Con tutta la calma del mondo, ecco il secondo post dedicato alla mia giornata all’Expo. In realtà, tanta calma proprio no, visto che è da un mese abbondante che sto lavorando su un progetto che poi magari non avrà neanche un grandissimo ritorno economico…ma vabbè, tralasciamo e concentriamoci!

Questo post segue il primo, più incentrato su consigli pratici, e tratta dei vari padiglioni che ho avuto il piacere di visitare. Sì, il piacere: nonostante alcuni mi siano piaciuti proprio poco poco, 30 secondi li ho dedicati a tutti con piacere, perché non si sa mai cosa c’è da scoprire. Avendo avuto la fortuna di visitare Expo a inizio agosto, in un giorno poco affollato, ho avuto l’opportunità di vedere molti padiglioni (nonostante quelli più “famosi” siano ancora da vedere perché lì le file in ogni caso c’erano, eccome).

Ecco tutti i padiglioni che ho visitato con una piccola descrizione, in ordine di comparsa da ovest verso est (cioè, a partire dall’uscita della metro). Chi volesse approfondire la storia di ogni padiglione può farlo qui

** È un post esageratamente lungo. Chi non è interessato alla (seppur breve) descrizione di ogni padiglione può scendere fino alle conclusioni 🙂 **

PAESI

  1. Irlanda

Non il migliore che abbia visto e, sinceramente, da un Paese come l’Irlanda mi aspettavo qualcosa di più. Il colore dominante è il verde, manco a dirlo, e volendo di informazioni da carpire ce ne sono eccome, soprattutto sulla sostenibilità e la necessità del non spreco. Poche scenografie, molte informazioni. Sarà un bene? Chi lo sa.

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  1. Repubblica Ceca

Il Padiglione è molto carino fuori, con un(‘improbabile) statua e una piscinetta diventata ritrovo per chi desidera riposare le membra e mettere i piedi ammollo. All’interno, la Repubblica Ceca presenta le sue conoscenze in campo agricolo e nella tecnologia ad esso applicata. Non mi ha entusiasmato particolarmente, anche se ho adorato le microcamere posizionate in punti strategici per mostrare in dimensioni aumentate le cellule e i micromovimenti all’interno di una piccola foresta nel Laboratorium Silencii.

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  1. Bahrein

Bianco candido l’sterno, l’interno è rappresentato dalle “Archeologie del verde”: dieci diversi frutteti, ognuno formato da alberi che fruttano in momenti diversi nel corso dell’Expo. Una rappresentazione molto poetica! Interessante anche il fatto che, una volta concluso Expo, il padiglione sarà spostato in Bahrein e fungerà da orto botanico. Carino in pratica, affascinante in teoria.

  1. Sudan

Diciamo che ci ha provato. L’esterno è semplice, ma molto caratteristico: è un po’ così che mi immagino le case del Sudan. All’interno, solo un mercatino di prodotti e spezie tipiche, non molto in linea con il tema. Belle, però, le foto alle pareti!

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  1. Brasile

Ritenuto uno dei must di Expo. Sostanzialmente, però, solo per la famosa rete. I piani del padiglione sono appunto collegati da una rete interattiva, sulla quale si può camminare per produrre suoni e rumori ma, soprattutto, cambiamenti: a simboleggiare quanto un nostro passo possa cambiare la stabilità di un’altra persona. Io ho solo visitato il padiglione e non ho provato l’esperienza di camminare su una rete (che, per quanto figa, è comunque solo una rete e la fila di mezz’ora per quella non credo la farei). Il padiglione in sé è bello, abbastanza variegato, le informazioni non sono scarse né troppe, esserci c’è tutto. Secondo me, però, tutto quello spazio sarebbe potuto essere sfruttato in modo molto, molto più efficiente.

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  1. Belgio

Questo padiglione mi è piaciuto molto, per svariati motivi. Un luogo semplice ed essenziale, ma completo di tutto. A partire dal biscottino Lotus e dal quadretto di cioccolato belga regalato dalle mani di pasticceri autoctoni. Perché no? Perché non offrire al visitatore un’eccellenza culinaria del tuo Paese, soprattutto in un’Expo dove si parla di cibo? A me sembra semplice ed essenziale. Però non è tutto qua: il padiglione racconta il suo impegno all’ecosostenibilità (il padiglione stesso è ecosostenibile) e, soprattutto, presenta al mondo l’acquaponica, un sistema sul quale mi sono presa la briga di leggere qualche riga in più lì al piano -1 del Belgio, e che trovo praticamente geniale. E poi non manca l’offerta culinaria locale: birra, patatine, ristorante con frutti di mare. Un padiglione semplice e ben fatto, a mio parere. E mi viene voglia di andare in Belgio.

