Se vai in vacanza a Lanzarote, ti consiglio vivamente un’escursione a La Graciosa, un’isola incontaminata e suggestiva. Qui il mio racconto e tutte le informazioni utili!

Il titolo di questo post può sembrare un po’ casuale. Mare, sole, vulcani: tre elementi un po’ generali, che si trovano facilmente in tante altre parti del mondo. È vero, la differenza è che La Graciosa è solo questo: mare, sole, vulcani. Un piccolo angolo di paradiso terrestre, dove l’impronta umana è davvero ridotta, dove il rumore delle onde nasconde quello dei passi, dove si rischia di non incontrare nessuno per ore, di poter urlare senza essere uditi da anima viva. Bella, selvaggia, tranquilla, schiva: La Graciosa è un piccolo mondo a sé… che io ti consiglio vivamente di scoprire!

Un’escursione a La Graciosa da Lanzarote è un must se sei a Lanzarote almeno per una settimana: prenditi una giornata (o anche solo mezza, se non vuoi camminare molto), indossa il cappellino e via! La quiete ti aspetta, sospinta dal vento. In questo post ti racconto qualcosa sulla mia escursione a La Graciosa, ti mostro le mie fotografie e ti do qualche informazione utile!

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La Graciosa: dove si trova?

La nostra escursione a La Graciosa inizia dal capire la sua collocazione geografica. L’isola appartiene all’arcipelago delle Isole Canarie e, con la sua estensione di circa 27 km2 (lunga 8 km e larga circa 4) è l’ottava più grande. Le Canarie ufficiali, però, sono solo 7: La Graciosa, infatti, è sotto la giurisdizione di Lanzarote ed è la più grande dell’Arcipelago Chinijo, che si trova a brevissima distanza a nord-est dalla costa settentrionale di Lanzarote e di cui fanno parte anche le piccolissime e disabitate Alegranza, Roque del Este, Roque del Oeste e Montaña Clara. La Graciosa è divisa dalla costa di Lanzarote dal Estrecho del Río, un lungo e stretto braccio di mare che si chiama così (Stretto del Fiume) per le correnti oceaniche che lo agitano e per la sua somiglianza, appunto, a un fiume.

La Graciosa: com’era, com’è

La Graciosa rappresentò il primo sbarco alle Canarie del mercante normanno Jean de Béthencourt, venuto a conquistare l’arcipelago per conto della Corona di Castiglia. Dopo diverse settimane in mare, sbarcò qui nel 1402 e si trovò in un’isola talmente bella e affascinante che decise di chiamarla Île Gracieuse (Isola Graziosa). L’isola fa parte del Parco Nazionale dell’Arcipelago Chinijo, diventato area protetta nel 1984 e poi zona a protezione speciale per i volatili nel 1994 (l’isola infatti presenta un’avifauna davvero interessante); oggi, si tratta della riserva marina più grande d’Europa. Dal 1992, è Riserva della Biosfera dell’UNESCO insieme a Lanzarote.

Oggi, La Graciosa è l’unica ad essere abitata tra le Isole del Chinijo, ma non ti aspettare grandi cose: i circa 700 abitanti (la maggior parte dei quali sono pescatori oppure legati all’attività turistica) vivono perlopiù nell’insediamento di Caleta de Sebo, la “capitale”, dove si trovano il porto e i principali servizi turistici. Esiste un altro insediamento, nel nord-est dell’isola: si chiama Casas de Pedro Barba ed è un ex villaggio di pescatori (qui si trovava un tempo una fabbrica di salamoia), ma oggi conta solo alcune case ad uso turistico e privato. L’asfalto a La Graciosa non è mai arrivato: troverai solo strade sterrate oppure di sabbia. In un posto come questo non si può far altro che respirare aria buona, salsedine, tranquillità. È l’isola per chi vuole misurarsi con un trekking semplice ma particolare, con una biciclettata in mezzo al niente, con una spiaggia quasi isolata, con un momento di vita serena in cui non esiste niente se non la natura, il vento e il movimento lento.

La mia escursione a La Graciosa: cosa fare e cosa vedere

Come le altre Isole Canarie e dell’Arcipelago Chinijo, La Graciosa è un’isola vulcanica, dove piove davvero raramente: un paesaggio estremamente arido, piatto, formato da piccoli arbusti, velocissime lucertole e conigli selvatici, lievi dune di sabbia costellate da sassolini nerissimi, scogliere laviche e mare turchese. Una tavolozza di colori impressionante, soprattutto sotto a questo sole che rende accesa e vivida qualsiasi sfumatura. Qui su La Graciosa ci sono varie cose da fare: godersi la spiaggia e il mare, rilassarsi al sole, praticare la pesca, la vela, il kitesurf, le immersioni e lo snorkeling. Noi abbiamo semplicemente deciso di camminare; camminare lungo quasi tutto il perimetro dell’isola in senso antiorario: la stanchezza si è fatta presto sentire, ma poche volte come a La Graciosa mi sono comunque sentita piena di energia e di voglia di fare ancora un passo in più: questo posto è unico, ha davvero un’aura speciale!

