Lo conosciamo tutti: è uno dei più maestosi simboli di Roma e dell’Italia. Ma voglio parlarti di qualche curiosità sul Colosseo che magari non conosci, e portarti su fino al Quinto Anello!

curiosità sul Colosseo

Sono da poco tornata da un meraviglioso viaggio di 8 giorni abbondanti a Roma, in cui ho visto e fatto e camminato e mangiato e ammirato all’inverosimile. Non tornavo a Roma dal 2000, da quando avevo 11 anni: insomma, è stato un po’ come andare a Roma per la prima volta! E quando vai a Roma “per la prima volta”, non puoi non visitare il Colosseo. Chi se ne frega se è una di quelle cose-da-turisti: sarà anche pieno di gente a ogni ora del giorno, ma la sua importanza è inimitabile ed è doveroso, per qualsiasi italiano, scoprire la storia e le curiosità sul Colosseo, patrimonio UNESCO dal 1980 e una delle 7 Meraviglie del Mondo Moderno dal 2007. Io sono riuscita a visitare i sotterranei, e poi ho partecipato alla nuovissima visita guidata al Belvedere del Quinto Anello, recentemente aperto.

curiosità sul Colosseo

Ti parlerò in un altro post dei sotterranei; intanto, vorrei raccontarti qualche curiosità sul mitico simbolo di Roma che ancora non conosci…e mostrarti qualche fotografia scattata da un punto di vista davvero privilegiato!

Il Colosseo: com’era, com’è

Dopo la morte dell’Imperatore Nerone, avvenne una vera e propria guerra per una nuova dinastia di imperatori; ebbe la meglio Tito Flavio Vespasiano, il quale aveva il pieno appoggio dell’esercito. Fu proprio per farsi benvolere anche dal popolo che Vespasiano, fondatore della dinastia Flavia, ebbe l’idea di iniziare a costruire un enorme anfiteatro dove potessero svolgersi cruenti spettacoli a beneficio di tutti. La costruzione del colossale edificio, su un laghetto bonificato che faceva parte della Domus Aurea di Nerone, fu quindi iniziata nel 72 a.C e terminata nell’80 A.C sotto la guida dell’imperatore Tito, suo figlio. Nello stesso anno, l’inaugurazione del Colosseo fu anch’essa colossale: ben 100 giorni di spettacoli senza sosta, con 5.000 belve uccise soltanto nel primo giorno delle celebrazioni.

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Il Colosseo nella storia

Al primo piano dei gradoni del Colosseo è possibile visitare una mostra che ritrae questa immensa opera d’arte nel corso dei secoli, dall’Antica Roma fino ai giorni nostri passando per l’epoca medievale e quella mussoliniana. Oltre a quadri, sculture, modellini e altre opere, nella mostra sono presenti anche frammenti archeologici e moltissime informazioni su come la funzione del Colosseo si è sviluppata nei secoli.

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Ho così scoperto che, dall’XI secolo, il Colosseo passò in mano di grandi enti ecclesiastici e, successivamente, di importanti famiglie baronali romane, come quella dei Frangipane. In epoca medievale, il Colosseo fu quasi totalmente dimenticato, sepolto tra vigne e orti e ormai privato di qualsiasi significato. Anzi, in quel periodo al Colosseo furono attribuite caratteristiche macabre, in quanto veniva considerato come una delle porte dell’inferno. Nei secoli successivi, il Colosseo diventò una specie di cava: quasi tutto il marmo impiegato per la sua costruzione venne prelevato e utilizzato per altri edifici, come la Basilica di San Pietro e Palazzo Barberini.

