Un Paese magico che suscita meraviglia… ma non tutto è perfetto. E quindi, andare a vivere in Nuova Zelanda: sì o no? Cerco di rispondere!

andare a vivere in Nuova Zelanda

Quando dico che ho vissuto un anno in Nuova Zelanda, la reazione della maggior parte della gente è: “Woooow!!”. In effetti è vero: la Nuova Zelanda è un Paese lontano, esotico, affascinante, che evoca subito un senso di meraviglia… e che è molto lontano da noi in termini di paesaggi, cultura e stile di vita. Anche per me è stato così, quando ho deciso di acquistare quel biglietto di sola andata; ma poi, com’è andata? Com’è, davvero, andare a vivere in Nuova Zelanda? Vale la pena?

Mettiamo subito bene in chiaro una cosa: in Nuova Zelanda ci ho vissuto un anno… e sono sicura al 100% che non potrei mai viverci per tutta la vita. Sai già, quindi, da che parte penderà il mio responso finale alla domanda: trasferirsi in Nuova Zelanda sì o no??

Però non siamo tutti uguali, e quello che vale per me potrebbe non valere per te che leggi. Questo post, quindi, nasce per mettere sui piatti della bilancia tutti i pro e i contro del trasferirsi in Nuova Zelanda. Alla fine leggerai la mia personale conclusione… ma starà a te capire se questo magico Paese possa fare per te oppure no.

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Andare a vivere in Nuova Zelanda: la mia esperienza, in breve

A marzo 2015 sono tornata da un anno di vita in Australia, il Paese che era sempre stato il mio sogno. Sono tornata dopo un anno vissuto a duemila, e ci ho messo pochissimo a buttarmi giù: non trovavo più il mio posto in questa Italia, a livello sia personale sia professionale.

Clicca qui per leggere il racconto del mio ritorno a casa.

Ho resistito poco più di un anno, e poi ho capito che per me, in quel momento, l’unica soluzione sarebbe stata quella di… partire ancora. Per me, il momento di “sistemarmi” non era ancora arrivato: mi serviva un’altra esperienza all’estero, una nuova avventura.

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Il mio arrivo in NZ!

Ho scelto la Nuova Zelanda un po’ per caso: conoscevo il meccanismo del Working Holiday Visa, sapevo che alcune cose erano molto simili all’Australia e quindi familiari, e poi… volevo andare molto lontano, lo ammetto. Siamo partiti in coppia e abbiamo vissuto per sette mesi nella piccola dependance di una famiglia piuttosto agiata, nella cittadina di Nelson. Ho lavorato come ragazza alla pari e, nel tempo libero, come freelance da remoto. Alla fine dei sette mesi, abbiamo acquistato un furgoncino, lo abbiamo rimodellato e siamo partiti alla scoperta di tutta la Nuova Zelanda, in cinque mesi di viaggio.

Di questa mia esperienza devi sapere due punti fondamentali:

  • Siamo partiti con il visto vacanza-lavoro della durata di un anno: un visto temporaneo, con una scadenza ben precisa. Non c’era nessuna intenzione di provare a restare più a lungo.
  • È stata comunque una permanenza inusuale: non avevamo una casa nostra e per quasi la metà del tempo abbiamo viaggiato.

Trasferirsi in Nuova Zelanda: pro e contro

Durante la nostra permanenza abbiamo incontrato diverse persone straniere: italiane e non, in NZ per un periodo temporaneo o permanente. Tutte le storie – la nostra e la loro – sono diverse, per cui va da sé che questo mio post non vuole assolutamente essere una qualche guida definitiva sul trasferirsi in Nuova Zelanda. Cercherò, però, di darti alcuni spunti (oggettivi e personalmente percepiti) sulla quale potrai riflettere attentamente.

I pro (reali)

Andare a vivere in Nuova Zelanda comporta certi aspetti positivi, innegabilmente o quasi: sono quegli aspetti che mi metterebbero voglia di ripartire immediatamente.

La libertà individuale

In termini molto generali, si può dire che in Nuova Zelanda si vive liberi. Si è liberi di esprimersi, di professare la propria religione e il proprio credo politico senza problemi, di esercitare una democrazia reale e rispettosa dei cittadini.