Caleta de Sebo

Anche se sei alla ricerca della natura più pura, vale la pena di fare una piccola passeggiata a Caleta de Sebo per scoprire come si abita in un’isola così selvaggia e in un paese fatto di casette bianche e infissi blu mare, con le strade sterrate e i cacti che adornano i giardini. Sembra davvero di essere in un’altra epoca! Dai un’occhiata alla chiesa dedicata alla Virgen del Carmen o Virgen del Mar, che viene celebrata ogni anno il 16 di luglio. Qui a Caleta de Sebo si trova anche quello che viene pubblicizzato come il museo più piccolo del mondo: giusto un paio di stanze dove si racconta della storia dell’isola, della sua fauna, del sale e dell’aloe.

La costa orientale

Da Caleta de Sebo abbiamo preso il sentiero che si inerpica verso Casas de Pedro Barba, sulla costa est. Qui si trovano alcune splendide calette (Caleta de los Ladrillos, Caleta de Arriba, Caleta del Aguardiente) e il Barranco de los Conejos, una spiaggia di sabbia e sassolini neri scavata nella roccia e probabilmente modellata dalle antichissime eruzioni vulcaniche. Lungo questo tratto sarai sempre accompagnato dalla vista della stupenda costa di Lanzarote, a pochissima distanza da qui!

Siamo infine arrivati al sonnacchioso Pedro Barba, un villaggio “fantasma”, tranquillissimo, silenziosissimo: le case sono tutte bianche e abbellite da fiori e cacti, un tipicolo villaggio canario che si affaccia su una caletta davvero meravigliosa, con un’acqua cristallina che ci ha tentato davvero moltissimo!!

La costa settentrionale

Fino a qua non arriva quasi nessuno, lungo tutta questa camminata abbiamo incontrato due, dico solo due, persone. Il sentiero è di sassolini e terra, tracciato tra le dune e in posizione leggermente sopraelevata rispetto al mare, poco distante. Si arriva dopo non molto a Playa del Ámbar, fatta di minuscole conchiglie, e più avanti si esce dal sentiero principale per spingersi fino alla punta nord-ovest, dove si trova un bellissimo contrasto tra l’oro della sabbia e il nero dei sassi, con il profilo rossiccio della Montaña Bermeja sullo sfondo. Arriverai alla Baja de las Majapalomas, dove si trova un suggestivo arco vulcanico che crea un ponte sull’oceano. Il paesaggio è davvero meraviglioso! Si può decidere di arrivare proprio fino in fondo alla costa, a Punta Gorda, per ammirare l’isola di Alegranza da lontano.

La costa occidentale e il centro

Tornando sul sentiero principale, si prosegue verso sud e il sentiero rimane un po’ più all’interno, lontano dalla costa: è il momento migliore per godersi il paesaggio vulcanico e desertico, arido e suggestivo. Fedele accompagnatrice di questo tratto è la Montaña Bermeja, così chiamata per il suo caratteristico colore rossiccio (“vermiglio”, appunto), che può anche essere scalata per una bella vista sulle coste dell’isola (ha un’altezza di circa 157 metri).

La strada prosegue avvicinandosi alla costa e qui occorre fare una deviazione verso quella che è stata decretata come una delle spiagge più belle di tutta la Spagna: Playa de las Conchas. Tutti i colori che hai visto fino a questo momento si concentrano qui: il nero, l’oro, il turchese, il bianco, il verde, l’azzurro. Mi sono innamorata di questa spiaggia e dei suoi colori, della sua tranquillità e dell’atmosfera, nonostante qui fare il bagno nell’oceano sia molto rischioso. Ci si può accomodare però sui 600 metri di spiaggia (così chiamata perché risultato della decomposizione di milioni di piccole conchiglie) o sugli scogli per un piccolo pic nic (come abbiamo fatto noi), oppure ancora rinfrescarsi in una delle piccole piscine naturali che si formano tra gli scogli, con i contorni incrostati dal sale portato in superficie dall’evaporazione.

