Sei a Milano e ti è venuta voglia di vedere la città dall’alto? Hai diverse opzioni; io ti parlo del Grattacielo Pirelli!

Grattacielo Pirelli

“L’architettura è un cristallo…forme chiuse dove tutto si consuma nel rigore dei volumi e d’un pensiero”

Giò Ponti, sul Grattacielo Pirelli

Che ci piaccia esteticamente o no, il Grattacielo Pirelli è uno dei simboli della città di Milano: gli abitanti della città della Madonnina ormai non ci fanno neanche più caso, abituati come sono all’imponente figura del grattacielo visibile da tantissimi luoghi di Milano; ma anche chi è in visita alla città e arriva con il treno non potrà non riconoscerlo: lui si trova proprio lì, appena fuori dalla Stazione Centrale!

Ma come, quando, perché fu costruito il Grattacielo Pirelli? Quali sono i punti salienti della sua storia? E, soprattutto, perché sceglierlo per ammirare Milano dall’alto?

Grattacielo Pirelli

Il Grattacielo Pirelli in pillole

Il Grattacielo Pirelli, noto anche come Palazzo Pirelli o -più comunemente tra tutti i milanesi veri e adottati- Il Pirellone, rappresenta uno dei capolavori dell’architettura italiana del 1900.

Fu voluto dal gruppo industriale Pirelli per spostare i propri uffici da Viale Abruzzi a una sede più consona, e fu scelta questa zona perché qui un tempo si trovava un antico stabilimento di pneumatici, la Brusada. La prima pietra fu posata nel 1956: nel 2016, infatti, il Pirellone ha festeggiato 60 anni…eppure non dimostra l’età che ha; anzi, è ancora uno dei simboli dell’architettura modernista milanese, proprio perché fu costruito con materiali, strutture e progetti innovativi al tempo.

        La costruzione del nuovo simbolo di Milano

Il Grattacielo Pirelli fu commissionato da Alberto Pirelli e costruito da un team di 7 architetti-ingegneri, tra cui Pier Luigi Nervi, su progetto del grande architetto milanese Giò Ponti. Fu inaugurato il 4 aprile del 1960, quando Milano si trovava in pieno boom economico, e funse da sede degli uffici della Pirelli per quasi vent’anni, costituendo il principale e orgoglioso simbolo dell’industria milanese e lombarda. Immagina: siamo negli anni ’60, c’è un fermento incredibile, e Milano si amplia, cresce, diventa sempre più moderna. Il Pirellone diventa non solo un semplice insieme di uffici, ma un vero simbolo di questo crescente fervore. Anche per la sua posizione, nell’angolo di Piazza Duca d’Aosta e di fronte all’ingresso principale della Stazione Centrale, Milano lo espone come un vero e proprio biglietto da visita a chiunque si rechi a Milano in treno: dagli uomini d’affari in giacca e cravatta agli immigrati che arrivano dal Sud in cerca di fortuna.

Grattacielo Pirelli

Il Grattacielo Pirelli e la “Mela Reintegrata” dell’artista Michelangelo Pistoletto

         L’architettura del Grattacielo Pirelli

Per un nuovo simbolo così importante e d’impatto, vennero scelti non a caso le forme e i materiali più all’avanguardia. La struttura del Pirellone è in cemento, acciaio e alluminio, mentre le pareti sono rivestite di vetro e ceramica; moderne per quell’epoca furono anche le soluzioni costruttive e la particolare forma del grattacielo, che sembra semplice ma in realtà non lo è: il rapporto tra larghezza e profondità è sproporzionato e quindi ardito, le pareti laterali sono a forma acuminata, e Giò Ponti paragonò questa sua creazione a un “prisma luminoso”.

        Da torre di uffici a simbolo della Lombardia

Il Pirellone fu sede del centro direzionale del gruppo Pirelli per 18 anni, ma poi i costi di gestione divennero troppo alti; fu così che, nel 1978, fu la Regione Lombardia ad acquistare il grattacielo, al prezzo di 48 miliardi di lire (una cifra tutto sommato modesta per una struttura del genere). Da quel giorno, il palazzo divenne uno dei più riconosciuti simboli della Regione Lombardia, pur conservando intatto il suo nome (e il suo affettuoso nomignolo). Nel 2011, il nuovo Palazzo della Regione fu inaugurato a poca distanza, e il Pirellone rimase solamente sede di uffici e del Consiglio Regionale.

Grattacielo Pirelli

        Qualche curiosità sul Grattacielo Pirelli

Ho letto e ascoltato tante cose sul Grattacielo Pirelli, come uno dei simboli di una città che amo e che vorrei conoscere come il palmo della mia mano (magari!!). sono tre, però, le curiosità sul Pirellone che mi sono rimaste più impresse! Eccole:

  • Una curiosità architettonica: abbiamo capito che il Pirellone ha una struttura particolarmente innovativa. Inusuali sono anche le sue fondamenta, costituite in pratica da un enorme blocco di cemento. Adesso non ti so spiegare bene come, ma questo cubo permette al grattacielo un’oscillazione al vertice di circa 14 centimetri per facciata; questo significa che il palazzo potrebbe resistere a un’onda d’urto equivalente a un vento di 400 km orari!
  • Una curiosità sportiva: un evento di cui ho sempre sentito parlare ma che non ho mai visto si tiene dal 2007 ed è chiamato Vertical Sprint, una gara di corsa molto particolare perché, appunto, verticale: i podisti corrono su per il grattacielo, vince chi completa per primo i 31 piani e i 710 gradini!
  • Una curiosità storica: fino a pochi decenni fa, tradizione voleva che nessun edificio a Milano potesse superare in altezza la mitica Madonnina d’oro del Duomo (posta a circa 107 metri); quando il Pirellone violò questa regola –raggiungendo un’altezza di oltre 127 metri-, i costruttori si fecero perdonare ponendo alla sua sommità una statua della Madonnina in miniatura! Oggi la stessa Madonnina, seguendo lo stesso ragionamento, si trova all’ultimo piano del Palazzo della Regione (161 metri).

