Ecco il solito appuntamento del lunedì con il diario di viaggio #B_inNewZealand: siamo alla settimana 8!

settimana 8

#B_inNewZealand – Settimana 8: le tappe

Sud, sud, sud…e poi, finalmente, si tocca il punto più a sud e si inizia a viaggiare verso nord!! 🙂

Chilometri percorsi: 623

Lunedì 3 – Gore

Come ormai avrai capito se hai letto il diario della settimana scorsa e tutti quelli precedenti, il lunedì ormai è dedicato al blog, ai social, ai piccoli lavori da freelance, alla sistemazione delle foto e a cose di questo genere. Questo lunedì, poi, è andato ancora più “sprecato” perché all’improvviso il mio amato computer ha smesso di funzionare e si è spento, così di botto. Per cui abbiamo dovuto sistemarlo e tutto. È stata una giornata speciale, però, perché abbiamo fatto doccia e lavatrice! Ahaha, renditi conto in che stato siamo messi 🙂

A metà pomeriggio l’alternanza pioggia pesante/sole cocente che è andata avanti tutto il giorno si è risolta in un cielo nuvoloso ma stabile, così abbiamo fatto un giro alla scoperta di Gore. Abbiamo visitato prima la galleria d’arte con interessantissime maschere Maori, poi i due piccoli musei della città: quello storico e l’Hokonui Moonshine Museum, dedicato al whisky della zona e al periodo del proibizionismo. Alla fine della mostra abbiamo anche fatto una mini degustazione di whisky e di liquore al miele…ci voleva, eh??

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Dopo abbiamo fatto un giro ai giardini botanici dove, tra le altre cose, due ragazzini che avranno avuto a dir tanto 14 anni ci hanno chiesto se volevamo fumare qualcosa; non è la prima volta qua in Nuova Zelanda, ormai ci siamo abituati…dopo, abbiamo fatto un giro al Bannerman Park, dove, in un grande prato, si trovano alcuni meravigliosi cervi.

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Tappa finale: una fotografia alla Big Brown Trout, una delle Big Things neozelandesi.

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Grandi statue più o meno belle di animali, alimenti o oggetti, sparse per tutto il Paese…beh, ok, detta così non significa nulla, ma prima o poi ti parlerò di queste assurde Big Things 🙂

Martedì 4 – The Catlins

Oggi iniziamo la perlustrazione di The Catlins, la costa sud-orientale della South Island. Ho grandi aspettative per questa zona, ne ho letto molto bene; alla fine della giornata, diciamo che sono quasi totalmente soddisfatta: mi aspettavo sicuramente dei paesaggi più grandiosi, ma quello che ho visto è stato tutto bello!!

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Iniziamo passando da Balclutha e da Kaka Point, per poi fermarci a Roaring Bay per una foto e a Nugget Point per la passeggiata fino al faro: il sentiero è proprio a picco sull’oceano, il vento soffia forte e la vista è meravigliosa, una delle più belle della settimana!

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La tappa successiva è Cannibal Bay, dove passeggiamo sugli scogli bassi e ammiriamo da vicino queste alghe incredibili, che sembrano quasi gommapiuma. È assurdo come le alghe siano così fighe qua in Nuova Zelanda! Di solito mi disturbano, ma qua sono talmente inserite nel contesto che ormai non le vedo quasi neanche più. A Cannibal Bay facciamo uno spuntino con un kiwano, il frutto ovale e arancione con le spine. Ne avevamo già provato uno qualche settimana fa; questo, più maturo, è molto meglio! Te ne ho parlato in una delle Instagram Stories (se te le sei perse, trovi alcune di quelle di questa settimana su Facebook!).

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Dopo scendiamo a Surat Bay e poi ci facciamo una bella camminata per vedere Jack’s Blowhole. A Owaka, uno dei paesini di The Catlins, c’è un posto assurdo che si chiama Teapotland: un giardino pieno stracolmo di teiere di tutti i tipi, colori e dimensioni. Potevo per caso non fare foto??

