Viaggiare green per contribuire, in modo minuscolo ma inesorabile, a un mondo più sano, più pulito, più bello. Si può fare? Ancora prima di partire ci sono dei piccoli accorgimenti che possiamo adottare: te ne consiglio alcuni!


Cosa significa viaggiare green? Questo è solo uno dei tanti modi di chiamare il turismo sostenibile, di cui ho diffusamente spiegato l’importanza in questo post; è un modo di viaggiare che rispetta la destinazione che stiamo visitando soprattutto da un punto di vista ambientale, ma anche culturale e sociale. Viaggiare green è importante da milioni di punti di vista, più o meno altruistici. Fa bene al pianeta che viviamo noi e che vivranno le future generazioni; ci permette di conoscere un luogo in maniera più approfondita e rispettosa; fa sì che il turismo di massa non diventi talmente pericoloso da diventare un concetto solo ed esclusivamente negativo; ci fa stare bene con noi stessi e ci fa sentire parte di qualcosa, parte di un cambiamento. Anche se siamo solo piccole gocce nel mare, ognuno di noi può fare qualcosa.

E se viaggiare è di per sé un’attività inquinante e spesso molto impattante sulla cultura e lo stile di vita del luogo che si va a esplorare, è anche vero che smettere di viaggiare sarebbe ormai impossibile per la maggior parte di noi. Una via di mezzo c’è: viaggiare green! O, perlomeno, provarci con tutte le forze che abbiamo.

Una premessa importante

Viaggiare green non è per tutti: c’è chi non vuole, c’è chi non può. Io stessa sono una che a volte non può e a volte non vuole; perché il viaggio eco-sostenibile comporta scelte faticose, rinunce, spese più elevate. Lo so bene. Questi consigli non sono quindi da prendere tutti insieme e alla lettera; sono, più che altro, dei piccoli spunti per aiutarci a riflettere su quanto stiamo facendo e su quanto potremmo ancora fare. Magari trovi delle idee a cui non avevi mai pensato e che per te sono più che fattibili!

Lascia stare quei consigli che non ti si addicono in termini economici o di preferenze, e prendi solo ciò che fa per te. È anche vero che nessuno chiede a nessuno di fare rinunce enormi, ma tutti noi siamo chiamati a fare piccoli passi avanti, a lasciare indietro un minuscolo pezzettino dei nostri privilegi a favore di un mondo più sano e più bello. Proviamoci tutti, nei limiti e nelle modalità che ci permettono di farlo.

Il viaggio green… ancora prima di partire

Si inizia a viaggiare green ancora prima di partire; già nella fase di pianificazione del viaggio, infatti, siamo in grado di fare scelte importanti che condizionano anche di molto il nostro impatto sull’ambiente. In questo post, quindi, vorrei darti alcuni piccoli consigli sugli accorgimenti da prendere per viaggiare in modo quanto più possibile eco-sostenibile, a partire da prima del viaggio, a partire dalla sua pianificazione. Iniziamo!

Viaggiare green: si inizia scegliendo i mezzi di trasporto giusti

Non lo si può negare: il modo in cui ci spostiamo è quello che più influenza la nostra capacità di viaggiare green. I mezzi di trasporto sono inquinanti, nessuno escluso; se di sicuro questo non può fermarci dal prenotare il prossimo viaggio, può però indurci a fare ogni volta delle riflessioni consapevoli su quale sia il mezzo di trasporto più giusto per il viaggio che stiamo per affrontare.

1. Ma quanto inquinano i mezzi di trasporto?

Partiamo subito dal punto più importante: qual è il mezzo di trasporto che inquina di meno? In termini assoluti, andrebbe evitato l’aereo che, in media, produce 140 grammi di CO2 per chilometro percorso. Anche le crociere sarebbero da evitare: essendo vere e proprie città galleggianti, hanno bisogno di motori potentissimi per potersi muovere e, quindi, inquinano i nostri mari in modo esponenziale. L’auto inquina sicuramente meno dell’aereo: circa 118 grammi di CO2 per chilometro percorso. Ma, in termini assoluti, qual è il mezzo meno inquinante per viaggiare green? Il treno, che produce “solo” 44 grammi di CO2 per chilometro percorso.

2. Viaggiare in treno è una buona idea

Insomma: se ti è possibile, viaggia in treno. In Italia, in particolare, sia Trenitalia che Italo hanno messo a punto delle azioni volte all’eco-sostenibilità, che vanno dalla gestione oculata dei rifiuti alla costruzione di treni con il 98% di materiali riciclabili. Viaggiare in treno ha anche il vantaggio di ridurre la presenza di auto sulle autostrade e, quindi, il potenziale formarsi delle colonne di traffico che, a motore acceso, sono davvero nocive per l’ambiente.