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  1. Vietnam

Dico solo: peccato. Il padiglione dall’esterno è una meraviglia, davvero: la perfetta combinazione di acqua e fior di loto, i due punti sui quale questo Paese si è voluto concentrare. Poi, all’interno, si perde la magia. Bellissimo artigianato locale, bellissimo, ma chissà cosa si aspetta uno dopo aver visto l’esterno. Peccato, comunque, essermi persa il piccolo spettacolo tipico che si svolge nel padiglione tre volte al giorno.

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  1. Azerbaigian

Assolutamente delizioso, uno dei migliori (a detta mia e di molti). La cosa che più colpisce è la sua ricchezza: di informazioni, suoni, immagini, colori, soluzioni interattive. Una meraviglia, non ti stanchi mai! Il padiglione si sviluppa in alto ed è costituito da 3 sfere, ognuna rappresentante una diversa biosfera. Il Paese punta sulla presentazione dei propri paesaggi e dei propri prodotti biologici. Davvero curato in ogni dettaglio, dalla connessione con la musica ai fiori che si illuminano a sfioramento, e mi piace tutta questa interattività ad ogni angolo. Davvero ben fatto.

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  1. Polonia

Che sorpresa. L’esterno mi piace tantissimo: il padiglione si presenta come un parallelepipedo formato da assi di legno che sembrano tante cassette di mele: un’idea geniale nella sua semplicità. E i divanetti fuori sono bellissimi! Ma la sorpresa arriva poco dopo: cammini lungo il corridoio, sali qualche scalino, giri l’angolo e…ooooh! Io personalmente sono rimasta a bocca aperta (che ci sarà? Chi lo sa! Andate a vederlo ahahah). L’interno poi non è indimenticabile, poco informativo e un po’ scarno a mio gusto. Ma il piccolo villaggio di montagna con casette, abeti e trenino mobile, tutto interamente fatto col cioccolato merita una visita…anche solo per il profumo!

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Un indizio della “sorpresa” polacca.

  1. Spagna

Per me è un nì. Mi sarei aspettata un focus molto più approfondito sul cibo, cazzo stiamo parlando di Spagna! E invece…insomma. Però mi è piaciuto lo stesso, per vari motivi: innanzitutto, bella l’idea di contrapporre tradizioni culinarie alla cucina del futuro, con tanti video interessanti e un po’ di interattività. Ma il padiglione Spagna mi ha colpito soprattutto per la sua innegabile e ricchissima scenografia. Un uso di suoni, luci e colori magari non molto informativo, ma di sicuro molto sapiente.

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  1. Italia

30 minuti di fila sono valsi la pena? Sì, sicuramente almeno perché stiamo parlando del nostro Paese e, una volta all’Expo, una visita è dovuta. E sono stata contenta di riuscire a entrare. L’interno è enorme, si snoda su più piani e gli spunti sono molti, ma forse un così tanto spazio è andato un po’ sprecato. Sai quante belle cose si potevano fare, oltre a quelle fatte? Con questo rammarico, il padiglione rimane comunque molto bello e interessante: dà qualche spunto di riflessione e, in alcuni ambienti, lascia a bocca aperta. Le immagini delle bellezze italiane…beh, quelle davvero non stancano mai e lasciano il visitatore davvero stupito. Se si ha voglia di spenderci tempo, tantissime storie interessanti e innovative, da menti geniali provenienti da ogni regione. Da non dimenticare, comunque, che sto parlando solo di Palazzo Italia, il padiglione in sé, ma in realtà tutte le costruzioni lungo il Cardo sono dedicate al Belpaese.

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  1. Slovenia

Struttura interessante, interno altrettanto ma, a parer mio, non è un padiglione che offre particolari spunti di riflessione o stupore. Si basa sulla promozione della sua natura ricca di verde e della sua predilezione per una vita sana e attiva, il che non fa mai male. Bello l’orto di viti e ulivi al suo esterno.

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  1. Cile

Una piccola delusione. Uno dei pochi padiglioni per cui ho fatto una fila, e poi… praticamente niente. Bella l’accoglienza e l’idea dei suoni legati a una particolare zona del paese. Non male anche la struttura esterna. Bellissimi i video dei paesaggi naturali. Ma… non dice quasi niente.

