Il viaggio a volte non è facile…qui impressioni, tappe, pensieri e preferiti della mia settimana 4 in giro per la Nuova Zelanda.

settimana 4

#B_inNewZealand – Settimana 4: le tappe

La mappa dell’itinerario di questa settimana è estremamente monotona, visto che siamo stati sempre e solo a Christchurch. Ma nel weekend ci siamo spostati nei dintorni e poi alla scoperta della Banks Peninsula!

Chilometri percorsi: 434

Lunedì 6 marzo – Christchurch

Come ormai capita ogni settimana, il lunedì mattina è dedicato al blog, ai lavori online e al caricamento di tutti i nostri apparecchi. Per cui, biblioteca! Oltre alle solite cose, mi sono anche presa un po’ di tempo per una bella chiamata su skype con i miei genitori (si saranno impauriti a vedermi nello schermo dopo qualche settimana e a constatare di quanto i miei capelli stiano piano piano diventando rasta? Ahahah, è dura la vita in un van), e ci siamo pure fatti i pancake. Ah, i pancake con soli due ingredienti (uova e banana), come avevamo fatto con Martina e Diletta al blog tour in Slovenia. Facili e buoni!

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Il pomeriggio l’abbiamo trascorso in centro a Christchurch, alla scoperta di altre strade, altri angoli, altri cantieri e altre sorprese. Abbiamo scovato altri murales, qualche attrazione e un’installazione artistica che si chiama 185 Empty Chairs, dedicata alle 185 vittime del terremoto del 2011. Nella sua semplicità, mi ha fatto molto pensare. Ho adorato il fatto che le sedie fossero tutte una diversa dall’altra, per sottolineare la diversità umana di ognuna delle vittime. Tra una passeggiata e l’altra, abbiamo anche trascorso qualche minuto al nuovo Memorial costruito per le stesse vittime dello stesso terremoto. Il memoriale è nuovissimo, inaugurato lo scorso 22 febbraio in occasione del sesto anniversario della tragedia. Lo so che sono troppo sensibile, ma un pochino mi sono commossa.

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La modernità accanto alla distruzione


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185 Empty Chairs


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Il Memorial


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La basilica cristiana: com’è ora e com’era prima del 2011, nella foto

Non avevamo praticamente pranzato e quindi abbiamo cenato presto da Mexico, un ristorante messicano in centro. Bellissimo, colorato, pieno di stile e di personalità, con buon cibo, buoni prezzi e un’ottima Margarita.

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Non male per iniziare la settimana 🙂

Martedì 7 marzo – Christchurch

Lo sapevamo già: oggi il tempo fa schifo. Pioverà tutto il giorno, senza un attimo di sosta. E che si fa, in giorni come questo? Naturalmente un brunch iper lungo e iper cosy! Ci siamo svegliati e preparati con estrema calma e poi siamo andati da Bunsen, un posticino molto carino proprio in centro città. Il french toast mi è costato an arm and a leg, come dicono gli anglosassoni…ma per una volta si può fare. Vero? Dimmi di sì.

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Il pomeriggio l’abbiamo passato al Canterbury Museum: un museo grande, articolato, variegato, davvero ben fatto. E anche gratuito! Mi è piaciuto davvero moltissimo e ci ho trascorso il pomeriggio con piacere. La parte che più mi è piaciuta è stata la mostra temporanea di Air New Zealand, mentre ciò che mi ha colpito di più è stata la Fred&Myrtle’s Paua Shell House. Praticamente, le paua sono delle bellissime conchiglie tipiche di questa zona del mondo, grandi e dagli spettacolari colori cangianti. Questa coppietta di anziani e arzilli signori ha trascorso un sacco di anni a raccogliere, lucidare e sistemare centinaia di paua su tutte le pareti della loro casa, che poi è stata “trasferita” all’interno del museo. Sono entrata nel salotto con un misto di angoscia e meraviglia!