Australia in treno
Attraversare l’Australia da sud a nord in treno: una scelta non economica, ma eco-sostenibile e originale!

3. Compagnie aeree eco-friendly

Devi assolutamente viaggiare in aereo? Scegli una compagnia aerea che sia il più eco-friendly possibile; ovvero, che abbia adottato in maniera molto chiara e trasparente delle azioni volte a sostenere l’ambiente. Ormai tante compagnie hanno dei programmi interni di eco-sostenibilità, che vanno dall’uso di velivoli più moderni (quindi più efficienti) a specifici programmi di compensazione: dai un’occhiata e informati un po’ prima di scegliere. È solo un piccolo gesto che non può certo compensare il danno che stiamo arrecando, ma è pur sempre meglio di niente, no?

4. Voli diretti e a lungo raggio

Sempre per quanto riguarda l’aereo, prendi in considerazione l’ipotesi di un volo diretto (o con meno scali possibile): oltre a essere innegabilmente più comodo, ridurrai il tuo impatto sull’ambiente. Infatti, con un volo diretto diminuisce il numero di atterraggi e decolli a cui contribuisci; e sono proprio questi i momenti in cui le emissioni più nocive sono più corpose.

Per lo stesso motivo, in proporzione i voli a lungo raggio inquinano di meno rispetto a quelli domestici o comunque a corto-raggio, anche perché in quel caso raggiungono una quota di crociera molto più elevata, che permette loro di ottenere una maggiore efficienza energetica. Tutto questo per dire che… se devi andare da Milano a Roma, prendi in considerazione l’ipotesi del treno: fare un tratto così breve in aereo è davvero deleterio.

5. In auto: da soli o in compagnia?

Per quanto riguarda l’automobile, c’è da fare una piccola precisazione. È vero che tendenzialmente inquina molto meno dell’aereo ma, se si viaggia da soli, l’impatto di un mezzo privato può essere molto più alto di molti altri mezzi! Per i viaggi in solitaria, quindi, meglio scegliere mezzi di trasporto “collettivi”, come treno, autobus, pullman, a volte persino l’aereo.

Se si viaggia in gruppo, invece, le emissioni dell’auto vengono ripartire tra i diversi viaggiatori e, in proporzione, viaggiare in auto diventa non molto più inquinante di un pullman o di un treno non troppo moderno. È anche per questo che, quando è possibile, si può pensare a soluzioni di car sharing (come BlaBlaCar) per spostarsi da una città all’altra. Se viaggi con un gruppo, insomma, cerca di partire con le auto a pieno carico!

6. Noleggiare l’auto pensando all’ambiente

L’auto resta in ogni caso il mio mezzo di trasporto preferito per un viaggio, non c’è niente da fare: adoro i road trip e la libertà che mi regalano. Ma lo sappiamo tutti che le emissioni e l’inquinamento di un viaggio in auto non sono propriamente sinonimo di viaggio green; per ridurne l’impatto, potresti pensare di informarti sul noleggio di un’auto ibrida o elettrica. In certe destinazioni e situazioni, potrebbe risultare una soluzione più fattibile ed economica di quel che si potrebbe pensare!


In generale, è opportuno ricordare quali sono i mezzi di trasporto più inquinanti in termini assoluti, ma anche riflettere due minuti sulle condizioni relative al nostro specifico viaggio, ad esempio in termini di distanze o di numero di partecipanti. Ci può venire in aiuto un sito come Ecopassenger che, per ogni tratta impostata, indica quali sono i mezzi di trasporto più eco-friendly da prendere in considerazione. Sono solo stime piuttosto generiche, ma valgono come ottimo punto di partenza!

Viaggiare green: come scegliere l’alloggio

Hai mai pensato che la scelta di un certo tipo di alloggio piuttosto che un altro possa essere una discriminante importante sul tuo modo di viaggiare green? Non si parla solo di ambiente, ma anche di rispetto del tessuto sociale ed economico di un luogo.