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  1. Repubblica Islamica dell’Iran

Una piccola sorpresa! Il padiglione dovrebbe rappresentare una tenda gonfiata dal vento, ed è molto piacevole passeggiare al suo interno. Belli i video di ballerine locali e interessante la mostra di spezie e semi autoctoni. Il modo in cui gli iraniani si approcciano al cibo è un tema particolare che andrebbe approfondito.

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  1. Stati Uniti d’America

Non ho ben capito perché questo padiglione non è piaciuto a nessuno e invece a me sì. Certo, non è il migliore che abbia mai visto, eppure non c’è da aspettarsi qualcosa di diverso; è tutto molto in stile americano. Prima di tutto, il fatto che ad accoglierti è un video del Presidente stesso non è un brutto segno. Lui, insieme a delle persone comuni, ci ricorda che tra pochi anni saremo in 9 miliardi sulla Terra e che, perciò, le risorse devono essere ben distribuite. Non pensiamo al fatto che ci viene detto proprio da uno dei popoli che più spreca e più accaparra risorse per sé al mondo, e passiamo oltre! Il padiglione è molto semplice, con schermi che riproducono video e informazioni. Sembra che gli americani si stiano davvero impegnando ad affrontare temi come sostenibilità, genuinità del prodotto e sprechi. Se lo stiano facendo davvero e, soprattutto, se ci stiano riuscendo non è dato saperlo, ma noi vogliamo crederci! La parte per me più bella del padiglione rimane comunque l’orto verticale, un’invenzione semplice e costruttiva che sarebbe bello impiantare in ogni singolo condominio!

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  1. Marocco

Ah, che bellezza. Un luogo meraviglioso, raffinato, squisitamente costruito, sia in senso concettuale che scenografico. Costruito come una cittadella araba, all’interno è diviso in tre parti, ognuna rappresentante una diversa regione marocchina. È un percorso sensoriale, in cui puoi vedere, sentire, toccare, annusare, immergerti in un altro mondo. È un padiglione elegante e una continua scoperta.

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  1. Turchia

Non ho dedicato molto tempo agli spazi chiusi del padiglione, ma quelli aperti sono stati molto interessanti e divertenti. Bella la struttura esterna, vuole rappresentare un melograno stilizzato e racchiude varie informazioni e oggetti sulla cultura, la tradizione e l’innovazione turca.

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  1. Monaco

Uno da Monaco si aspetta un padiglione iper raffinato, e invece si ritrova un struttura simili container fuori e, all’interno, tanti scatoloni contenenti mini televisori con video informativi o con schermi per giochi interattivi. Il percorso si snoda su tre punti principali: cooperazione, governance e istruzione, e il Paese offre molti spunti educativi su vari temi di protezione ambientale. Piccolo, semplice, carino.

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  1. Qatar

Questo padiglione è, invece, tutto tranne che semplice. Almeno all’esterno: un piccolo castello con un grande cesto di vimini al centro; una struttura molto particolare e bella da vedere. Al suo interno, molti spunti riguardo l’alimentazione in generale e l’offerta culinaria del Paese, e poi un “albero della vita” in piccolo. Piccolo per modo di dire. Piuttosto ricco di interattività, non male. Bella la parte in cui sono ricostruite stanze tipiche della vita quotidiana del Paese.

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  1. Slovacchia

Un padiglione molto particolare, sia all’esterno che all’interno. Fatto in listelli di legno, strani volti umani e una cascatella che alimenta un mulino ad acqua, all’interno non dice molto sul tema Expo e non offre spunti particolarmente interessanti da un punto di vista dell’alimentazione. Vengono, però, presentati molti oggetti riguardanti la cultura e la tradizione di questo popolo che non conosco molto e, soprattutto, a ogni visitatore viene dato un tablet dove sono racchiuse molte informazioni. Un modo semplice per non sovraccaricare il padiglione di cartelli informativi, permettendo comunque a chiunque di leggere tutto ciò che interessa in santa pace.

