Sabato sono andata a pranzo con Agnese, una delle mie “amiche dell’Australia”, che avevo incontrato solo una volta, ad aprile, da quando ci eravamo lasciate a Coogee Beach. Naturalmente è stato un pranzo non solo a base di cupcake, ma anche (e soprattutto) di nostalgia. Di condivisione di pensieri e sensazioni. Lei è una ragazza che ha 6 anni meno di me e, in questa fase della vita, 6 anni si sentono; eppure, quando parliamo dell’Australia, abbiamo gli stessi pensieri e, soprattutto, le stesse modalità di pensiero. Ci siamo anche messe a ricordarci tutte le nostre esperienze e disavventure a Sydney, la città che ci ha unite per 5 intensi mesi della nostra vita. Alla fine, per non lasciarci prendere troppo dallo sconforto, abbiamo provato a elencare le cose che non ci mancano di Sydney, solo che la lista è stata davvero brevissima…

Io penso a Sydney abbastanza continuamente. Alla città in sé, ma ovviamente anche a tutto quello che le gira intorno. In questo post, ecco la lista delle cose che più mi mancano di Sydney, seguita da quelle cose che invece non mi mancano proprio. Noterete di certo come la seconda lista sia immensamente più breve della prima!

Le cose che mi mancano di Sydney (in ordine rigorosamente random):

  1. Il suo verde
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Royal Botanic Gardens

I Royal Botanic Gardens, il Domain, Hyde Park: sono i posti dove andrei esattamente adesso, se potessi teletrasportarmi come per magia. Il verde brillante di Sydney, quello perfettamente curato, quello idilliaco, quello illuminato dal sole o ombreggiato da una palma. Il suo verde per sdraiarmi ed essere felice del luogo esatto in cui mi trovo.

  1. L’architettura
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Harbour Bridge

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Skyline

Sarà il “cuoredimamma”, ma di Sydney mi mancano anche quei palazzi un po’ fatiscenti, oppure quelli ipermoderni. Mi manca il contrasto tra edifici in vetro e chiese neogotiche. Mi manca tantissimo la vista delle perfette case vittoriane a schiera. Mi mancano le strade larghe e il perfetto sfruttamento dello spazio (tanto di spazio ce n’è in abbondanza!).

  1. I milioni di eventi a ogni ora
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Night Noodle Market

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Italian Festa

 Impossibile stare dietro a tutto quello che viene organizzato in questa città: eventi benefici, maratone, corse divertenti, volontariato, settimana di questo, settimana di quell’altro, festività assurde, ricorrenze mai sentite prima, festival gastronomici, festival cinesi, festival italiani, festival di ogni Paese del mondo, gare, parate, eventi per bambini, ragazzi, vecchi, uomini, donne, indecisi… un calendario annuale che stanca, ma che incuriosisce, entusiasma e arricchisce sempre!

  1. Darling Harbour

Con tutte le sue attrazioni, con i traghetti, con i musei e i ristoranti, con la sua atmosfera unica. Un luogo unico, amato e progettato in egual misura per i turisti e gli abitanti locali.

  1. La vista dell’Opera House
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Sydney Opera House, vista da Mrs MacQuarie’s Point

Dieci mesi, e non ci fai l’abitudine. Dieci mesi, e all’ultimo giorno DEVI comunque fare una foto, come ogni singola volta che la vedi. Perché cambia la luce, l’angolazione, lo stato d’animo, e ogni foto è diversa. Perché niente come l’Opera House ti emoziona e ti ricorda, ogni santissima volta che la vedi, che in Australia ci sei davvero, che il tuo sogno l’hai realizzato davvero.

  1. Il senso di libertà
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Il mio punto preferito di Sydney

Quante volte ne ho scritto? La sensazione di libertà, di poter essere vestito come vuoi, di dire ciò che vuoi, di portare i capelli viola o di fare la spesa in pigiama, di andare in giro scalzi o provare un lavoro “strano”, frequentare chi vuoi e nelle modalità che preferisci. Una sensazione che non avevo davvero mai provato, neanche nel nostro mondo occidentale emancipato, e che per questo non potrò mai dimenticare.

  1. Il senso di sicurezza

Minato solo da un pazzo che si è barricato in un bar al 15 di dicembre, il senso di sicurezza che ho sempre provato a Sydney non è mai venuto meno. Anche di notte, anche in quartieri meno frequentati, anche da sola. Il pericolo più grande? I serpenti. E ciao.

  1. La mia voglia di camminare e andare a scoprire le cose
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In giro per il quartiere di Belmain

Sono una persona curiosa, entusiasta e instancabile per natura, ma mai come a Sydney ho avuto l’insaziabile voglia di andare a scoprire. A scoprire, semplicemente. Quartieri, spiagge, musei, monumenti, scogliere, passeggiate panoramiche. Da sola o in compagnia, con il sole o con la pioggia, poco importa. Devo a Sydney l’accentuazione di questo mio lato del carattere, l’unico che io ami veramente.

  1. I mercati artigianali
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Una bancarella ai Glebe Markets

Un sabato mattina a Paddington o a Glebe. A curiosare, assaggiare, sentire il sole, farsi venire idee. Come lo vorrei, un sabato mattina così.