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La natura e i paesaggi

Non ci sono dubbi: la Nuova Zelanda è casa di paesaggi tra i più belli al mondo. La diversità ambientale è una vera e propria ricchezza per questo Paese: il panorama cambia nel giro di pochi chilometri e regala a chiunque un senso immediato di benessere. Foreste immense, aree geotermali, vulcani, spiagge infinite, boschi rigogliosi, laghi e fiumi, importanti aree verdi nelle città: non manca niente!

La vita all’aria aperta

Andare a vivere in Nuova Zelanda significa muoversi verso una vita sempre più all’aria aperta: così tanta natura ti porterà a farlo in modo naturale! È un Paese perfetto per chi ama stare fuori alla luce del sole, e per tutti gli sportivi amanti dell’outdoor. Questo succede anche perché in Nuova Zelanda si respira una delle aree più pure di tutto il globo terrestre!

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Il rispetto per l’ambiente

Al punto precedente è legato il rispetto per l’ambiente: non solo esistono diverse iniziative a tutela della flora e della fauna autoctona, ma i cittadini sono generalmente molto più rispettosi: troverai strade pulite, spiagge immacolate, persone che neanche si sognano di buttare le carte a terra, che fanno la raccolta differenziata e che acquistano nei mercati locali. Vivere a così stretto contatto con la natura ti porta inevitabilmente a comprenderne l’importanza, per oggi e per il futuro.

L’economia in crescita

La famosa crisi ha raggiunto anche le coste lontane del Paese dei Kiwi, ma andare a vivere in Nuova Zelanda significa dare fiducia a un sistema economico in crescita, dove la disoccupazione esiste ma non è tragica (si attesta intorno al 4% in questo periodo), la pressione fiscale non toglie il fiato e le menti sono aperte e flessibili.

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La burocrazia snella e la mancata corruzione

Secondo alcune statistiche piuttosto recenti, il sistema sociale della Nuova Zelanda sembra essere molto più semplificato rispetto ad altri che, diciamo, conosciamo più da vicino. La burocrazia neozelandese non è assolutamente una passeggiata, ma di sicuro certe cose (come comprare una macchina o avviare un’attività commerciale) si riescono a fare in modo più veloce e indolore. Inoltre, anche l’indice di corruzione è veramente basso in Nuova Zelanda.

La quasi totale assenza di criminalità

E ancora un altro importantissimo pro del trasferirsi in Nuova Zelanda: i livelli di criminalità sono molto bassi, in termini sia di micro-criminalità sporadica sia di criminalità organizzata o terrorismo (nel 2015, la Nuova Zelanda era al quarto posto nella classifica dei Paesi più pacifici nel mondo). Naturalmente nelle grandi città la situazione non è mai idilliaca, ma a Nelson dove abitavo io si potevano lasciare le porte aperte tranquillamente; in generale, ci si sente enormemente più tranquilli in ogni caso: furti, aggressioni e violenze fanno davvero notizia in questo Paese.

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In pochi altri posti nel mondo si può vivere così e sentirsi perfettamente al sicuro!

La sicurezza… da altri punti di vista

Due fattori positivi dal punto di vista della sicurezza. In primo luogo, gli animali: al contrario della vicina Australia, in Nuova Zelanda non esistono serpenti e la quantità di animali velenosi e mortali e infinitamente più bassa. In secondo luogo, il rischio nucleare: in questo Paese non ci sono centrali nucleari e non ne è prevista la costruzione.

La serenità nel crescere i bambini

Abbiamo incontrato alcune famiglie di ragazzi italiani che hanno deciso di trasferirsi in Nuova Zelanda per crescere i loro figli: io li capisco eccome! La Nuova Zelanda è un posto sicuro, pulito, tranquillo; i ragazzini girano da soli senza problemi, i bambini possono camminare a piedi nudi nei parchi, l’assistenza sanitaria è ottima e le opportunità per il tempo libero sono tantissime. Anche il sistema scolastico non è niente male: i bambini imparano tanto sul campo e partecipano a diverse attività manuali, artistiche, sociali e sportive.

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La multiculturalità

Quasi il 70% della popolazione neozelandese è di origine europea, e migliaia di abitanti vengono da moltissimi Paesi del mondo, dalla Cina agli Stati Uniti. La mentalità media in Nuova Zelanda è estremamente aperta, tollerante e accogliente: la multiculturalità è vista e vissuta come un dono, c’è curiosità e apertura nei confronti di viaggiatori ed expat, i quali costruiscono comunità forti e ben integrate. Anche i vecchi dissidi con la popolazione Maori sembrano appianati: i Maori sono un popolo saggio, allegro, amante della natura e davvero ospitale.