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  1. Federazione Russa

È la Russia, e non te l’aspettavi un padiglione esagerato? Io sì, e di sicuro lo è. Già dall’entrata, sotto uno specchio gigantesco e il tetto del padiglione che sembra la punta di una nave futuristica. L’interno è vario e interessante, e cerca di mostrare come la Russia ha contribuito e continuerà a contribuire al miglioramento del settore alimentare nel mondo, tramite tecnologia e cultura. È molto interessante da vedere, a partire dal suo bar iper futuristico, ma non ho trovato molti spunti di riflessione. La terrazza si raggiunge dopo parecchi scalini che vi ammazzeranno le gambe già parecchio affaticate, ma il lounge bar e il panorama, probabilmente, valgono la pena.

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  1. Turkmenistan

L’esterno di questo padiglione è un gioiellino. Ispirato al tema centrale dell’acqua come fonte di vita, si apre su una bellissima fontana esterna. All’interno, non lo so: bella la struttura, ma è molto autoreferenziale, vengono presentati i propri prodotti e le proprie attrazioni turistiche, niente di più. Peccato.

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  1. Indonesia

Bella anche questa struttura, tante cose al suo interno. A partire dal piccolo gong che puoi suonare, e continuando in un percorso tra i vari manufatti artigianali del Paese. Qualche tabellone informativo e un minuscolo, ma interessante, viaggio tra le spezie.

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  1. Oman

Un padiglione che assomiglia a una piccola città e racchiude una grande varietà. È interessante soprattutto per conoscere meglio un Paese di cui, personalmente, non so praticamente niente.

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ITALIA (altro)

  1. Padiglione del Vino

Una vera bellezza! L’eccellenza del nostro, meraviglioso vino italiano racchiusa in un piccolo padiglione a due piani: sotto, la storia del vino, i suoi aromi e tutte le sue sfumature di colore, in un crescendo scenografico. Sopra, la biblioteca del vino: migliaia di etichette divise per Regione, chiuse in vetrinette come tanti libri di valore. Se ne possono degustare 3 a scelta a un prezzo di 10 euro. Io non l’ho fatto, ma può essere un’occasione per scoprire bottiglie mai provate.

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  1. Copagri

Associazione nata per favorire lo sviluppo delle aziende alimentari italiane e l’esportazione del Made in Italy, si è ricavata uno spazio vicino all’Albero della Vita, in un padiglione davvero molto bello architettonicamente. Dentro, una specie di elegante mercatino all’interno del quale vengono esposte le più grandi eccellenze enogastronomiche italiane. Una buona opportunità per far vedere agli stranieri che non siamo solo pasta, pizza e mandolino!

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AREE TEMATICHE

  1. Padiglione Zero

Immancabile, direi. Non tanto (o comunque, non solo) perché è bello, ma anche perché è il punto di partenza, il punto zero, appunto, per una visita globale che sia coerente e legata dallo stesso filo conduttore. Il padiglione zero da fuori a me sembrava Alberobello (vabbè a volte c’ho parecchia fantasia) e, all’interno appena si varca la soglia, lascia abbastanza senza fiato. Dopo, man mano che ci si addentra, diventa tutto più “normale”, magari un po’ didascalico, ma così dovrebbe essere. Belle ricostruzioni, belle descrizioni. Il tema dell’Expo al Padiglione Zero è sicuramente centrato in pieno, consiglio vivamente di vederlo per primo.

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  1. Biodiversity park

Un grandissimo spazio dedicato alle eccellenze italiane nel campo dell’alimentazione e dell’ambiente, con un interesse particolare per la biodiversità e il biologico. Un posto dove scoprire davvero tante cose interessanti: peccato avergli dedicato così poco tempo! Al suo interno ci sono tre padiglioni, io ho visitato solo il Padiglione del Biologico, davvero molto interessante.

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CLUSTER

Raggruppamenti di Paesi accomunati da una certa area tematica o da un certo prodotto alimentare.

  1. Riso

Abbiamo visto tutti i padiglioni facenti parte di questo cluster: Bangladesh, Cambogia, Myanmar, Laos, Sierra Leone e il Basmati Pavillion. Le strutture sono molto interessanti, con pareti quasi a specchio che riflettono le risaie. All’interno i padiglioni sono più mercatini che altro, ma all’esterno, disseminate qua e là, ci sono molte informazioni sulla produzione e la varietà del riso, un alimento così importante nell’alimentazione di questi Paesi. Belle anche gli antichi macchinari Scotti qui esposti.

