È finita la settimana 7 e noi siamo ancora qua, più NZ-addicted che mai! Qui tappe, preferiti, impressioni e scenette divertenti di questa settimana 🙂

settimana 7

#B_inNewZealand – Settimane 7: le tappe

Un bel po’ di Dunedin questa settimana, e poi solo Central Otago! Continuiamo ad andare a sud, ma la tendenza si invertirà molto presto!

Chilometri percorsi: 875

Lunedì 27 – Dunedin

Siamo in questa città ormai da qualche giorno. A Dunedin oggi c’è un tempo terribile, per cui decidiamo di coccolarci con una colazione speciale. Morning Magpie era un café che avevo adocchiato da quando eravamo arrivati (anche solo per il nome!!), e si è rivelato perfetto, di quello stile che piace a me. C’era pure un videogioco e quindi non potevamo esimerci dal giocare un po’ a Metal Slug 2!

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Abbiamo trascorso il resto della mattinata in biblioteca per un piccolo lavoro che sto portando avanti (è una cosa bellissima e te ne parlerò, prima o poi!), poi siamo andati per un pranzo/merenda da Velvet Burger, dove abbiamo mangiato due tra i migliori hamburger provati da quando siamo in Nuova Zelanda! Oggi col cibo ci è andata bene 🙂

Abbiamo trascorso il resto del pomeriggio tra le strade della città, qualche bella chiesa, le prime forme di street art e la galleria d’arte, che non ci è piaciuta molto.

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Ma Dunedin ci piace tanto!!

Martedì 28 – Dunedin

Finalmente oggi c’è un bel sole, e quindi partiamo con il mini tour della città a caccia di street art! il panorama dell’arte di strada qui a Dunedin è bello ampio, tanto che al centro visitatori si possono prendere delle mappe della città basate proprio su questa forma d’arte. L’abbiamo seguita per tutta la mattina, scoprendo capolavori di rara bellezza, fotografando tutto e assistendo pure a un tamponamento tra due neozelandesi distratti. Ci siamo davvero divertiti a scovare i murales nei parcheggi o dietro un vicolo o negli angoli più nascosti!

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Tra un murale e l’altro abbiamo anche (ri)visto i principali monumenti della città, come la cattedrale, il municipio e la meravigliosa stazione ferroviaria: uno dei più begli edifici che io abbia mai visto!

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La Stazione *_*

Dopo un pranzo/merenda, abbiamo trascorso il pomeriggio al Botanic Garden: davvero molto bello, soprattutto grazie ai colori che iniziano a farsi deliziosamente autunnali!

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Nonostante il ginocchio in fiamme –oggi è il giorno peggiore, sicuramente-, abbiamo camminato per oltre 20 km oggi. Ma, non contenti, prima di cena ci spariamo 90 minuti di visita guidata alla Speight’s, una delle principali birrerie della NZ e anche un po’ la mia preferita, visto che beviamo praticamente sempre le birre di questo brand. La visita è stata interessantissima e davvero ben fatta: credo che i neozelandesi, in queste cose, ci sappiano davvero fare!

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Abbiamo scoperto molto sulla storia della birreria, sui cambiamenti che il terribile terremoto del 2011 ha comportato, sulla produzione della birra e su tante altre curiosità…e poi, degustazione finale di 6 birre e cena al ristorante della Speight’s, dove le porzioni sono a dir poco enormi 🙂

Mercoledì 29 – Dunedin

È il nostro ultimo giorno a Dunedin, e lo dedichiamo a tante passeggiate in giro per la città, anche in quei quartieri che non avevamo visto, come quello universitario dove si trovano tante casette vittoriane (ho gli occhi a cuore ogni volta che le vedo).

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Quattro sono le tappe principali di oggi:

Prima tappa: la colazione nel café della fabbrica della Cadbury, una delle marche di cioccolato più famose del mondo anglosassone. A noi questo brand non fa impazzire e neanche la colazione è stata stratosferica, ma l’aroma di cioccolato che ti avvolge appena varchi la porta non lo disdegno affatto!