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Dettagli della mostra temporanea di Air New Zealand


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Il salotto della Paua shell House

Di sera siamo andati a cena in un locale molto carino, che si chiama The Laboratory, nel quartiere di Lincoln, a sud della città.

Mercoledì 8 marzo – Willowbank Wildlife Reserve

Oggi ti insegnerò come buttare una mattinata intera in viaggio: ti svegli, piove, c’è vento, fa freddissimo, ti rigiri nelle coperte e col cavolo che esci dal van! Dopo un po’ ti fai forza, esci e ti vesti al vento che ti taglia la pelle in due, poi vai ai bagni pubblici e aspetti le ore perché c’è inaspettatamente un sacco di gente. Quando sei pronto, prendi il van e lo porti dal meccanico, aspetti quella mezz’ora che poi diventa quasi un’ora. La pioggia è diventata pioggerellina fine, ma il cielo è cattivo comunque. Almeno, dopo un piccolo intervento il nostro OJ sta un po’ meglio!

Finalmente, prima di pranzo riesci a fare qualcosa di sensato! E quindi via a nord di Christchurch, verso la destinazione di oggi: la Willowbank Wildlife Reserve. Si tratta di una riserva, appunto, che ospita svariati animali presenti in Nuova Zelanda, in modo naturale oppure in seguito alle varie importazioni del periodo coloniale e oltre. Si trovano wallaby, lemuri, zebu e scimmie cappuccine, ma anche maiali neozelandesi (non hai idea di quanto siano brutti!!), lama e alpaca, cavalli nani, emu giganteschi e un sacco di altri animali!

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La cosa bella è che tanti uccelli –da papere di tante specie diverse a galli variopinti, da tacchini stranissimi a vari uccelli tipici della Nuova Zelanda- sono liberi di vagare per tutta la riserva, quindi magari sei lì che scatti una foto e ti ritrovi un gallo ai piedi che canta chicchirichi a tutto volume. Mi è piaciuta molto questa cosa: non esistono recinti in senso stretto per questi animali, e anche chi è nei recinti ha tantissimo spazio per muoversi. E poi sono state ricostruite varie ambientazioni, come la tipica fattoria neozelandese o alcune abitazioni tradizionali maori.

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Noi ci siamo divertiti –io mica tanto!- a dare da mangiare alle anguille, che sono enormi e nere e viscide e simili a serpenti, però anche tanto affascinanti! Ma, soprattutto, abbiamo visto i nostri primi kiwi! Finalmente, non hai idea di quanto io ne sia felice 🙂 Mi piacerebbe vederli in natura, ovviamente, ma è davvero difficile e quindi mi accontento di averli visti qui a Willowbank. La parte dove si trovano i kiwi è al buio, per cui serve qualche minuto per abituarsi all’oscurità. Ma poi senti un raspare tra le foglie e li scorgi, piccole palle pelose con questo becco lunghissimo che scava nella terra in cerca di vermicelli. Siamo stati dentro un sacco di tempo, a seguirli con lo sguardo con un sorriso ebete sulle labbra!!

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Al buio, foto migliori di questa non sono riuscita a farne…ma sono tanto contenta lo stesso! 🙂

Usciti da Willowbank, ci siamo preparati e poi siamo andati a cena da Toni e Wayne (te li ho “presentati” nel diario della settimana scorsa), che ci hanno fatto la grazia di una lavatrice e una doccia in un bagno vero. Ah, non sai che gioia!!

La cena con loro è stata bellissima: semplice, buona, piena di chiacchiere e di risate. Sono contenta di aver trovato persone così simili a noi, e spero tanto di rivederli un giorno, da qualche parte nel mondo!!

Giovedì 9 Marzo – Christchurch

Questo è l’ultimo giorno che passeremo a Christchurch, perciò cerchiamo di fare le ultime cose. La giornata inizia con una passeggiata bella lunga nella zona nord del centro della città, tra Victoria St, Peterborough St e dintorni. Scorgiamo qualche altra street art che volevo vedere e cerchiamo di capire se questa città ci piace o no. Perché no, non l’abbiamo ancora capito. Continuiamo a camminare senza meta per tutta la mattina, ci fermiamo a mangiare in un “formaggificio” che ci prepara due panini con dei formaggi neozelandesi, uno simile al brie e uno dal sapore del gorgonzola ma a pasta più dura. Sono buoni!