Nel XVI secolo, nel periodo dell’affermazione della Chiesa di Roma, fu proposto di costruire una basilica, o meglio un santuario dedicato ai Martiri Cristiani (la cui valenza storica non è però mai stata provata), il cui progetto fu avviato da Carlo Fontana, allievo del Bernini. Solo nel 1800 il Colosseo riacquisì la sua enorme importanza storica grazie ai primi scavi archeologici che qui vennero svolti e alla pulizia totale del complesso. Nel periodo fascista fu addirittura proposto un piano per la trasformazione del Colosseo in un complesso ricettivo per turisti e pellegrini…ma tutto questo non avvenne e oggi, nonostante circa i due terzi della costruzione originaria siano stati distrutti, dispersi o riutilizzati, è possibile per noi ammirare questa colossale struttura in tutto il suo splendore, e immaginare come potesse essere un tempo.

Qualche curiosità sul Colosseo

Durante la visita al Quinto Anello ho avuto la possibilità di scoprire qualche interessante curiosità sul Colosseo che mi hanno permesso di apprezzarlo ancora di più. Eccone qua alcune!!

L’origine di un nome

Tutti sappiamo che il vero nome del Colosseo fu fin dall’inizio Anfiteatro Flavio, in onore della dinastia Flavia di cui Vespasiano e Tito facevano parte. Ma svariati secoli più tardi, si iniziò a chiamarlo Colosseo e le motivazioni, reali o leggendarie, sono molte. Alcuni pensano che il nome derivi molto semplicemente dalla mole colossale del teatro, mentre altri si riferiscono all’ubicazione del Colosseo, il Colle Oppio, un tempo chiamato “Collis Isei” perché lì sorgeva nell’antichità un tempio dedicato a Iside. Ai più macabri piace la leggenda secondo cui qui anticamente sorgeva un tempio pagano per l’adorazione del demonio. Alla fine della cerimonia i sacerdoti chiedevano agli adepti: “Colis Eum?” (“Adori lui?”).

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La guida che ci ha accompagnato fino al quinto anello, però, ci ha dato un’indicazione un po’ più verosimile. Il Colosseo infatti sorge sui resti dell’antica Domus Aurea di Nerone, una villa immensa di 250 metri quadri. Vicino al Colosseo fu trasportata una colossale statua di Nerone che, in seguito alla sua morte e con la volontà di cancellarne qualsiasi traccia, fu “trasformata” in una statua del Dio Sole. La statua era in bronzo ma completamente ricoperta in oro: luccicantissima al sole e davvero gigantesca, divenne una sorta di “faro” della città, un punto di riferimento utilizzato per indicare tutte le strade e le direzioni: “cammina verso il colosso e poi gira a destra”, una cosa del genere. Quando la statua fu distrutta all’inizio del 1100 (probabilmente per fondere il bronzo e farne armi e strumenti), le indicazioni non cessarono, si continuava a parlare di “colosso” per orientarsi dove però non c’era più una statua colossale, ma “solo” un anfiteatro. Per questo motivo, col passare degli anni, si iniziò a parlare di “colosso” riferendosi all’anfiteatro, che divenne quindi “Colosseo”.

Un po’ di numeri

Di forma ellittica, il Colosseo è l’anfiteatro più grande del mondo e misura una superficie di circa 24.000 m2: è lungo circa 189 metri e largo 154, con un perimetro di 527 metri. L’altezza raggiunge i 48 metri e, sui suoi famosi gradoni che corrono tutto intorno al perimetro, poteva ospitare intorno ai 70.000 spettatori (diverse fonti attestano questo numero tra i 50.000 e i 75.000).

Panem et circenses

Scommetto che hai sentito questa espressione tantissime volte. Ma sai a cosa si riferisce? In latino, panem et circenses significa “pane e giochi”, e il poeta satirico Giovenale iniziò a usare questa espressione, poi entrata nel dizionario romano classico, per indicare il modo in cui i governatori della sua epoca “ammaestravano” il popolo, assicurandosi quindi una certa popolarità e stabilità, distribuendo il grano in modo gratuito o a prezzi inferiori a quelli di mercato (panem) e offrendo eccezionali spettacoli pubblici (circenses) che si svolgevano in strutture grandiose, come il Circo Massimo per le corse dei cavalli e il Colosseo per i combattimenti. Proprio per questo motivo, cioè per la volontà da parte di chi governava di mantenere il consenso popolare e forse di distogliere l’attenzione pubblica dalla vita politica, tutti gli spettacoli del Colosseo erano totalmente gratuiti.