Seconda tappa: Olveston, una casa storica. Siccome non ne hanno moltissime qui in NZ, quelle che hanno te le fanno pagare un mucchio di soldi (20$ a testa), però devo ammettere che la visita è stata lunga, dettagliata e interessante, e che la casa era davvero meravigliosa e tenuta in modo perfetto. Purtroppo non si potevano scattare fotografie all’interno, ma credo che sul sito abbiano qualche immagine, se sei curioso!!

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Terza tappa: Signal Hill, dove si trova un memoriale di guerra e un punto panoramico su tutta Dunedin. Purtroppo non abbiamo visto molto, perché un vento fortissimo stava rapidamente portando un enorme banco di nebbia sopra la città!

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Infine, abbiamo guidato qualche chilometro fino a Port Chalmers, un paesino che rappresenta la zona portuale di Dunedin.

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Qui il tempo era terribile e il porto stracarico di container e alberi tagliato ci ha messo un po’ tristezza, per cui ci siamo limitati a fotografare la (bella) chiesa e a fare una passeggiata lungo la via principale.

Giovedì 30 – Otago Peninsula

Lasciamo Dunedin e dedichiamo la giornata all’Otago Peninsula, il piccolo lembo di terra che si getta nell’oceano. La nostra prima tappa è il Larnach Castle, uno dei pochi o, più probabilmente, l’unico castello della Nuova Zelanda. La visita richiede un bel po’ di tempo: ci sono tre piani di edificio, e poi un giardino grande e ben tenuto. Ero molto curiosa di visitare il Larnach: mi piacciono tanto i castelli e questo prometteva bene, essendo l’unico di questa parte di mondo. Invece…sì, è stato tutto molto bello, ma diciamo che da noi siamo stati abituati troppo bene 🙂

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Il resto del giorno è andato tutto alla scoperta del resto della penisola: a Sandfly Bay la nebbia era talmente tanta che non si riusciva a vedere niente, se non le colline sferzate dal vento e un gruppo sparuto di pecore bianche. A Portobello la nebbia non c’era e abbiamo pranzato strabene in un locale sotto al sole. A Harington Point c’era di nuovo la nebbia e faceva freddo ma, nonostante questo, siamo riusciti a scovare una decina di foche spaparanzate tra il prato e gli scogli sul mare. Sulla strada costiera c’era di nuovo il sole e quindi ci siamo goduti dei bellissimi panorami, con la strada che correva proprio sul pelo dell’acqua. A Lovers Leap, a fine giornata, c’era di nuovo il vento, un vento fortissimo che quasi non riuscivi a camminare, però il posto è uno spettacolo: colline, pecore, scogliere a picco sul mare. Tutto qui, e che meraviglia!!

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Se hai letto i miei aggiornamenti su Facebook durante la settimana, avevo scritto che oggi avevo fatto due belle figure di M…e quindi te le racconto.
Numero 1: eravamo al Mitre10, una sorta di Brico neozelandese, perché dovevamo comprare un paio di cose per il van prima di andareal castello. Gironzolavo senza meta e a un certo punto vedo uno scaffale pieno di scatoline nere, ognuna con il proprio nome. Scorro i nomi, e quando vedo “sushi” decido di aprire il tester per vedere per quale colore avevano scelto il sushi. Apro la scatolina e mi rendo conto che dentro c’era una vernice liquidissima, che mi sporca completamente le mani in 0.3 secondi netti. Chiudo tutto lasciando vernice ovunque e mi fiondo verso il bagno cercando di nascondere le mani verdi fosforescenti e le risate. Ah sì, per la cronaca: il barattolino “sushi” era verde. Ma come verde? Chiamalo “wasabi” a sto punto!!
Numero 2: a Harington Point, dopo aver visto le foche, mi fermo ai bagni pubblici per espletare i miei bisogni fisiologici. Non so perché ma mi dimentico di chiudere la porta a chiave. Di nuovo non so perché, ma mentre mi tiravo su i pantaloni davo la schiena alla porta…che all’improvviso si è aperta, permettendomi di mostrare il culo a un’arzilla signora giapponese che pensava di entrare in un bagno vuoto. La faccia e le esclamazioni della giapponese non te le sto a raccontare! Io ho riso come una pazza 🙂

Venerdì 31 – Tunnel Beach e verso il Central Otago

Ci svegliamo con un’alba meravigliosa, dai colori unici: non può che essere una bella giornata!