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Dopo pranzo ci dedichiamo alla scoperta di due importanti edifici del centro città. Il primo è l’Art Gallery, una costruzione nuova e moderna, tutta in vetro. L’edificio è bello, ma le mostre all’interno (arte moderna e contemporanea) non ci fanno impazzire. Il secondo è il complesso dell’ArtsCentre, un intero isolato di costruzioni in pietra e mattoni in stile gotico. Pesantemente danneggiato dal terremoto, adesso questo complesso è riaperto a metà, e il resto degli edifici apriranno tra il 2017 e il 2019. Abbiamo fatto un giro nei cortili interni, nella piccola galleria d’arte, nella Great Hall: il posto è bellissimo, e spero tanto che possa essere ristrutturato interamente!

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Art Gallery


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La corte interna dell’ArtsCentre

Dopo facciamo un’altra passeggiata e poi ci spostiamo al Riccarton House & Bush, poco fuori dal centro. Non siamo interessati a visitare la casa storica (cioè, lo saremmo, è che non siamo interessati a spendere 20 dollari a testa per visitare 3 o 4 stanze, ecco…), ma ci rilassiamo un’oretta nel bellissimo e tranquillissimo parco della villa. Poi facciamo una passeggiata nel bosco, fitto fitto e pieno di alberi bellissimi con queste grandi radici attorcigliate tra loro, che ti sembra siano dipinti perché mica è possibile che esistano davvero!

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Riccarton House…


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…e Riccarton Bush

La giornata si conclude con una bella cenetta a base di vino neozelandese e di verdure dell’orto di Toni e Wayne. Siamo in pace 🙂

Venerdì 10 marzo – Lyttelton e dintorni

Quanto è bello svegliarsi con il sole! Oggi ci aspetta una giornata alla scoperta di alcune località alla periferia di Christchurch, nella zona costiera. Dopo la colazione e la solita, inevitabile sistemazione del van –cavolo, questo van richiede più attenzioni di un quadrilocale!-, siamo partiti alla volta di Lyttelton, un minuscolo paesino sulla costa a est di Chch. Sotto un sole cocente, ci incamminiamo lungo il Major Hornbrook Track: 1 km di pura salita, un sentierino di polvere e sassi, una fatica disumana (1 km così vale come 10 in piano, credo…), ma il paesaggio è da pelle d’oca!

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Arrivati in cima, ci rendiamo conto che si poteva arrivare fino a lassù anche con la macchina. C’è stato un nanosecondo di odio verso il mondo, ma poi siamo stati soddisfatti di aver scalato la montagna con i nostri piedi invece che con le ruote di OJ. La soddisfazione è stata massima, e il panorama sulle colline che si gettano nella baia da una parte e su Christchurch dall’altra ce lo siamo doppiamente goduti.

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Il porto di Lyttelton


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Tutta Christchurch laggiù in fondo!

Il resto della giornata l’abbiamo trascorso tra una baia e l’altra di questo tratto di costa: Governors Bay (dove ci fermiamo per un pranzo-merenda a base di cioccolata in un café specializzato in cioccolatini e dolci/bibite al cioccolato), Rapaki Bay, Cass Bay, Corsair Bay. Tutte baie piccoline, tranquille nel sole tiepido del pomeriggio, con spiaggette minuscole di sassi e bordate da prati scoscesi e verdissimi.

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Cass Bay


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La scoperta del mese: il chocochai. Che delizia!