7. Sostenibilità: un importante parametro di scelta

Siamo soliti scegliere gli alloggi secondi diversi parametri, in base alle esigenze e preferenze che abbiamo: prezzo, posizione, servizi, design… Forse sarebbe importante includere un nuovo parametro di scelta: quanto è green l’alloggio che ci interessa? Non esistono soluzioni perfette, ma possiamo informarci su quanto l’alloggio in questione si impegni in termini di risparmio energetico o altre iniziative a favore della sostenibilità ambientale. Qualche esempio? Efficienza energetica in generale, scelta di particolari energie rinnovabili, raccolta e purificazione dell’acqua piovana, forte riduzione dell’uso della plastica, ristorazione con prodotti bio e a km 0… Ma si parla anche di cose più piccole, come l’uso di lampadine a risparmio energetico, la presenza di cestini per la raccolta differenziata o di carta igienica riciclata, docce a basso flusso, sostituzione meno frequente di asciugamani e lenzuola.

Vatia Beach Eco-Lodge, un alloggio eco-friendly alle Isole Fiji

Gli alloggi possono fare tanto per contribuire a un turismo più green, e tu puoi scegliere quelli che si impegnano di più in questo senso! Esistono portali che ci danno una mano in questo senso, come Ecobnb.

8. La posizione giusta è anche green

Per molti di noi la posizione dell’alloggio è una caratteristica importante; per me, ad esempio, è una delle primissime cose da tenere in considerazione. Anche per viaggiare green, scegli un alloggio che ti permetta di muoverti il più possibile a piedi verso le attrazioni che ti interessano: andrai così a ridurre il tuo impatto sull’ambiente tramite l’uso molto meno frequente di mezzi pubblici su strada.

9. L’alloggio a cui non avevi pensato

Perché non scegliere una sistemazione alternativa, almeno ogni tanto? Oltre a fare un’esperienza un po’ diversa dal solito, alcune tipologie di alloggio sono particolarmente indicate per chi desidera viaggiare green. Scegliere un campeggio – anche nella versione più comoda e attrezzata del glamping –, ad esempio, ci permette di vivere più a contatto con la natura e di sprecare meno risorse in generale.

Vacanza in glamping
Il giardino del glamping Big Berry, in Slovenia

10. L’alloggio che ti fa diventare uno del posto

Oltre agli alloggi alternativi come quelli descritti sopra, in realtà ci sono tantissime altre soluzioni di alloggio che ci permettono, soprattutto, di entrare direttamente nella cultura e nello stile di vita del luogo che si sta visitando. Uno di questi è Couchsurfing: tramite il sito dedicato, si entra in contatto con persone del posto e ci si fa ospitare gratuitamente, spesso in cambio di un regalo o di una cena da cucinare tutti insieme… Non solo si risparmia, ma si ha modo di conoscere, ringraziare e restituire del bene a chi quel luogo lo abita tutti i giorni. A livello analogo si possono provare esperienze di Workaway, oppure optare per soluzioni di homestay a conduzione familiare, così da dare il nostro contributo a livello locale e non arricchire persone esterne ed estranee a quel luogo.

11. Airbnb: croce e delizia

Parliamo un attimo di Airbnb: chi non adora la possibilità che questo portale dà di alloggiare senza spendere troppo e godendo di tutte le comodità di un vero e proprio appartamento? È importante, però, riflettere un attimo anche sull’impatto che Airbnb (o servizi simili) abbia sul tessuto sociale ed economico della destinazione che scegliamo, specialmente se si tratta di una grande città. Per un proprietario immobiliare, affittare una casa su Airbnb è molto (mooolto) più redditizio, in proporzione, rispetto che affittarla a uno studente o un lavoratore. Questi ultimi si vedono così costretti a spendere molto di più, oppure a spostarsi ai margini della città perché, col passare degli anni e sicuramente anche in piccola parte a causa di Airbnb, faticano a trovare alloggi di lunga durata a un prezzo sostenibile; si crea così un disequilibrio turisti/abitanti che non fa certo bene al tessuto sociale della città.

Cosa fare, quindi? Basterebbe anche solo rifletterci, intanto. Si potrebbe decidere di non rinunciare ad Airbnb in generale, ma di utilizzarlo solo nelle cittadine e nelle località più piccole, dove questo problema generalmente non sussiste. In tutti i casi, si potrebbe pensare di alleggerire il nostro impatto sociale dando qualcosa in cambio alla comunità che ci ospita, ad esempio acquistando nei piccoli negozi del quartiere, oppure partecipando a tour e attività gestite da persone del posto. Sono piccoli modi più o meno simbolici per riequilibrare la situazione!

Viaggiare green: prepararsi a partire

Abbiamo scelto come muoverci e dove alloggiare; c’è altro che possiamo fare per pianificare un viaggio green? Sì: ecco qualche spunto di riflessione.