La costa occidentale continua per diversi chilometri ancora, lungo Caleta del Burro e Caletón de las Huertas, fino a giungere a Punta del Pobre e alla spiaggia all’ombra della Montaña Amarilla (gialla, questa volta, circa 170 metri). Noi non abbiamo percorso purtroppo questa parte per mancanza di tempo, ma abbiamo ripreso la strada interna, attraversando l’isola in due per tornare a Caleta de Sebo. Lungo questa strada battuta dal sole e dalla polvere incontrerai alcune piccole e inaspettate oasi di vegetazione, così come i due picchi più alti dell’isola: i vulcani Agujas Grandes (266 metri) e Agujas Chicas (257 metri).

La costa meridionale

Ripartendo da Caleta de Sebo in direzione sud, con un’oretta di camminata tranquilla (in piano, ma quasi interamente sulla sabbia) passiamo dalla suggestiva Playa del Salado e arriviamo alla nostra destinazione finale, Playa Francesa. è una delle spiagge più famose e popolate, forse per la vicinanza a Caleta de Sebo (chi arriva in fuoristrada ci mette pochi minuti). C’erano un po’ di persone e un paio di catamarani attraccati, ma si tratta comunque di un posto tranquillissimo e rilassato. Come tutto il resto dell’isola! Poco più oltre si trova infine Playa de la Cocina, particolarmente amata dai nudisti.


INFO UTILI

Come arrivare a La Graciosa: l’unico accesso a La Graciosa è via mare, grazie al servizio – perlopiù turistico – delle imbarcazioni di due compagnie di navigazione: Lineas Romero e Biosfera Express. Il costo del biglietto per entrambe le compagnie è di 20€ a/r, e gli orari sono molto simili: partenze a partire dalla mattina presto e ritorni fino al tardo pomeriggio, ogni mezz’ora. Il traghetto, che impiega circa 25/30 minuti ad arrivare a Caleta de Sebo, parte da Orzola, un piccolo paese e porto sulla costa nord-ovest di Lanzarote. Si può arrivare lì in auto e parcheggiare gratuitamente nel parcheggio di fianco al molo (oppure tra le vie del paese, gratis oppure a pagamento).

Come moversi a La Graciosa: ci sono tre modi per muoversi a La Graciosa: a piedi, in bici o con una 4×4. A piedi puoi andare praticamente ovunque, ma dovrai avere un buon passo per fare tutta l’isola in un giorno; noi abbiamo camminato dalle 09.00 alle 17.00 circa (con i dovuti momenti di pausa), e non abbiamo fatto in tempo a vedere una piccola parte dell’isola. I sentieri sono ben visibili e ben segnalati, alcuni di terra e altri di sabbia, ci sono alcune pendenze e sulla costa sud ci sono dei tratti di camminata sugli scogli. Per quanto riguarda la bicicletta, ci sono i noleggi a Caleta de Sebo e ne potrai noleggiare una direttamente lì a un costo di circa 10€, ma attenzione: quando noi siamo arrivati alle 09.00 non erano ancora aperti! Immagino che aprano alle 09.30, per cui fatti i tuoi calcoli con gli orari del traghetto. Con la bici si può girare tutta l’isola tranne un tratto della costa est e sud. Infine, si possono effettuare delle escursioni a La Graciosa con una 4×4, con il conducente che ti porta e ti viene a prendere in un determinato punto dell’isola (con orari stabiliti al momento) o con un vero e proprio tour, con il conducente/guida che ti accompagna in giro per l’isola e ti mostra i suoi punti principali.

Servizi sull’isola: a Caleta de Sebo potrai rinfrescarti a uno dei bar che si affacciano sul porto, mangiare pesce al ristorante o acquistare quello che ti serve in panetteria. Ci sono alcune bancarelle di souvenir artigianali e un paio di piccoli minimarket, così come 2/3 agenzie di noleggio bici. Acquista tutto quello che ti serve qui, perché non troverai nessun’altro punto ristoro o qualsiasi altra cosa sull’isola! A Caleta de Sebo ci sono anche dei piccoli alberghi o appartamenti turistici dove poter alloggiare.

Altre informazioni importanti: la cosa che più mi sento di dirti è di fare una grande, grande attenzione al sole: l’isola è completamente priva di un qualsiasi tipo di riparo, niente alberi, niente tettoie, niente di niente. Camminerai o pedalerai al sole per tutto il tempo (a mano che tu non resti solo a Caleta de Sebo, naturalmente), per cui attrezzati bene! Tanta acqua fresca nello zainetto, crema solare e non dimenticare un cappello. Qua il sole picchia forte!


Hai mai fatto un’escursione a La Graciosa? Ti è piaciuta? Ti piacerebbe trascorrere una giornata in un posto così arido e selvaggio? Raccontamelo con un commento! 🙂