Ci fermiamo un pochino a Lyttelton, dove non c’è molto da vedere se non qualche edificio storico, e poi ci spostiamo nel lato nord-est del promontorio. Qui ci fermiamo a Sumner Beach, una lunga lingua di sabbia grigia dove i bambini rincorrono i gabbiani, un gruppetto di amici fuma qualche canna in compagnia, qualcuno fa slacklining e qualcun altro si rilassa ai tavolini del bar. Saliamo su una grande roccia che interrompe la spiaggia sul pelo dell’acqua e crea delle misteriose grotte, poi ci spostiamo di nuovo e andiamo a vedere la spiaggia di Taylor’s Mistake, che mi aspettavo molto, ma molto più bella.

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Sumner Beach

L’ultima tappa prima di cena è più a nord, a New Brighton Beach. Il paesino ha tanto potenziale, con la via pedonale piena di negozi che si lancia direttamente sulla spiaggia, peccato che il posto sia vuoto, deserto, sporco, triste. La spiaggia è grandissima e il pontile è sporco ma molto bello, specialmente alle luci del tramonto.

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New Brighton Beach


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New Brighton Beach

Ci fermiamo un po’ a seguire i surfisti con gli occhi, e poi andiamo a cena nella zona di Bishopdale, in un ristorante giapponese che ci era stato consigliato da Toni e Wayne; loro hanno vissuto in Giappone per 7 anni, quindi direi che un po’ se ne intendono! E infatti il posto non ci ha deluso: abbiamo provato piatti particolari, e poi non mangiavamo giapponese da tantissimo tempo e ne avevamo proprio voglia!

Sabato 11 marzo – Diamond Harbour

Da qui in poi, sarà un diario noioso. Sabato è tutto da dedicare alla biblioteca, alla spesa e a delle cose che dobbiamo fare. Nel primo pomeriggio lasciamo definitivamente Christchurch e iniziamo a muoverci verso la Banks Peninsula, che mi aspetto come uno dei luoghi più belli dell’isola sud. Purtroppo il tempo è molto brutto, per cui, quando arriviamo a Diamond Harbour un’oretta più tardi, non possiamo far altro che girellare a bordo del van, fermarci sulla riva del mare e stare lì, a guardare le onde nella nebbia, ad ascoltare le grosse gocce di pioggia che si infrangono sulla carrozzeria, e poi…aspettare.

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Oggi sono un po’ giù, perché mi dispiace perdere tempo così. Ma non c’è molto da fare, purtroppo. Per cui ecco, il nostro fantastico sabato sera. Che però è allietato da una cenetta davvero buona. Che ci richiede tipo due ore e due bombolette di gas per essere preparata, ma va bene così! 🙂

Domenica 12 marzo – Banks Peninsula

Lo sapevamo già: piove ininterrottamente da sabato a martedì. 4 giorni interi di pioggia, e noi abbiamo due alternative: vederci la Banks Peninsula tra pioggia e nebbia –quindi vedendo praticamente niente-, oppure aspettare che la pioggia passi, sprecare 4 giorni e poi vederla con il sole. Siamo molto indecisi: da una parte non sopportiamo lo spreco di tutto questo tempo, dall’altra la Banks Peninsula ci sembra troppo bella per vederla così. Tu che avresti fatto? Noi, alla fine, decidiamo che ce la prendiamo con calma, e quello che succederà dopo lo vedremo dopo.

Per cui, trascorriamo la mattina a Diamond Harbour, rilassandoci e leggendo un libro, poi decidiamo di incamminarci verso Akaroa, il paese principale di tutta la penisola. Decidiamo di prendere la strada lunga per vedere un po’ di panorama, anche se filtrato dai finestrini rigati di pioggia.

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Ora, immaginati questa scena: il cielo è grigio, c’è un sacco di nebbia, continua a piovere da oltre 24 ore senza smettere. Io indosso un paio di jeans e una misera felpa, ogni tanto fermiamo il van sul ciglio della strada, io scendo e scatto qualche fotografia, con la fotocamera che si bagna e i miei capelli che diventano ogni volta più bagnati e incasinati. Vediamo Port Levy e Pigeon Bay, prendiamo una stradina stretta, sterrata, piena di buche e pozzanghere, con il precipizio da un lato, che mia mamma si sarebbe spaventata un mucchio (ciao mamma!). Ma i panorami sono mozzafiato, anche con la pioggia: ti immagini come sarebbe viverli con il sole?