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La meritocrazia

La Nuova Zelanda è il Paese per chi ha voglia. Voglia di fare, di imparare, di rimboccarsi le maniche, di essere umile e paziente. Se si hanno queste caratteristiche e determinate competenze, in Nuova Zelanda si può tutto! A prescindere dall’età, i trascorsi o la provenienza geografica. È davvero un Paese meritocratico, dove quello che sei vale di più delle referenze che metti in mostra. Allo stesso modo, chi non ha voglia di fare e cerca scorciatoie, in un Paese come questo ha vita veramente difficile.

I contro (reali)

Prima di andare a vivere in Nuova Zelanda, ci sono da mettere in conto anche alcuni aspetti negativi che, dal mio punto di vista, risultano perlopiù oggettivi e non opinabili.

È facile arrivare, ma non è facile restare

Con il visto vacanza-lavoro o un visto studentesco si arriva facilmente, soprattutto se si proviene dall’Italia o da altri Paesi con cui la Nuova Zelanda è in buoni rapporti. Si viene, ci si gode il Paese si vive al massimo il visto… che, però, è di carattere temporaneo. Pensare di trasferirsi in Nuova Zelanda in modo permanente, specialmente a una certa età e/o con una famiglia a carico, è tutta un’altra storia. Servono un grandissimo impegno, un certo capitale e delle capacità fuori dal comune… e, sì, anche una bella dose di fortuna.

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L’isolamento dal resto del mondo

È innegabile che la Nuova Zelanda sia completamente isolata da tutto il resto del mondo: tolte le piccole isole del Pacifico, c’è l’Australia e poi… niente. E comunque, Auckland dista da Sydney oltre 2.000 chilometri e tre ore e mezzo di aereo! Insomma, alla lunga ci si sente un po’ fuori dal mondo, fare un viaggio internazionale di un weekend è impensabile, si devono mettere da parte parecchi soldi per qualsiasi tipo di viaggio… per chi viene dall’Italia, la lontananza con la madrepatria è tanta: le ore di fuso orario sono 10/12, si è proprio letteralmente dall’altra parte del mondo (24 ore di volo ti dicono qualcosa?) e mantenere i contatti con i propri familiari e amici non è per niente semplice, proprio a livello logistico.

Il costo della vita abbastanza elevato

Non facciamoci illusioni: trasferirsi in Nuova Zelanda significa mettere da parte qualsiasi sogno di una vita vissuta a basso costo. Andare al supermercato è ogni giorno un piccolo salasso, specialmente quando si vogliono acquistare prodotti fuori stagione o che vengono da lontano. Andare a mangiare fuori, acquistare una casa, comprare dei vestiti di qualità, bersi una birra al pub: benzina a parte, il costo di tutti i beni di prima necessità e di tutti gli sfizi è elevato, soprattutto quando ci si sposta verso le grandi città (ma anche nei centri molto piccoli è così, visti i costi di trasporto verso le zone più isolate). A questo si aggiunge il fatto che, al contrario dell’Australia, gli stipendi medi non sono da capogiro. In poche parole: si lavora tanto e si guadagna tanto ma, se si vuole fare una vita dignitosa togliendosi qualche sfizio, mettere da parte molti soldi non è così semplice come si pensi.

Alcuni problemi sociali rilevanti

L’isolamento della Nuova Zelanda, e delle singole città all’interno della Nuova Zelanda – dove le distanze tra i centri abitati medi possono essere anche molto elevate –, porta ad alcuni problemi di carattere sociale: per dirla in parole povere, gli stimoli esterni sono piuttosto scarsi, non ci sono scambi reali con altri Paesi, la vita è piuttosto statica, e quindi si tende a cercare il divertimento in altri modi. L’abuso di alcol e di sostanze allucinogene, così come la guida in stato di ebbrezza, sono problemi da tenere in considerazione.