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  1. Cacao e cioccolato

Di nuovo abbiamo visitato tutti i Paesi: Camerun, Costa d’Avorio, Cuba, Gabon, Ghana, Sao Tomé & Principe. Tutti un po’ mercatini al loro interno, con tanti manufatti locali e informazioni turistiche, non molto di più. Alcuni però, come il padiglione del Gabon, mi hanno particolarmente sorpreso per la qualità delle informazioni. All’esterno della struttura, qualche cenno sulla storia di cacao e cioccolata.

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  1. Caffè

Visti anche qui tutti: Burundi, El Salvador, Etiopia, Guatemala, Kenya, Repubblica Dominicana, Ruanda, Timor Est, Uganda, Yemen. E che profumi! Anche qua praticamente solo tanti mercatini, ma mi sono piaciuti i piccoli cartelli informativi all’entrata di ogni padiglione per aiutarci a scoprire qualcosa di più sui singoli Paesi. Mi sono anche lasciata catturare da bellissime foto e bellissimi colori sgargianti in tutti i piccoli padiglioni, senza dimenticare l’aroma di caffè e i totem informativi di Illy lungo tutta la struttura. Bella e coerente anche la struttura in sé, costruita come un grande container di sacchi di caffè.

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Il padiglione della Repubblica Dominicana.

  1. Cereali e tuberi

Anche qua non ci siamo fatti scappare neanche un Paese: Bolivia, Congo, Haiti, Mozambico, Togo, Venezuela, Zimbabwe. Padiglioni tutti molto piccoli, ma piuttosto caratteristici. Bello l’ologramma dei ballerini venezuelani, molto bello e colorato il padiglione della Bolivia, incentrato sulla quinoa. All’esterno, informazioni infinite su tutti i cereali che vi vengono in mente. Esterno un po’ meno scenografico rispetto ai precedenti.

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Il padiglione della Bolivia.

  1. Bio-Mediterraneo

Ancora, tutti i Paesi: Albania, Algeria, Egitto, Grecia, Libano, Malta, Montenegro, San Marino, Serbia, Tunisia. In questo spazio prende posto anche il World Expo Museum, che abbiamo visitato brevemente per ripercorrere l’interessante storia di tutte le Esposizioni Universali organizzate dal principio fino ad ora. Alcuni padiglioni abbastanza insignificanti, altri, come Tunisia e Montenegro, molto belli da un punto di vista scenografico. Bella anche la storia del piccolo padiglione montenegrino. Interessante l’Egitto, che ha puntato molto sulla tecnologia. Mi sono divertita molto con gli occhiali speciali e gli ologrammi! Piccolo ma carino quello della Grecia, dove puoi costruirti il tuo menù greco preferito. Ben costruiti anche tutti gli altri (Albania a parte, che proprio non mi ha detto nulla). Nel complesso, però, un cluster molto poco informativo rispetto a tutti gli altri.

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Il padiglione dell’Algeria.

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Il padiglione della Tunisia.

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Il padiglione di Montenegro.

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World Expo Museum.

SPONSOR, CORPORATE E ALTRO

  1. ENEL

Ho sentito qualcuno dire: ma poi cosa c’entra ENEL, che fa elettricità, con un’esposizione sul cibo? Lasciando perdere queste assurde domande, il piccolo padiglione ENEL ha una struttura davvero molto particolare, e offre moltissime informazioni da un punto di vista storico e tecnologico, per spiegare la vincente combinazione di elettricità e gas con l’industria alimentare.

  1. Distretti del Cioccolato

Un grande negozio contenente tutte le eccellenze del cioccolato italiano, da Modica a Perugia a Torino. Infinite tavolette di cioccolato colorate, gianduiotti e cioccolatini, creme al cioccolato e gadget. Come ho fatto a non comprare nulla ancora me lo sto chiedendo.

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  1. Eataly

Non ero mai stata a Eataly prima, quindi questa ad Expo è stata la mia prima esperienza. Due lunghi corridoi contenenti le cucine provenienti da tutte le regioni italiane, con tanti tavolini e anche installazioni artistiche all’aperto. È stato interessante girare tutte le cucine per scoprirne i prodotti agricoli e alimentari, anche alcuni di cui non avevo mai sentito parlare. Bello anche vedere come ogni regione ha deciso di proporre il proprio menù più identificativo. Prezzi un po’ proibitivi, va detto.

  1. Ferrarini

Una bellissima struttura in legno, una bella mostra di cibo dall’aspetto buonissimo, qualche informazione sui loro affettati più rinomati, e una bellissima vista sull’Albero della Vita.