E infatti iniziamo bene: la mattina la dedichiamo a Tunnel Beach. Servono 20 minuti di macchina e poi quasi un’ora a piedi tra andata e ritorno, perché il sentiero non è lunghissimo ma è estremamente ripido; ma ne vale la pena, eccome! Anche con le nuvole e un accenno di pioggerellina, questo luogo si prende sicuramente un posto alto nella classifica dei nostri preferiti: Tunnel Beach è un vero e proprio capolavoro! Ci sono queste scogliere incredibili che si buttano in questo oceano dalle grosse onde, che quando arrivano emettono un suono simile a quello di una valanga. E poi c’è questa spiaggetta appartata, alla quale si accede da un tunnel scavato a mano da un signore nel 1800, per permettere alle proprie figlie un accesso comodo e sicuro alla spiaggia. Quando si esce dal tunnel…che meraviglia! Abbiamo trascorso in questo posto un sacco di tempo e, davvero, non volevamo più tornare.

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Il resto del venerdì è stata una giornata prettamente di guida: ci siamo spostati verso il Central Otago, una regione di cui sappiamo poco o niente. Facciamo qualche sosta a Middlemarch e in giro per la strada, fotografando e rilassandoci quando possibile. Nel tardo pomeriggio arriviamo a Ranfurly e facciamo una passeggiata lungo le sue strade: il paese ha 4 o 5 strade o poco più, ma noi passeggiamo senza fretta alla ricerca degli edifici Art Decò. Decidiamo di farci una cena lenta, e ceniamo con nachos, chili e guacamole sul tavolino del giardinetto del paese. La pace 🙂

Sabato 1 aprile – Da Ranfurly a Clyde

Da Ranfurly ci rechiamo a Naseby, il primo dei tanti paesini del Central Otago che devono la propria nascita al boom della corsa all’oro, nella seconda metà del 1800. Quando fu trovato l’oro da queste parti, in pochi mesi si riversarono migliaia di persone nella regione, e furono costruiti villaggi più o meno provvisori, ma comunque dotati di tutte le comodità. Molti di questi vennero praticamente abbandonati una volta esaurito l’oro, ed è forse per questo che alcuni edifici e la struttura del villaggio si sono mantenuti così fedeli all’originale! A Naseby, così come a St Bathans e a Ophir, gli altri due villaggi che visitiamo oggi, ci lasciamo guidare da delle brochure ben fatte per scoprire i cottage e gli edifici principali dei villaggi che erano un tempo. Si vengono così a scoprire le storie: i cercatori d’oro cinesi che abitavano nelle grotte, il Signor Tale che lavorava qui, la Signora Tizia che faceva qualcos’altro lì…si leggono le storie di persone comuni e sembra di essere un po’ tornati indietro nel tempo 🙂

Ecco qualche foto random scattata a Naseby, St Bathans e Ophir.

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A Ophir facciamo una buonissima merenda in un café dove un tempo si trovava l’emporio del villaggio, mentre a St Bathans perdiamo un’oretta intorno al Blue Lake, un posto davvero eccezionale. Per via delle escavazioni e dei lavori di ricerca dell’oro, il paesaggio circostante è particolare, sembra quasi lunare. L’acqua del lago invece è di un blu lucente screziato di rosa e di oro per via del fondale. Una meraviglia, non so come spiegartelo. Vorrei potessi vedere questi colori con i tuoi occhi!

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Dopo Ophir andiamo a Clyde e ci fermiamo a cena al ristorante nel vecchio edificio delle poste. Mangiamo nel cortiletto interno, di fianco a un gruppo di locali ubriachi che fanno un casino boia. C’è anche il compleanno di una sessantenne, che viene fatta in giro per il locale con dei mutandoni sopra ai pantaloni…quando si accorgono che non erano gli unici clienti nel locale ma che c’eravamo ancora noi, le risate che si sono fatte queste signore non te le sto a raccontare! 🙂

Andiamo a dormire poco sopra Clyde, a due metri dalla sponda di un lago. La pace, numero 2 🙂

Domenica 2 – Da Clyde a Gore

Visitiamo Clyde, il più carino di questi villaggi-da-corsa-all’-oro. Ci sono tanti cottage di pietra, con le decorazioni vittoriane e i cespugli di rose sulle staccionate bianche…mi rendo conto di quanto sia attratta da questa semplicità tra lo chic e il rurale: una casetta così non mi dispiacerebbe per niente! Facciamo amicizia con un gruppo di signore uscite dalla chiesa, fotografiamo tutti i vecchi edifici, ammiriamo i colori autunnali, e poi non resistiamo a una colazione tardiva da Oliver, il bar-ristorante più bello della NZ per ora, secondo noi. Mangiamo Hot Cross Buns, i dolcetti tipici pasquali che ho divorato in quantità industriali in Australia…quanto mi mancavano!!