Alcuni problemi geologici (e non solo) rilevanti

Uno dei contro più spaventosi, ma anche ineluttabili, del vivere in Nuova Zelanda è la convivenza con il rischio potenziali di disastri geologici. La faglia tettonica sulla quale si trova la Nuova Zelanda (soprattutto l’Isola Sud) la pone nei primi posti della classifica dei Paesi più a rischio sismico del mondo, con una media di 15.000 terremoti all’anno; la stessa cosa vale per il rischio legato agli tsunami. Cosa dire, poi, dei vulcani? Soprattutto nell’Isola Nord ce ne sono parecchi attivi; uno in particolare, il Taupo, se eruttasse sarebbe in grado di spazzare via gran parte dell’isola. Infine, sull’Oceania in generale il cosiddetto “buco dell’ozono” sembra essere spaventosamente grande: i raggi ultravioletti qua fanno malissimo, e i tumori alla pelle sono molto più frequenti che da noi.

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Alcune conseguenze del terremoto di Kaikoura, nel novembre del 2016

Andare a vivere in Nuova Zelanda per me: i pro e i contro percepiti

In questo paragrafo ti parlo di quei pro e contro dell’andare a vivere in Nuova Zelanda che, secondo me, possono essere percepiti come aspetti positivi o negativi in base agli occhi di chi legge. Sono i pro/contro relativi, insomma 🙂

Il clima: mite… e impietoso

Molto spesso, il clima neozelandese viene descritto come buono: piuttosto simile a quello italiano, però con inverni meno freddi ed estati meno calde. Un clima mitigato dal mare, piovoso abbastanza da regalare zone verdissime, ma anche soleggiato per godersi le spiagge al massimo. È anche vero, però, che il clima in questo angolo di mondo può davvero arrivare a non avere pietà per niente e nessuno: soprattutto in alcuni periodi dell’anno, le perturbazioni possono essere anche molto serie, quasi cicloni, e distruggere tutto quello che trovano. Sul sito del servizio meteorologico neozelandese le allerte meteo sono all’ordine del giorno tra maremoti, nubifragi e frane. E il vento? Per chi lo odia (come me…) la situazione è durissima: Weelington è la capitale mondiale più ventosa che esista, ma tutto il Paese è costantemente battuto dal vento. Per diversi mesi all’anno, il Southerly soffia fino a 160 chilometri orari: non è una passeggiata!

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Lo stile di vita

Uno stile di vita rilassato, tranquillo, sereno, pacifico, calmo, pigro. Un Paese in cui nessuno ti giudica, l’apparenza non conta, puoi andare al supermercato scalzo o al bar in pigiama, avere i capelli rosa o i piercing dalla testa ai piedi. Puoi essere quello che sei e quello che vuoi essere. Le giornate scorrono serene, non c’è frenesia, e anche nelle grandi città non ci sono tutto quel caos e quello strombazzare di clacson così tipici da noi.

Bello, vero?

Peccato che tutta questa rilassatezza possa diventare estremamente pesante, soprattutto per le persone come me che invece sono frenetiche per natura. Nel nostro mondo un po’ di frenesia non guasta, non credi anche tu? Non credi anche tu che il confine tra tranquillità e noia possa essere molto labile? E poi: bellissimo, meraviglioso poter andare in giro vestiti come si vuole senza dover essere per forza sotto l’occhio giudicante degli altri… ma sarebbe facile, per noi italiani, rinunciare al nostro stile innato? E sarebbe facile, per noi europei in generale, comprendere il confine tra libertà e mancanza di decoro e rispetto del prossimo?

La storia e la vita in società

Per noi europei, il fatto che la storia neozelandese abbia solo qualche secolo di vita può essere pesante, alla lunga. Siamo abituati a bellezza e magnificenza, tra cattedrali, palazzi storici, borghi medievali: qui, niente di tutto questo. Credimi: può sembrare un fattore di poco conto, ma solo dopo qualche mese senza ci si rende conto di quanto questa “skyline” europea faccia parte del nostro DNA in maniera indissolubile!

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E, soprattutto per noi italiani, nel DNA c’è anche un certo modo di stare in società: uscire con gli amici, ritrovarsi per cena, trascorrere la pausa pranzo insieme… qualsiasi occasione, per noi, è buona per stare allegri in compagnia. In Nuova Zelanda non è proprio così: la nostra host family ha incontrato gli amici tre volte in sette mesi e, come loro, le persone in generale tendono a stare per conto proprio (in famiglia) o a uscire solo in determinate occasioni. Anche per il più schivo degli italiani, una cosa del genere è abbastanza impensabile!

