Alle Isole Fiji le possibilità sono tante e vedere l’isola principale per me è stato molto interessante. Ecco qualche consiglio su dove dormire a Viti Levu.

dove dormire a Viti Levu

Recentemente ti ho raccontato dei miei giorni a Viti Levu, la principale delle Isole Fiji. Ribadisco anche qui che, secondo me, quest’isola sia da vedere! La maggior parte dei turisti si fionda subito sulle paradisiache isolette al largo della sua costa, ma anche Viti Levu ha moltissimo da offrire: le città più importanti del Paese, un mare meraviglioso, qualche attrazione naturale da restare a bocca aperta. È un’isola autentica, dove tutto il brutto e il bello delle Fiji viene fuori.

Noi abbiamo noleggiato una macchina con Nitz Rentals, a Nadi (per inciso: abbiamo fatto tutto tramite email, ci siamo trovati molto bene e abbiamo potuto lasciare l’auto direttamente all’aeroporto alla fine del noleggio. Per cui sento di consigliartela!) e abbiamo percorso l’isola in senso antiorario in circa 4 giorni. In questo post ti parlo dei posti dove ho dormito sull’isola.

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Dove dormire a Viti Levu: la mia esperienza con Airbnb

Adoro Airbnb e lo uso davvero spesso durante i miei viaggi. L’ho provato in diversi paesi d’Europa, in Australia e in Nuova Zelanda… ma non mi era mai capitato di usufruire di questo servizio in un Paese un po’ meno, diciamo, moderno. Quando si decide dove dormire a Viti Levu, Airbnb è un’ipotesi da considerare perché non è solo una soluzione di alloggio, ma una vera e propria esperienza che permette di entrare in contatto con la cultura delle Isole Fiji.

Airbnb da Nina, a Nadi

Per l’unica notte che abbiamo trascorso a Nadi, Nina è stata come una mamma: è venuta a prenderci all’aeroporto con sua figlia Shayna, ci ha accompagnato a cambiare i contanti, ci ha indicato come raggiungere il centro città, ci ha preparato una cena tipica piena di pietanze deliziose e ci ha accolto come fossimo membri della famiglia. Alle Isole Fiji, quasi il 40% della popolazione è indiana o di origine indiana. Nina e la sua famiglia lo sono, e nella loro casa è palpabile la mescolanza tra cultura indiana e cultura figiana: un’esplosione di colori, oggetti, sapori, profumi, lingue, un caos che mette allegria. La dodicenne Shayna mi ha fatto tantissime domande e mi disegnava strane figure sulle mani con l’henné mentre cenavo. Dopo cena, suo padre ci ha invitato a bere kava con lui e i suoi amici fuori, nel portico, seduti per terra; Nina, nel mentre, puliva e sbriciolava le radici per produrre la stessa bevanda. La mattina dopo Nina è venuta a svegliarci alle 6, come le avevamo chiesto; nell’aria un profumo di banane, papaya, tè col latte, roti e curry di verdure: questa è stata la nostra colazione, mentre la tv sparava musica Bollywood a tutto volume.

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A casa di Nina, le cene per gli ospiti sono un caos buono di odori e sapori 🙂

Dormire a casa di Nina mi ha permesso di immergermi fin da subito in una cultura –anzi, in due culture- così distante dalla mia, ma comunque in un ambiente sicuro e piacevole, dove mi sono sentita subito a casa. Che esperienza bellissima!

Airbnb da Bulalava, a Korotogo

Poco dopo la città di Sigatoka, sulla costa meridionale dell’isola, si trova un gruppo di case, hotel e ristorantini proprio a ridosso del mare. Qui a Korotogo c’è il Dilo Tree Lodge, un paio di camere dentro a una villa che dà su un giardino stupendo, pieno di fiori colorati. La camera dove abbiamo dormito è stata molto diversa da quella di Nina: più che una casa sembrava una vera e propria camera d’albergo, completa di tutto il necessario e a prezzi più che abbordabili. Non sai che magnifico sonno ristoratore mi sono fatta, lì! Ma la cosa che ho apprezzato di più è stata la chiacchierata con Bulalava, un ragazzo che si è trasferito dalla Corea del Sud in questo angolo sperduto di mondo oltre dieci anni fa. Ha girato un po’ il mondo, ha scelto questo rettangolo di verde a un passo dal mare, suo fratello l’ha raggiunto e insieme hanno aperto il Dilo Tree Lodge, dove vendono anche piccoli piatti di cibo coreano all’occorrenza. Che poi, ragazzo insomma! Pensavo avesse la mia età e invece ci ha confidato di averne più di 50: ma come fanno a sembrare così giovani?

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Come non essere sereni in un posto così?

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Dormire a casa di Bulalava mi ha permesso di trascorrere qualche ora in un luogo di grande serenità, immerso nella natura, e di parlare con una persona davvero ricca dal punto di vista delle esperienze di vita.

Airbnb di Albert, a Suva

E qui ci siamo ritrovati in mezzo al caos di Suva, ci siamo persi, siamo finiti dentro a un quartiere fatto di capanne di lamiera e panni stesi ad asciugare dove tutti ci guardavano un po’ straniti, poi abbiamo trovato il posto giusto: un gruppetto di case l’una sull’altra in fondo a una strada, con qualche gallina in giro nel piazzale e le persone che si parlavano da un terrazzo all’altro. Non abbiamo mai visto Albert: le chiavi ce le ha date la vicina; lei e il suo sorriso gigantesco che compensava la mancanza di conoscenza di una qualsiasi lingua che potessimo capire. Siamo entrati in una casa delle Isole Fiji; una casa che, forse, nel nostro mondo non verrebbe neanche qualificata accettabile per gli standard di Airbnb. Pulizia, ambiente, comodità: tutto lontano da ciò a cui siamo abituati. Eppure, dopo un primo momento ho pensato a quanto fossi contenta di essere in quel posto così diverso dal solito, così autentico, con le lenzuola ruvide e i bambini che ridevano nell’appartamento al piano di sopra (anche alle 5 del mattino, ma va bene!).