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Gli “strati” del pubblico

All’interno del Colosseo, però, la rigida stratificazione sociale era ben presente, grazie alla collocazione dei posti e alla disposizione del pubblico. Muniti di tessere numerate, gli spettatori entravano nell’arena tramite una delle 80 arcate lungo il perimetro circolare, percorrevano gli ambulacri (i corridoi interni) e, attraverso i vomitoria (le porte di accesso) raggiungevano le diverse arcate della cavea. Il settore più basso, quello più vicino all’arena, era in marmo ed era dedicato ai senatori e alle loro famiglie (in un angolo del Colosseo è ancora possibile vedere alcuni gradini in marmo). Subito sopra sedevano i cavalieri, gli artigiani e i commercianti su seggiolini di legno, e infine in cima, sulle gradinate più alte, stavano in piedi il popolo e poi gli schiavi. L’imperatore, infine, aveva a disposizione un palco decorato su uno dei lati lunghi del Colosseo.

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L’accesso all’arena

Sui due lati corti, invece, erano e sono ancora presenti le due principali porte d’accesso all’arena. Esse non venivano usate dagli spettatori, bensì dai partecipanti agli spettacoli, ovvero i gladiatori. Le due porte avevano nomi e ruoli ben precisi: quella a ovest, chiamata Porta Trionfale, permetteva l’entrata appunto trionfale dei gladiatori prima dello spettacolo, e l’uscita dei pochissimi che riuscivano a sopravvivere alle battaglie; quella a est, chiamata Porta Libitinaria (da Venere-Libitina, la dea romana protettrice dei sepolcri) era utilizzata per portare via i corpi dei combattenti deceduti, ma anche per dare accesso agli animali esotici più grandi (come elefanti o giraffe).

Gli spettacoli al Colosseo

Gli spettacoli che venivano puntualmente riprodotti all’interno del Colosseo duravano spesso intere giornate ed erano tra i più cruenti: soprattutto qui si svolgevano le battaglie dei gladiatori (chiamati munera), che combattevano tra di loro oppure contro animali selvaggi. Contrariamente a ciò che si crede, all’interno dell’arena non avveniva un combattimento per volta, ma più scontri insieme per dare al pubblico esattamente ciò che chiedeva: più sangue e morti possibile. A volte si poteva assistere anche alle venationes, ovvero alle rappresentazioni di caccia, oppure degli spettacoli simili a quelli circensi moderni, dove venivano impiegati animali esotici ammaestrati. All’inizio, poteva capitare che il Colosseo venisse trasformato in una sorta di piscina, in occasione delle naumachie, rappresentazioni di grandi battaglie navali. Questa scenografia richiedeva circa 7 ore per essere preparata e venne presto abbandonata perché di scarso successo tra il pubblico.

Tra gli “spettacoli”, non bisogna dimenticare che sempre all’interno dei Colosseo avvenivano le esecuzioni capitali: accadevano solitamente all’ora di pranzo, e il condannato poteva essere messo al rogo, trafitto dalla spada, crocifisso oppure sbranato da belve feroci. Alla fine, tra esecuzioni e spettacoli, dentro all’Anfiteatro Flavio persero la vita oltre 500.000 uomini.

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Sotto questo sole

Durante la visita al quinto anello, la bravissima guida ci ha raccontato una cosa che non sapevo: in alcuni momenti, il Colosseo veniva coperto nella parte superiore dei gradoni del pubblico (a me ha fatto venire in mente Sansiro!). Esisteva infatti un grande velario composto da circa 80 grandi tele di forma triangolare che, per riparare il pubblico dal sole cocente degli spettacoli di mezzogiorno, venivano tirate dalle pareti verso l’arena e controllare da oltre 300 funi di sostegno. Salendo su al quinto anello se ne possono ancora vedere i supporti.