  1. New Holland Agriculture

Interessantissimo! A partire dalla struttura esterna molto particolare, e continuando all’interno con l’esposizione di tre macchinari assurdi, giganteschi, super tecnologici, che fanno interessare anche me che sulle macchine agricole non ci ha mai capito nulla. La macchina per fare la vendemmia è geniale. Bello salirci dentro e vedere come un semplice trattore piò avere quasi più comandi di un aereo!

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  1. Vanke

Un colosso cinese nel settore immobiliare ha voluto partecipare a Expo con questo padiglione. Che è semplicemente spettacolare, all’esterno. Infatti è stato progettato da Libeskind, e se io conosco il nome di un architetto vuol dire che allora è proprio famoso. Abbiamo accettato di fare qualche minuto di fila perché ci aspettavamo chissà che all’interno…e invece. Bella l’idea, una sorta di grande foresta di bambù tecnologica, con tanti minischermi che rappresentano la vita normale e quotidiana dei cinesi. È che non ne ho proprio capito lo spirito. Per non parlare poi degli ulteriori minuti di attesa per salire sul tetto dove… non c’è assolutamente niente. Al massimo ho fatto qualche foto.

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  1. Expo Partner 1

Un’area che racchiude negozi e spazi espositivi di alcuni partner di Expo. Abbiamo fatto un giro e siamo entrati nel negozio del gruppo Fiat.

  1. Mc Donald’s

Un semplice fast food come tutti gli altri in giro per il mondo. Niente di più da uno degli sponsor ufficiali di Expo. Poteva almeno giustificare la sua inutile, indesiderata e incoerente presenza in qualche modo…invece boh, solo i soliti panini.

  1. Associazione Mondiale Agronomi

Piccolo e interessante padiglione con un percorso tematico, molto informativo e abbastanza interattivo.

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Insomma, eccoci alla fine di questo mio personale excursus nel mondo Expo. Sono contenta di aver visitato così tanti luoghi interessanti, e mi rammarico di aver dedicato troppo poco tempo ad alcuni di essi. È stato comunque tutto molto interessante, per vedere cose molto belle e scoprirne altre che non conoscevo. Mi viene ancora più voglia di visitare tutto il mondo (se già questa voglia non fosse abbastanza grande…)! I miei padiglioni preferiti tra quelli visti fino ad ora? Senza dubbio, si è capito: Marocco e Azerbaigian.

Ho altri due biglietti giornalieri (a prezzo ridotto) per Expo e li userò in ottobre, sperando di poter vedere alcuni dei padiglioni che vorrei proprio tanto vedere (sì insomma, tutti). Come dicevo l’altra volta e spiegato altre volte, non sono una fan dell’Expo, di tutte le sue brutture, della scarsa organizzazione, di alcune scelte a me incomprensibili. Ma, a chi lo critica dicendo che è solo un immenso parco giochi pieno di intrattenimento e poco altro, io rispondo: ma che cavolo vi aspettavate? Che vi mettessero le foto dei bambini che muoiono nelle risaie? Che i Paesi ammettessero che fa tutto un po’ schifo a questo mondo? Expo è una vetrina, e la vetrina deve intrattenere, divertire, affascinare e, soprattutto, incuriosire. Se rimani al livello superficiale, quello della vetrina, allora sì, vedrai solo un immenso parco giochi di luci, colori e immense scenografie. Ma, se dopo esserti meravigliato di fronte a tutte queste bellezze, riesci a incuriosirti e senti la voglia di andare più a fondo, basta staccare gli occhi dalla vetrina ed entrare nel negozio: cartelloni, depliant, sito web, applicazione mobile, descrizioni, padiglioni dedicati e quant’altro ti daranno davvero tutte le informazioni di cui senti di aver bisogno. E, soprattutto, serve la disponibilità d’animo adeguata a volerle ricevere, queste informazioni, a voler essere ricettivi, curiosi e responsabili, per una volta, e non solo inclini alla critica e alla lamentela.

Mi ributto nei miei progetti e, magari, aggiornerò questo post con i nuovi che riuscirò a vedere quando tornerò ad Expo. Se qualcuno che legge ci è stato e vuole raccontare cosa ha visto e cosa ne pensa, io leggo tutto volentieri 🙂

Mi ributto nei miei progetti e, magari, aggiornerò questo post con i nuovi che riuscirò a vedere quando tornerò ad Expo. Se qualcuno che legge ci è stato e vuole raccontare cosa ha visto e cosa ne pensa, io leggo tutto volentieri J