Dormire a casa di Albert mi ha permesso, anche se solo per una notte, di spogliarmi di tutte le mie piccole manie e di abbandonare i miei standard qualitativi per lasciarmi, semplicemente, andare.

The Beachouse

Siamo sempre nella zona di Korolevu, più o meno nel punto centrale della costa meridionale dell’isola. Se mi chiedessero qual è il posto migliore dove dormire a Viti Levu, mi sa che la Beachouse sarebbe ai primi posti! Un po’ ostello un po’ resort freak, un po’ turistico e un po’ sentirsi come a casa. Un gruppetto di bungalow e bure, una tettoia vista mare, una piscina, un baretto, e la musica allegra di sottofondo in modo costante. In questo posto abbiamo adorato trascorrere qualche ora a non fare niente: un piccolo momento di vacanza vera e propria, dove godersi il paesaggio e le risate dei clienti e dello staff. All’ora della merenda (offerta da loro) abbiamo conosciuto una coppia di ragazzi italiani e per tutta la sera abbiamo parlato delle cose che amo: i viaggi, le avventure, i progetti. Un posto di grande serenità e spensieratezza, davvero laidback.

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Il letto del nostro bure

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Come da tradizione, spesso i bagni, anche quelli privati, alle Fiji sono all’esterno

The Beachouse mette a disposizione sia bure o camere tradizionali, più o meno spartane, sia dormitori comuni. I servizi inclusi comprendono la colazione, la merenda con tè e scones, lo yoga mattutino, il wi-fi (c’erano anche un po’ di nomadi digitali qua!) e il noleggio dei kayak. Ci sono poi la piscina, il pink pong, il bigliardino, altri giochi e libri, le amache sulla spiaggia, e tante attività ed occasioni per imparare cose nuove e fare amicizia.

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Vatia Beach Eco-Lodge

Dove dormire a Viti Levu se si decide di percorrere anche la meno battuta e turistica costa settentrionale? Per me, il Vatia Beach è stata una scelta quasi obbligata: già dai giorni delle prenotazioni su internet mi aveva ispirato. Questo è il posto ideale per chi desidera solo e soltanto due cose: contatto con la natura, evasione totale dal resto del mondo. Il wi-fi funzionerà malissimo, di persone ne incrocerai forse 3 o 4, l’elettricità in camera te la potrai scordare, e la strada sterrata per arrivare (piena di sassi e buche, da fare a non più di 10 km/h) ti farà dimenticare dell’esistenza di un mondo civilizzato. L’alloggio si compone di una stanza comune, con un divano, un paio di tavolini e uno scaffale pieno di libri, disegni e oggettini lasciati dai clienti; e un gruppetto di 4 bure: parallelepipedi di legno e fibre naturali intrecciate, con un bagnetto di cemento, un letto e via. Alle finestre ci sono le zanzariere, ma sono tutte rotte. E comunque non ce ne sarebbe bisogno: tra gli intrecci delle pareti passa di tutto, compresi tarantole (e quelle vabbè, fa niente), scarafaggi (e quelli… ehm vabbè, fa niente!) e ragni neri e pelosi che, zampe comprese, si avvicinano alla mia mano in quanto a grandezza. E quello no dai, non va tanto bene! Ma quando andrai a chiamare il proprietario lui riderà, ti dirà che i ragni figiani non sono cattivi, e poi verrà a liberartene… facendolo scappare da un buco della parete.

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Ecco il nostro “nido”

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Questo è… “l’armadio” 🙂

Insomma, bisogna proprio amare la natura in tutte le sue forme. Bisogna non farsi “spaventare” dai luoghi spartani e ridotti al minimo indispensabile (o forse anche meno): le ricompense saranno un tramonto infuocato e indimenticabile, un buon libro su un’amaca, tantissime risate tentando di stare in piedi sulla slackline, una colazione a base di frutta fresca e pane fritto tradizionale al mattino.

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Dicevamo, dei tramonti infuocati?

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Anche scegliere dove dormire a Viti Levu è stata una bella avventura, per me. Dormire in questi posti mi ha aiutato a uscire un po’ dalla mia zona di confort, a conoscere persone e culture con cui non ero mai entrata in contatto, a cercare di preoccuparmi un pochino di meno. Ogni tanto fa davvero bene, ma proprio davvero 🙂


INFO UTILI

-Ho prenotato i tre Airbnb sul sito omonimo. Se ti interessa metterti in contatto con le persone da cui ho dormito io, scrivimi e cercherò di passarti il link diretto!
-Trovi più informazioni su The Beachouse sul loro sito.
-Trovi più informazioni su Vatia Beach Eco-Lodge sul loro sito.
-Sul sito ufficiale del turismo alle Isole Fiji, trovi un comodo strumento per cercare qualsiasi tipo di alloggio in tutto il Paese: basta cliccare qui.


Sei mai stato a Viti Levu? In quale di questi posti ti piacerebbe dormire? Ti adatti con facilità o sei più intransigente con gli alloggi? Raccontamelo con un commento! 🙂