Concludiamo la giornata con la passeggiata per andare a vedere le Purakaunui Falls, dove vengo invasa da un istinto omicida per un giapponese che si era piazzato esattamente davanti alle cascate con cavalletto e macchina fotografica con maxi obbiettivo. Ho aspettato 15 minuti fulminandolo con lo sguardo (ma come puoi metterti proprio in mezzo? E poi cosa ci fai con quell’obbiettivo lungo 50 cm a due metri dalla cascata??????), poi l’ho tagliato in qualche modo dalla mia foto.
Odio.

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Ci tocca andare a dormire in un campeggio a pagamento (a Papatowai. Ma quanto amo i nomi Maori??) perché qua ci sono pochi spazi gratuiti. Poco male, perlomeno riusciamo a prepararci la cena al caldo 🙂

Mercoledì 5 – The Catlins

Continuiamo a scoprire le piccole bellezze di The Catlins. Le prime tappe sono altre due cascate: Matai Falls e Horseshoe Falls, immerse nel bosco. Dopo andiamo in cima a Florence Hill per ammirare il panorama su Taukanui Bay, poi facciamo una passeggiata intorno a Lake Wilkie, un laghetto piccolo ma pulito e immerso nel verde a pochi metri dall’oceano. Infine, prima di pranzo passeggiamo nella foresta umida fino all’ultima cascata, McLean Falls, che è sicuramente quella che ci piace di più: adoro quando si trovano questi massi tutti ricoperti di muschio verde, che sembra quasi brillare alla luce che filtra tra gli alberi!

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Dopo un pranzo veloce in van (credo che non ti racconterò mai delle cose che ci capita di mangiare ogni tanto…ahahah) siamo andati a vedere le Cathedral Caves: due grandi grotte che si congiungono alla fine, formate da milioni di anni di erosione da parte dell’oceano. Le grotte sono accessibili solo con la bassa marea, ma si trovano comunque delle belle pozze d’acqua che devono essere scavalcate. Camminiamo sulla spiaggia e poi entriamo in queste grandi grotte dai soffitti alti e frastagliati. È davvero un posto magico!!

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Waikawa è un altro paesino e qui ci fermiamo a vedere il piccolo museo, con i soliti animali impagliati che qua hanno in tutti i musei. C’è un opossum impagliato su una mensola e un cartello che dice: “Puoi giocare con me, se vuoi!”. Beh…rifiuto e vado avanti, grazie!!

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Altre tappe: Curio Bay e l’immensa area della Petrified Forest, con i tronchi di legno imprigionati negli scogli; Porpoise Bay dove cerchiamo invano delfini e foche.

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 Slope Point dove facciamo una camminata tra le pecore che brucano tranquille; il sole sta calando e l’erba del pascolo sembra brillare. Arriviamo fino in fondo, dove si trova il cartello che indica il punto più a sud della Nuova Zelanda: siamo quasi a metà strada tra l’equatore e il Polo Sud, e sembra proprio di essere in cima al mondo!

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Ormai il sole è calato e rimangono striature di rosa e arancio nel cielo: decidiamo di fare un salto a Waipapa Point per vedere il faro, l’ultima tappa di The Catlins. Ma OJ non è d’accordo e si ferma nel bel mezzo della strada sterrata. La batteria sembra a terra e non capiamo perché, si sta facendo notte e intorno non c’è nessuno. Per fortuna il cellulare prende, per cui chiamo la AA (la compagia di assicurazioni) e inizio a parlarle di dove siamo. Dal nulla OJ si riprende, così annullo la chiamata. Decidiamo di saltare il faro, a malincuore, e di muoverci verso il campeggio…che non si sa mai. E infatti, dopo neanche 10 km OJ si ferma di nuovo, questa volta in maniera risoluta. Morale della favola: aspettiamo al freddo e al gelo il carro attrezzi, che arriva un’ora e un quarto dopo. Peter ha 76 anni ma sembra più giovane: ci accende l’aria calda al massimo dentro al camion e poi, dopo aver caricato quel ribelle di OJ, ci facciamo insieme quei 65 km che ci separano da Invercargill.