12. Viaggiare lentamente

Se le condizioni te lo permettono, in generale viaggiare green significa anche viaggiare in modo lento, così da scoprire i luoghi con più calma e lasciando un’impronta meno profonda possibile. Viaggiando lentamente – e, di conseguenza, impiegando più tempo a visitare un posto – si ha meno foga di spostarsi, si possono utilizzare mezzi meno inquinanti, ci si può dedicare meglio ad approfondire la conoscenza della cultura di un luogo, apprezzandone i prodotti locali e valorizzandone i tesori e i paesaggi.

Da un punto di vista ambientale, meglio fare meno viaggi più lunghi che tanti piccoli weekend mordi e fuggi in giro per il mondo; facendo viaggi più lunghi e lenti, si riducono di molto gli spostamenti da un luogo all’altro, che sono i principali fattori di inquinamento dei nostri viaggi.

Viaggiare green

13. Viaggiare in bassa stagione o in luoghi meno turistici

Alcune località particolarmente turistiche sono al limite: il turismo di massa le sta spremendo fino all’osso, specialmente nelle alte stagioni. Questo porta a una contaminazione del tessuto sociale e persino a una sorta di burnout della destinazione, che non riesce a regolare il flusso di turisti o a smaltire i rifiuti come dovrebbe, arrivando così ad altissimi livelli di inquinamento ambientale. Senza contare che in alcune importanti città turistiche europee, come Venezia o Barcellona, gli abitanti del luogo arrivano a odiare i turisti semplicemente per la loro presenza!

Cosa fare per contrastare questo overtourism e per riabilitare in qualche modo il concetto di turismo agli occhi di chi non lo sopporta più? Le soluzioni sono due. La prima è quella di viaggiare in bassa stagione, se puoi farlo: sarà più bello per te che incontrerai meno gente in giro, e permetterai a quella meta super gettonata di prendersi dei momenti di respiro. La seconda è quella di scegliere luoghi meno turistici come meta del nostro prossimo viaggio; il mondo è tutto da scoprire e non importa riversarci tutti negli stessi posti! Quando si viaggia in alta stagione, quindi, si potrebbe pensare a una meta che non agonizzi schiacciata dal turismo di massa e che ci permetta di vivere un’esperienza altrettanto indimenticabile e nel pieno rispetto dell’ambiente.

14. Scegliere di appoggiarsi a operatori turistici locali e sostenibili

Già al momento della pianificazione potresti trovarti a scegliere tour operator o realtà turistiche con cui prenotare escursioni, gite o visite guidate. In questi casi, vale davvero la pena approfondire la ricerca e cercare operatori turistici locali; che siano grandi o piccoli, è importante che siano in grado di restituire qualcosa alla comunità in cui stanno operando. Farai girare l’economia internamente, evitando di andare ad arricchire realtà multinazionali o estranee alla cultura del posto. Se questi operatori turistici dichiarano anche di rispettare l’ambiente e ridurre le emissioni, tanto meglio!

15. Viaggiare green significa anche… studiare

Studiare? E cosa c’entra? Beh, viaggiare responsabilmente consiste anche nel rispettare la cultura, gli usi e i costumi del luogo che stiamo per andare a visitare. Per farlo, dobbiamo conoscerlo! Dobbiamo sapere quali sono le sue regole, le sue usanze, le cose che si possono fare liberamente e quelle che, invece, vengono vissute come superficiali o irrispettose. Molto si impara anche sul posto, certo; ma studiare un po’ la nostra meta è una grande forma di rispetto nei suoi confronti: stiamo andando a conoscerla, non a sfruttarla a nostro piacimento.

Basta poco: leggere qualche articolo di chi c’è già stato o ci ha vissuto, informarsi sui piatti tipici e le tradizioni, dare un’occhiata alla sua storia e alle sue tradizioni. Non serve investire chissà quanto tempo, basta mettere in modo la curiosità che ci spinge verso quella destinazione, e utilizzarla non solo con l’obiettivo di vivere le esperienze più belle per se stessi, ma anche di portare rispetto a chi ci accoglierà.

16. Immergersi nella lingua del posto

Studiare una meta passa anche dalle sue costruzioni linguistiche che, molto più spesso di quanto si pensi, hanno un forte impatto su quelle sociali e culturali. Imparando anche solo qualche parola della lingua locale, si dimostra di portare rispetto verso quel luogo e i suoi abitanti; bastano poche parole, come “ciao”, “grazie”, “per favore”, “scusi”, “buona giornata”. In questo modo si entra ancora di più a contatto con la gente del posto che, tra l’altro, sarà anche più aperta e bendisposta nei tuoi confronti.