La botanica del Colosseo

Nel corso del Medioevo e del Rinascimento, quando il Colosseo viene spogliato dei suoi marmi e della sua identità, inizia ad acquisire l’aspetto di una giungla selvaggia, con muschi, licheni, arbusti, fiori anche esotici. L’immagine del Colosseo diventa stranissima ma incantevole, e viene più volta riprodotta in dipinti dell’epoca. Molti botanici si interessano anche all’aspetto scientifico di questa sorta di giungla: il primo trattato sulla Botanica del Colosseo risale al 1643 e molti ne vennero dopo. Grazie ai differenti microclimi presenti in ognuna delle arcate, i botanici sono riusciti a trovare tra le 200 e i 300 specie di fiori e piante, uniche di questo luogo.

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La nuova curiosità sul Colosseo: la vista dal Quinto Anello

Da novembre 2017 è possibile acquistare i biglietti per visitare il Colosseo fino al Quarto e Quinto Anello. Cosa ne penso di questa visita? Beh, mi è piaciuta tantissimo! Si ha la possibilità di salire verso reparti molto meno caotici, dove si possono ammirare in santa pace le finestrelle, le pareti e le incisioni. Il panorama, da lassù, è poi semplicemente stupendo: si vede tutto il Foro Romano da una prospettiva insolita, con l’Arco di Costantino e i resti del Tempio di Venere in primo piano. Ma, soprattutto, si ammira l’arena e l’interno del Colosseo da una posizione davvero privilegiata: lo sguardo abbraccia tutte le gradinate e scorre fino all’orizzonte, e i sotterranei laggiù in fondo sembrano piccoli piccoli. Visitare il Colosseo fino al quinto anello, soprattutto in una giornata così soleggiata, è stato davvero stupendo! Una visita che consiglio a chiunque: i gradini sono non pochi ma si percorrono lentamente, e la vista ripaga qualsiasi sforzo 🙂

curiosità sul Colosseo

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INFO UTILI

Come arrivare: al Colosseo si arriva molto volentieri a piedi percorrendo la meravigliosa Via dei Fiori Imperiali, oppure con i mezzi pubblici. Le linee di autobus da prendere sono il 60, il 75 e l’85 (ma un’altra decina di linee passa nelle vicinanze), oppure il tram numero 3. Con la metropolitana, raggiungere il Colosseo è comodissimo: la fermata “Colosseo” della linea B (blu) è proprio davanti all’anfiteatro.

Biglietto per il Belvedere del Quinto Anello: la biglietteria si trova all’ingresso nord del Colosseo. Da qui si possono acquistare o ritirare i biglietti per il Belvedere, che può essere visitato solo con la guida. La visita guidata è prevista tutti i giorni in determinati orari e dura un’ora e 15 minuti circa. Sono disponibili varie lingue e l’incontro con la guida è alla grande croce all’ingresso dell’arena (alla biglietteria ti indicheranno dove). Consiglio vivamente di acquistare il biglietto online e poi di ritirarlo in biglietteria, perché le file per l’acquisto in loco sono estremamente lunghe e lente.

Altre info utili: consiglio scarpe comode per salire al quinto anello (le scalinate non sono proprio comodissime, com’è normale che sia). Ricorda che, una volta terminata la visita, puoi tranquillamente visitare la mostra al primo piano, il gift shop/libreria e le altre zone aperte al pubblico.


Conoscevi tutte queste curiosità sul Colosseo? L’hai mai visitato? Sei già salito fino al Quinto Anello? Raccontamelo con un commento! 🙂

 

 

Grazie a Italy Travels per l’ispirazione