Visitare il Grattacielo Pirelli

Durante la mia visita di meno di un anno fa, in una stupenda giornata di sole, una preparatissima guida ha portato me e gli altri visitatori all’interno dell’Aula Consiliare, nello stesso spazio dove un tempo si trovata la grande sala meccanografica della Pirelli.

Grattacielo Pirelli

L’aula non ha niente di particolarmente bello in senso architettonico, ma qui la guida ha potuto spiegarci tante cose sul Grattacielo (tutte quelle che ho scritto in questo articolo e molte altre), nonché sull’aula in cui ci trovavamo: qui, infatti, l’Assemblea discute e approva le leggi relative ad alcune materie specifiche di competenza delle singole regioni; una tra le più importanti di queste materie “regionali” è quella della sanità. Le sedute dell’assemblea sono aperte al pubblico e sono anche registrate e visionabili in streaming (tutte le registrazioni, poi, sono conservate nella Mediateca del sito del Consiglio Regionale).

Grattacielo Pirelli

Un altro punto d’interesse (se così si vuole chiamare) del Grattacielo Pirelli si trova al 26esimo piano, chiamato anche Piano della Memoria: si tratta di un Memoriale costruito in ricordo delle due donne, impiegate della Regione Lombardia, che rimasero vittima dell’incidente che si verificò nell’aprile del 2002. Successe, infatti, che un pilota svizzero a bordo di un piccolo aereo privato andò a schiantarsi sul Grattacielo Pirelli in seguito a un guasto tecnico. L’incidente sventrò il palazzo in corrispondenza del 26esimo piano, dove stavano lavorando le due vittime (le uniche due, insieme al pilota).

Il Belvedere Jannacci del Grattacielo Pirelli

Finalmente, eccola: Milano dall’alto!! Al 31° piano del Grattacielo Pirelli si trova l’ampio e moderno Belvedere Jannacci, dedicato al grande artista e cantautore milanese Enzo Jannacci, all’indomani della sua scomparsa nel 2013. La decisione di dedicare uno spazio importante del palazzo a una personalità milanese di spicco e rimasta nel cuore di molti abitanti di Milano era stata presa anche dieci anni prima, nel 2003, quando l’Auditorium del Grattacielo Pirelli era stato intitolato a Giorgio Gaber.

Grattacielo Pirelli

Il Belvedere Jannacci non rappresenta il punto più alto da cui osservare Milano (quello del Palazzo della Regione, ad esempio, si trova al 39° piano), ma è sicuramente suggestivo, e offre un punto di vista unico. La posizione e la struttura del Pirellone ci permettono di avere una visuale praticamente a 360°, di scorgere gran parte dei tetti e dei principali monumenti di Milano: dalla magnifica Stazione Centrale proprio lì sotto fino agli scintillanti grattacieli di Porta Nuova e di Isola. Devo ammettere che il Duomo non è proprio facilissimo da vedere, ma ciò è compensato dal fatto che, nei giorni più tersi, è possibile volgere lo sguardo fino alle Alpi e alla Pianura Padana. Per me è stato emozionante osservare la mia “città di adozione” da un punto di vista così privilegiato, all’interno di una struttura moderna e risplendente di luce, con le pareti di vetro e praticamente senza impedimenti, così che ti sembra quasi di poter toccare ogni singolo tetto con un dito.

Grattacielo Pirelli

Grattacielo Pirelli

Grattacielo Pirelli


INFO UTILI

Indirizzo: Piazza Duca d’Aosta, 5. Ingresso per le visite: via Fabio Filzi, 22.
Come arrivare: la fermata metropolitana che sbuca proprio di fronte al Pirellone è Centrale FS (linea verde MM2 o linea gialla MM3). Autobus: 42, 60, 81, 82, 91. Tram: 2, 5, 9, 33.
Visite: il Grattacielo Pirelli è visitabile solo in occasione di eventi, giornate aperte (come l’Open House o la Festa dei Nonni dell’anno scorso) o di mostre allestite al suo interno. La durata, il costo (quasi sempre gratuito) e l’entità della visita varia in base all’occasione. Altrimenti, è possibile effettuare visite su appuntamento, verificandone la fattibilità scrivendo all’indirizzo info@operadartemilano.it o chiamando questo numero: 02.45487400.
Maggiori info: qui.


Tu hai mai avuto l’occasione di visitare il Grattacielo Pirelli? Hai mai osservato Milano dal Belvedere Jannacci? Oppure da qualche altro punto di osservazione? Raccontamelo nei commenti! 🙂