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Ciao, The Catlins. È stato bello, anche se avremmo voluto salutarti in un altro modo!

Giovedì 6 e venerdì 7 – Invercargill

Non è male svegliarsi nel parcheggio di un meccanico, lo so. Lo so che mi invidi. Queste due giornate le abbiamo trascorse a Invercargill, la città più grande di Southland, che non ci è piaciuta molto. Sarà per le ore di attesa per sapere il responso sulla salute di OJ, sarà per la pioggia o le nuvole costanti, sarà per tutti i soldi che abbiamo dovuto “buttare” in un alternatore nuovo che altrimenti la batteria non si ricarica più, sarà perché non ci è sembrato ci fosse niente di interessante, sarà per le chiese chiuse, i palazzi scrostati, i negozi senza un’anima, un senso di tristezza ovunque…boh, ecco, niente di che.

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Abbiamo passato i due giorni tra passeggiate senza entusiasmo, biblioteca per lavoro, attese nella saletta del meccanico…cose così. Siamo comunque riusciti a vedere le cose principali di Invercargill: il Southland Museum (forse l’unica cosa che ci è piaciuta della città), i Queens Gardens, il liceo maschile, la Water Tower, la St. Peter Basilica e altre chiese più piccole, le strade principali con tre palazzi brutti e uno bello. Abbiamo mangiato una pie da Fat Bastard Pies, una degustazione di formaggi da Green River, dei cioccolatini da Seriously Good Chocolate Company.

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Abbiamo dormito per 3 notti dal meccanico in attesa che arrivasse il pezzo. Tra tristezza, panico da aiuto-i-soldi-stanno-finendo e risate isteriche per sdrammatizzare 🙂

Sabato 8 – da Bluff a Colac Bay

Tanti auguri a me! Oggi ci si sveglia sempre dal meccanico, ok, però è il mio compleanno: la sveglia è allegra e non potrebbe essere altrimenti, perché qualsiasi compleanno trascorso in viaggio è un compleanno felice!

La mattina la trascorriamo a Demolition World, un posto davvero assurdo alla periferia di Invercargill. Praticamente è un paese intero, con i negozi e la chiesa e la scuola e così via, che dei locali (un po’ pazzi, aggiungerei io) hanno costruito dal nulla, usando pezzi di ricambio, rottami da discariche, scarti e così via. Ovviamente il “paese” non è abitato, se non da manichini inquietanti…è un posto divertente da visitare, una cosa così nella mia vita non la vedrò mai più (lo spero anche un po’, onestamente! Ahah)!

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Per pranzo andiamo verso Bluff, l’ultimo centro abitato che si trova prima che si apra l’oceano verso l’Antartico. Mi aspettavo un paesino carino e pittoresco, tutto intorno alla baia, con una bella passeggiata…e invece niente: una via di palazzi un po’ andanti, il cemento e i container del porto, neanche un’anima viva in giro. Vaaaa bene!! Visitiamo il Maritime Museum dove si trova anche Monica, una vecchia barca per la pesca delle ostriche tutta arrugginita, ma sicuramente autentica.

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Andiamo in un baracchino e assaggiamo le famose ostriche di Bluff, che desideravamo assaggiare da quando siamo arrivati in Nuova Zelanda. Le ostriche sono enormi, una è grande come il palmo della mia mano, e sono stranissime: forse è la prima volt che le assaggio selvatiche e senza limone, perché sono forti e saporite: sembra di assaggiare l’oceano in un boccone!

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Facciamo un giro in paese, scattiamo una foto dall’alto del Bluff Hill Lookout e poi una a Stirling Point, dove si trova il famoso cartello con le direzioni verso tante città del mondo.

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Salutiamo Bluff e ci facciamo le altre tappe della giornata: Oreti Beach è una spiaggia immensa dove le macchine girano indisturbate; Riverton è un paesino tranquillo e molto carino, adagiato sul mare e con delle belle passeggiate; Colac Bay è una fila di case di legno sul mare, battute dal vento e dalla salsedine.