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Il resto della giornata lo passiamo a guidare e ci fermiamo ad Alexandra, dove visitiamo il museo e saliamo in cima a un punto panoramico, poi Roxburgh e Papanui. Nel tardo pomeriggio arriviamo a Gore, ma lasciamo la visita di questa cittadina al giorno dopo!

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Andiamo a dormire nel parcheggio del country club, dove la sera ci fermiamo per una birra. Non so quante altre volte nella vita mi capiterà di prendere una birra nel country club di una cittadina neozelandese!

#B_inNewZealand – Settimana 7: impressioni e curiosità

  • Devo assolutamente scriverlo: al di là del viaggio, non riesco a staccarmi da un libro che sto leggendo; te ne parlerò più diffusamente nel Back&Forth che pubblicherò venerdì, ma volevo accennare a questa cosa perché mi sta prendendo tantissimo. A volte sono contenta di uscire dalla vita reale per buttarmi in quella “virtuale” di questo libro…talmente tanto che a volte faccio fatica a tornare indietro 🙂
  • Hai presente quando dicevo che questi ritmi lenti che un viaggio del genere impone non fanno proprio per me? Ecco, arrivata alla fine della settimana 7 posso dire di essermi ufficialmente abituata a questi ritmi lenti, anzi: quasi mi piacciono!! Non ho più paura di non avere tempo di fare tutto: vogliamo viaggiare lentamente, fare le cose con calma, prenderci tutto il tempo che ci serve per viaggiare, visitare, vedere, scoprire, ma anche rilassarci e capire davvero quello che stiamo facendo e capendo. È un viaggio diverso e non vogliamo avere la solita foga da viaggio: è il viaggio stesso che ci impone ritmi lenti, e noi vogliamo assecondarli. Non riuscirò a vedere tutta la NZ? Pazienza: preferisco vederne meno ma più consapevolmente, che tutta ma andando di fretta. Non credo che, alla fine, avrò qualche rimpianto.
  • Non è tutto perfetto, però! L’unica mia fonte di preoccupazione non è il tempo, ma il denaro: ne stiamo spendendo molto, molto più di quello che pensavamo. La spesa più grande in assoluto è quella per la benzina: non costa moltissimo, ma le distanze sono ampie e OJ beve come un cammello, per cui ci ritroviamo a fare il pieno anche ogni due giorni…purtroppo su questo non possiamo fare molto. Speriamo di farcela con i soldi che abbiamo, e se non bastano? Fa niente, torniamo a casa! Non ho nessuna voglia di preoccuparmi, anche se so che da questo punto di vista mi dispiacerà moltissimo.

#B_inNewZealand – Settimana 7: i preferiti

il Blue Lake mi è piaciuto immensamente, perché aveva dei colori stupendi. Ma credo che, alla fine, niente mi abbia lasciato senza fiato come Tunnel Beach, questa settimana. Nonostante io non sia una grandissime amante di mare e spiagge…dai, come si fa a resistere a un posto del genere??

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#B_inNewZealand sui social

Leggi per la prima volta, oppure non mi segui sui social? Io te lo ricordo, che non si sa mai! J Puoi trovare aggiornamenti su Facebook, Twitter, Instagram e Instagram Stories. L’altro giorno è partita la newsletter di marzo, l’hai trovata nella tua casella di posta? Se no, puoi iscriverti qui, aspettare quella di aprile e avere la possibilità di ricevere una bellissima cartolina dalla Nuova Zelanda da aggiungere alla tua collezione 🙂


È terminata la settimana 7, ci vediamo lunedì prossimo! Come sempre, se vuoi lasciami un commento, una domanda, un’impressione! 🙂