La gastronomia

Quando si accostano concetti come cibo e Nuova Zelanda, molta gente storce il naso in maniera inconscia. Qui la gastronomia tipica è quella anglosassone, che molti riducono al fish&chips e poco più. La verità è che l’offerta gastronomica neozelandese è molto varia, perché rispecchia la sua enorme multiculturalità e la sua capacità di assorbire come una spugna le tradizioni e i costumi altrui. Il pro, quindi, è la possibilità di trovare cucine e piatti provenienti da tutto il mondo, spesso cucinati con ingredienti freschi; e, anche, di vivere dentro a una delle culture del caffè più valide e sentite al mondo. Il contro? Non c’è bisogno di dirlo: la cucina italiana è oggettivamente una delle più apprezzate al mondo. Ma non è solo questo: la cura a cui siamo abituati nei confronti del cibo, di una ricetta, dei piatti tramandati da nonna a nipote, delle combinazioni di gusti, della convivialità della tavola e del gusto di sedersi a tavola non solo per nutrirsi ma anche per provare piacere… in Nuova Zelanda no, non esiste.

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Il fish&chips è un grande classico… a volte molto buono!!

La lontananza: fisica e mentale

Per me, il più grande lato negativo in assoluto dell’andare a vivere in Nuova Zelanda è il senso di isolamento.

La Nuova Zelanda è LONTANA. Lontana in un modo che, finché non ci sei stato, non lo puoi percepire: avevo già avuto questa sensazione in Australia, e in Nuova Zelanda è ancora peggio. In Nuova Zelanda si è lontani da tutto ciò che accade nel resto del mondo, sembra di essere intrappolati in un’isola – un’isola felice! Ma pur sempre un’isola – senza via di scampo; sembra di guardare da un angolino la vita che scorre nel resto del pianeta senza poter fare niente, senza poter partecipare.

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Gli spazi sono ampissimi (perché neanche cinque milioni di persone vivono in un Paese grande quanto l’Italia) e c’è posto per tutti; ma, al contrario di quello che pensiamo a prima vista, tutti questi grandi spazi possono soffocare noi europei, che siamo abituati a spostarci anche solo di mezz’ora per trovare qualcosa di mai visto, e anche solo di un’ora di aereo per scoprire una cultura nuova.

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Il mio responso finale: trasferirsi in Nuova Zelanda è un sì se…

Dopo aver vissuto in Nuova Zelanda per un anno, mi sono resa conto di due cose (forse scontate, ma tant’è). La prima è che, tutto sommato, in Italia non si vive così male come si pensa. La seconda è che, in ogni caso, un Paese oggettivamente perfetto non esiste proprio al mondo. Un posto può però essere perfetto soggettivamente e io, secondo il mio modestissimo e non assoluto parere, credo che andare a vivere in Nuova Zelanda sia la scelta migliore della vita per chi:

  • Ha un forte spirito di adattamento nei confronti di uno stile di vita diverso;
  • È capace di provare spirito di avventura, una fortissima tolleranza, zero razzismo e grande apertura mentale;
  • Ha voglia di farsi il mazzo per ottenere ciò che vuole, e crede nella meritocrazia e nel duro lavoro;
  • Non si fa spaventare da un vento infinito, da una pasta scotta o da un terremoto di media portata. E non si fa spaventare non solo per qualche mese, ma per tutta la vita;
  • Non ha l’interesse di arricchirsi in maniera esagerata, ma solo di vivere in un posto tranquillo e senza alcun tipo di pretesa;
  • Desidera far crescere i propri figli in un luogo pulito e sicuro, ma necessariamente lontano dalla cultura, le tradizioni e la storia italiana/europea;
  • Non ha forti legami familiari o di amicizia in patria, oppure non ha paura del rischio di doverli recidere quasi del tutto.

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Se anche solo uno o due di questi punti ti lasciano perplesso – come è successo a me –… pensaci bene! Altrimenti: parti! Con la predisposizione giusta, la cosa certa è che la Nuova Zelanda ha davvero tantissimo da dare. 🙂


Cosa ne pensi di questa lunga lista di pro e contro sull’andare a vivere in Nuova Zelanda? Sei d’accordo con me, o ci sono cose che non hai riscontrato? E se non hai mai vissuto in Nuova Zelanda ma vorresti farlo, il tuo responso finale è sì o no? Raccontamelo con un commento 🙂