  1. Playground e barbecue in ogni dove

E tanta organizzazione, tanta pulizia, tanto senso civico.

  1. Lo stile dei locali
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Vapiano Restaurant

Quanta cura in ogni bar o ristorante! Ognuno caratterizzato da un particolare, un dettaglio unico. Pareti tappezzate di orologi diversi, banconi a mosaico, complementi in corda o altri materiali particolari, stile marinaro, stile bohémien, stile retrò, piccoli bistrot che sembra di essere davvero in Francia, ristoranti che sembrano giardini. Una cura del dettaglio che troppo spesso manca nei nostri bar anonimi.

  1. I sorrisi degli sconosciuti

Soprattutto nei quartieri periferici; camminare a testa alta, incontrare un passante totalmente sconosciuto che cammina nella direzione opposta alla tua. Sorridersi, la maggiore parte delle volte dirsi “hi”. Una cosa che amo, tantissimo.

  1. I semafori col suono

Quanto è stato difficile, una volta tornata a casa, abituarsi a dover guardare il semaforo dei pedoni per capire quando diventa verde, invece che aspettare semplicemente il suono giusto?

  1. La palestra e la piscina

La consapevolezza che quasi tutti i condomini del centro hanno la palestra e la piscina inclusi nel prezzo dell’affitto mi fa impazzire, e il pensiero di non aver sfruttato questa possibilità abbastanza mi deprime (nonostante ci andassi anche 5 volte a settimana…ma si sa, sono incontentabile).

  1. La possibilità di trovare di tutto a tutti i prezzi

Sydney è cara, vero. Ma un occhio attento troverà tutto, tutto! O beh, quasi. Ma quanti negozietti da svaligiare, per non parlare di posti come Kmart e Big W. I soldi si possono risparmiare, sì!

  1. Il caos dell’incrocio di QVB

Quello tra George St e Park St/Druitt St., dove quando si fermano le macchine si attraversa tutti, in tutte le direzioni, orizzontale verticale e diagonale. Aaah, che caos meraviglioso.

  1. Le mie visite al supermercato

Non solo a Sydney, è vero, ma quante incursioni al Woolies sull’incrocio di cui sopra? E quanta felicità ogni volta che dovevo far spesa a Coles? Lo so che l’entusiasmo per i supermercati stranieri è una cosa un po’ strana, ma è una cosa di cui non mi stanco mai!

  1. Gli artisti di strada
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Nei pressi di Paddy’s Market

In George St, o in Pitt St, oppure a Circular Quay. Alcuni non sono artisti veri, ecco, come il pazzo che credeva di essere Michael Jackson. O Mariah Carey, a volte. Ma tutti gli altri, una bellezza. Bambini che cantano con voci possenti, vere e proprie band con strumenti bellissimi, il ragazzo che suona i secchi di vernice, i mangiafuoco, i suonatori di didgeridoo. Passeggiare per la città nel weekend era come assistere a un immenso spettacolo gratuito e a cielo aperto!

Le cose che NON mi mancano di Sydney

  1. Gli scarafaggi

Mai visto neanche uno a casa mia (GRAZIE AL CIELO), ma incontrati tanti a lavoro, in locali o per strada. Anche solo il pensiero di trovarne ha reso tutta la primavera/estate una stagione segnata da una lieve ma costante ansia. Loro non sono scarafaggi normali, sono bestie! Lunghi come un dito, luccicanti e volanti. Non voglio parlarne, mi viene l’ansia.

  1. La mancanza di alcuni cibi che per noi italiani sono irrinunciabili

Tipo la focaccia. O i dolci natalizi che mi sono mancati tanto. O mille altre cose. Si vive lo stesso, assicurato. Solo, un pochino peggio!

  1. I semafori troppo lunghi

Aspettare minuti che sembrano giorni, metterci un quarto d’ora a fare 300 metri per colpa del verde che non arriva mai. Ho fatto tardi al mio primo giorno di lavoro per colpa dei semafori. Ho perso svariati autobus per colpa dei semafori. Perdi dieci anni di vita, in attesa a quei semafori!

  1. L’acqua del rubinetto

Terribile, come bere fogna. Ho dovuto abituarmi per non sprecare soldi in acqua imbottigliata, ma sono stati tempi duri. Solo metterla in frigo e farla diventare gelata aiutava. Tornare a casa e bere acqua buona è stato uno dei (pochi) sollievi del ritorno.

  1. Alcuni prezzi proibitivi

Va bene, alcune cose erano effettivamente troppo care, soprattutto quando si parla di spese di prima necessità. Due su tutte: gli affitti e i trasporti. Per questo andavo sempre in giro a piedi, e programmavo le gite in luoghi più lontani e raggiungibili coi mezzi alla domenica, quando spostarsi costava solo 2,50 dollari. Poi uno ci si abitua!

Ecco, non riesco a trovarne altri. Sono contenta di continuare a trovare cose belle anche in Italia e in tutti i luoghi che visito, ma il pensiero di Sydney continua ad essere tanto forte, e non passa. È la città più bella che io abbia mai visto? Non lo so, ma è il come l’ho vissuta che l’ha resa unica e inimitabile. E quindi, anche se non fosse la più bella del reame, io comunque le vorrei un bene dell’anima, come si fa con i familiari più stretti.

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Photo credit: australiavisaservices.com