17. È il momento di preparare la valigia… falla leggera!

Viaggiare leggero è un ottimo modo per viaggiare green, ci avevi mai pensato? Ad esempio, serve meno carburante in proporzione per trasportare solo un bagaglio a mano, piuttosto che un voluminoso bagaglio in stiva. Avendo solo un bagaglio leggero, sarai anche più portato a spostarti a piedi o con i mezzi pubblici, piuttosto che in taxi o con altri mezzi inquinanti. Io sono una vera e propria fan del bagaglio leggero, perché questa leggerezza si riflette anche sul mio stile di viaggio, caratterizzato da meno comodità ma anche da molti meno pensieri!

18. … E riempila con poca plastica

Cosa mettere in valigia per avvicinarsi al concetto di viaggio green? Non è semplice, ma si possono adottare dei piccoli accorgimenti per ridurre gli sprechi e anche l’uso della plastica. Ad esempio, potresti portare con te saponette e shampoo solidi, così da evitare di usare flaconi in plastica. La stessa cosa vale anche per lo spazzolino in bambù, il dentifricio in pastiglie… ormai, molti prodotti per la cura del corpo sono plastic free! Per ridurre la quantità di rifiuti, possiamo anche evitare il più possibile l’uso di oggetti usa-e-getta, come salviette struccanti, dischetti di cotone o cotton fioc. Utilissime sono anche una borraccia riutilizzabile e le sacche di cotone per evitare l’uso di buste di plastica.

19. … E anche coi prodotti biologici!!

L’ideale per viaggiare green sarebbe anche utilizzare prodotti biologici, senza sostanze chimiche che potrebbero contaminare l’ambiente entrando a contatto con l’acqua. Shampoo, bagnoschiuma, crema solare, crema viso, persino trucchi… Ormai si trova tutto in versione biologica: costano magari qualche euro in più, ma fanno bene alla tua pelle e al pianeta: vale la pena!

20. I biglietti elettronici sono un must

Stiamo per partire! Una cosa che non deve mai mancare è tutto l’insieme di documenti che ci potranno servire nel corso del viaggio: biglietti aerei, prenotazioni dell’alloggio, voucher di varia natura… mi raccomando, non stampare nulla! Ormai tutte le compagnie aeree e anche i più grandi aggregatori di alloggi (come Booking.com) hanno delle app sulle quali si possono salvare biglietti e prenotazioni. Nella maggior parte delle prenotazioni extra, poi, la semplice email di conferma sarà sufficiente, per non parlare dei treni italiani, su cui per viaggiare basta un semplice codice da farsi mandare via SMS. Puoi mostrare tutto dal tuo smartphone, non c’è davvero bisogno di sprecare carta inutilmente.


Organizzarsi per viaggiare green non è semplice e richiede una piccola riflessione da fare non solo di volta in volta, ma anche in relazione al resto dei viaggi che facciamo durante l’anno.

Abbiamo deciso che quest’estate andremo a New York? Ci andremo per forza con l’aereo ma allora, per i mercatini di Natale in Francia, posso pensare di optare per un treno moderno e veloce, oppure posso informarmi per un bel glamping sulle rive del fiume in Slovenia per la vacanza primaverile. Invece di fare 10 viaggi minuscoli in un anno, posso provare ad organizzarmi per farne solo 6, però un pochino più lunghi e approfonditi. Se in quell’appartamento alle Cinque Terre ho fatto docce lunghissime dopo il trekking e ho tenuto l’aria condizionata a palla perché faceva troppo caldo, per quel weekend a Berlino potrei scegliere un piccolo hotel in centro che mi dia la certezza di una colazione con prodotti locali e l’uso di lampadine a risparmio energetico.

Insomma: ci siamo capiti, no? Non si può e non si deve fare in modo che tutto sia perfetto, ma possiamo provare a bilanciare ogni nostra azione con un’altra azione che sia più responsabile e più pensata. Possiamo sempre fare qualcosa per ridurre il nostro impatto e viaggiare green, in maniera etica e anche felice!

Viaggiare green
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Cosa ne pensi del concetto di viaggiare green? Adotti qualche accorgimento in fase di pianificazione per rendere il viaggio almeno un po’ eco-sostenibile? Hai qualcos’altro da consigliare? Raccontamelo con un commento! 🙂