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È qui che ci fermiamo per la notte: OJ sul prato, la strada sterrata e poi giù, la spiaggia della baia. Non mi lamento 🙂

Domenica 9 – da Colac Bay a Clifden

Il sole è alto e c’è vento: la giornata perfetta per le pulizie di primavera (o meglio, d’autunno)! OJ ne ha veramente bisogno, dopo giorni e giorni di umidità che rende tutto bagnaticcio e di strade sterrate la cui polvere si infila ovunque. OJ è la nostra casa e così stiamo cercando di trattarlo, tenendolo più pulito possibile…anche se a volte non è proprio facile!

Mi piacerebbe palarti meglio di OJ e di com’è vivere con lui, prima o poi. Cosa preferiresti? Un post dedicato? Qualche foto su facebook? Dei mini video su Instagram Stories?

Le tappe del pomeriggio sono intorno a Waewae Bay: Cosy Nook è una spiaggia di sassi appartata, Monkey Island è uno scoglio raggiungibile solo con la bassa marea, dove due cavalli passeggiano sulla spiaggia e i sassi emergono dalla sabbia; Gemstone Beach è una lingua di sabbia deserta; McCracken’s Rest è un punto panoramico dove ammiriamo il sole che inizia a calare sulla scogliere; Tuatapere ci fermiamo a comprare la cena al minimarket, dove il cassiere/tuttofare è un bambino che non raggiunge i 12 anni; a Clifden ci fermiamo a dormire nella piazzola di fianco a un grande ponte sospeso di legno.

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E pure la settimana 8 è andata 🙂

#B_inNewZealand – Settimana 8: impressioni e curiosità

  • Non è sicuramente sempre così, ma devo dire che alcuni neozelandesi sono proprio gentili e affabili. A loro piace chiacchierare di nulla e, inevitabilmente, si illuminano quando dici loro che sei italiano. Peter, il simpatico 76enne del carroattrezzi, ci racconta di questo lavoro che fa dal ’65 e delle avventure vissute portando in giro van e macchine fuori uso; Daniel il capo meccanico ci dice che Firenze gli è piaciuta tanto, ma il traffico è davvero troppo incasinato (perché non hai visto altre città, caro Daniel…); la signora del Demolition World ci racconta che a Natale erano in Europa, ma all’improvviso suo marito ha deciso di non andare a Roma perché si era stancato di prendere aerei in giro per i Paesi europei; i due signori “vicini di casa” a Colac Bay ci raccontano praticamente tutta la loro vita e fanno tante domande. Sono adorabili, certi kiwi 🙂
  • Se hai presente la cartina della Nuova Zelanda, ti sarai accorto che abbiamo saltato Stewart Island a pié pari. Perché forse non tutti sanno che la NZ è formata da 3 isole, non 2: Stewart Island è piccolina, laggiù in fondo in fondo. Ci sarebbe piaciuto tanto visitarla -pare che ci siano bellissimi e selvaggi panorami-, però abbiamo dovuto rinunciare, molto a malincuore, per una questione puramente economica. Perché, no: di spendere 270$ per fare un’ora di traghetto, più il noleggio auto perché il traghetto non porta mezzi…non ci sembrava il caso, dopo la botta dell’alternatore. Però mi rimarrà questo piccolo rimpianto!

#B_inNewZealand – Settimana 8: i preferiti

The Catlins ci ha regalato tanti bellissimi scorci, e mi sono innamorata delle McLean Falls, ad esempio. Però l’immagine che mi compare davanti agli occhi quando penso a questa settimana è solo una: l’alba su Colac Bay. Perché svegliarsi così, davvero, non ha prezzo.

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#B_inNewZealand sui social

Solita informazione di servizio 🙂 Trovi tanti racconti e tante fotografie di questo viaggio anche sui social su cui sono maggiormente presente: Facebook, Twitter e Instagram. Non ti dimenticare, poi, di iscriverti alla newsletter, perché alla fine estraggo qualche nome a cui inviare una cartolina dalla Nuova Zelanda 🙂


Finisce qui la settimana 8! Aspetto sempre i tuoi commenti con impressioni, domande, curiosità e tutto quello che vuoi 🙂