopporterei il totale relax in vacanza ed avete fatto bene ad esplorare il vero volto delle Fiji. Io ho visto la stessa miseria in Perù: case di lamiera o di fango, senza acqua corrente eppure tutti sembravano se non felici almeno sereni nella loro semplicità.

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  • ciao agnese! come già sai abbiamo in programma di raggiungere le fiji con la nostra barca tra qualche mese… veniamo dalla polinesia francese, cook e tonga. non mi sorprende nulla di quanto dici perché è proprio così! noi – avendo la barca – non andiamo nei resort perché come dici tu ovattano e falsificano la vera essenza di quei posti. ho comunque dormito in case in affitto a terra dove ho trovato fauna indescrivibile locale … eppure ho adorato ciascuno di questi paesi .. per motivi diversi, per la gente, le storie, i sorrisi. forse è un problema di aspettative, secondo me il modo più bello di viaggiare in quella parte di mondo è proprio lontano dai resort!

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  • MI spiace che le Fiji non ti abbiano lasciato un buon ricordo, ma non posso che concordare su molti aspetti del tuo post. Ovvio che dal punto di vista paesaggistico sono una meraviglia – e questo è quello che io ho portato via da lì – ma è altrettanto vero che sia un paese prettamente povero. Quando si viaggia sarebbe bello poter sempre approfondire la conoscenza del paese che visitiamo, ma purtroppo non è sempre possibile. Ma consolati: almeno hai visto dei luoghi davvero belli!!!!

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  • Bellissmo e interessante post Agnese, e sono d’accordo con te su tutto. E il Fiji Time?! Anche a me darebbe sui nervi questa concezione di tempo ahah non ce la potrei fare!

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  • Cara Agnese, mi sono sentita come te la prima volta che sono stata su un’isola tropicale, uno di quei posti da cartolina che tutti associano al relax e ai tramonti infuocati. In realtà, come scrivi tu, non dovremmo mai dimenticare che anche le isole più belle sono paesi reali, con gente che ha una sua storia e i suoi problemi. Le isole poi sono mondi a sé, non sono resort ma organismi viventi. Quindi ho letto con immenso piacere il tuo post e condivido tutto… e anch’io, come te, preferisco girovagare che stare ferma: dopo una giornata in modalità relax, ne ho già abbastanza! 🙂

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  • Non sono mai stata alle Fiji ma ammetto che nella mia mente le immaginavo proprio come un luogo paradisiaco. E venire a conoscenza della realtà un po’ mi dispiace, ma alla fine questo risvolto della medaglia si trova in moltissimi luoghi del mondo (Africa in primis).
    La povertà esiste e non bisogna nasconderla per pubblicizzare un luogo.

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  • Mentre raccontavi mi hai fatto pensare ad una versione marina di The Truman Show, dove i turisti fanno la parte di Jim Carrey che vive felice e contento non sapendo cos’e’ la vita vera…
    Buon compleanno Agnese!

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  • Angela

    Ciao io sono attualmente alle fiji da circa 18 giorni e ci rimarrò ancora x qualche giorno prima di spostarmi a Tonga. Io viaggio con lo zaino e non sono mai stata in un resort 5 stelle ma nelle camerate (hostelli). Attualmente sn a Suva x fare il giro completo di Viti Levu col bus locale, ma anche le Yasawa e Mamanuca le ho visitate dormendo negli hostelli e mangiando con i locali ho visitato i villaggi nelle isole ma non nel modo che usano fare dai resort. Ho potuto e ho ancora modo di vedere la vita della gente locale quella vera, anche se in parte sn d’accordo con te credo che i gli abitanti qui siano felici così x quel che possono esserlo, nel senso che sicuramente c è qualcuno al quale piacerebbe poter fare di più ma vivendo comq in un paese del 3 mondo non possono permettersi gli standard degli occidentali. Hanno le scuole e la loro economia e a me è sembrato che sia un popolo felice di avere il ritmo che ha(molto lento fiji time). A molti non importano le cose che noi riteniamo importanti hanno un altro stile di vita. Questo comq non succede solo alle fiji ma in tutti quei posti che noi occidentali visitiamo da turisti attraverso i resort, ma questo è ciò che la maggior parte della gente vuole fare xche chi ha solo 2 settimane di ferie non può farsi carico di visitare e vedere posti con fatica, xche questo succede quando si fa un viaggio in modalità economica e autonoma. Chi ha solo 2 settimane di ferie vuole giustamente stare sdraiato sulla spiaggia sorseggiando un cocktail e non pensare a niente. È una modalità di viaggiare diversa, altre aspettative altre esigenze. Anyway in tutti i posti del mondo c è sempre il rovescio della medaglia basta avere rispetto sempre del posto che si visita e non pensare che il solo modo giusto e perfetto di vivere sia il nostro (quello occidentale) xche non è così. X noi lo è ma x gli altri chi lo sa? ☺️

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