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Alla fine arriviamo a Duvachelle: siamo sporchi, bagnati, infreddoliti, stanchi. Laviamo le stoviglie in un bagno pubblico –scene che voi umani…-, poi arriviamo alla fine ad Akaroa. Scendiamo dal van per un giretto: la pioggia è fittissima, scende obliqua e l’ombrello è inutile, c’è pure un brutto vento freddo. Facciamo merenda in una caffetteria, e poi? Immaginati quest’altra scena: sono le 16.30, è domenica, la biblioteca è chiusa, i negozi sono chiusi, i bar sono chiusi, non ci sono posti coperti o portici sotto cui passeggiare, piove, c’è il vento e c’è la nebbia, ci sono 12 gradi, non c’è assolutamente niente, ma niente da fare. Anche se decidessimo di uscire e passeggiare da qualche parte, non riusciremmo a fotografare (forse neanche a vedere) niente, ma soprattutto torneremmo al van bagnati fradici, senza la possibilità di una doccia, di un posto dove asciugare i vestiti, di una portiera da aprire per far uscire l’umidità senza che il letto non si inzuppi immediatamente di pioggia. Non so se ho reso l’idea. Per dirti che la vita in van non è proprio semplice, quando piove.

Quindi boh, leggiamo e chiacchieriamo e ci rilassiamo e mangiamo e facciamo passare il tempo. E la settimana si conclude così.

#B_inNewZealand – Settimana 4: impressioni e curiosità

  • Viaggiamo da un mese e siamo ancora a un terzo dell’isola sud. Qui lo dico ufficialmente: ci dobbiamo muovere! Ahahah, possibile che anche quando uno ha 4 mesi di tempo per viaggiare ci sia fretta? Aspettavo da tanto un viaggio senza pensieri come questo, ma le tempistiche sono pensieri da avere sempre, per qualsiasi viaggio. C’è poco da fare!
  • Sono passati oltre 8 mesi da quando ho lasciato l’Italia. Non credo di essere ancora pronta per tornare ma, allo stesso tempo, non hai idea di quante cose si affollino nella mia mente! Idee, progetti, programmi, creazioni, propositi, piani, speranze. Da questo punto di vista, non vedo l’ora di essere a casa per mettere in pratica tutto questo! A te è mai capitato, dopo essere stato via di casa per tutto questo tempo?

#B_inNewZealand – Settimana 4: i preferiti

È difficile dirlo: questa settimana è stata piena di cose piccole e belle, ma niente che si sia distinto dal resto. Alla fine, credo che quello che più ho preferito di questa settimana sia arrivato ieri: nonostante la pioggia, il freddo, la nebbia, il vento, un pizzico di scoraggiamento…quella strada sterrata da Diamond Harbour a Pigeon Bay mi ha regalato dei paesaggi da far drizzare i peli sulle braccia.

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Il mare è di quel colore che secondo me è qui che è stata inventata la dicitura “verde acqua”; le colline sono immense, infinite, verdi e dorate, punteggiate da centinaia di pecore che sembrano statue immobili sotto la pioggia. I colori sono opachi e vividi allo stesso tempo a causa della pioggia, non so spiegarlo. Sento che questo posto possa darmi molto, ed è per questo che non vedo l’ora di vederlo con il sole!

#B_inNewZealand sui social

Come sempre, ti invito a passare da Facebook, Instagram e Twitter per approfondimenti, quando la connessione me lo permette. Su Facebook, in particolare, sto per raggiungere i 600 like…mi daresti una manina?? 🙂

Anche nella mia newsletter mensile trovi qualche spunto di viaggio e, se ti iscrivi, puoi ricevere una cartolina dalla NZ 🙂

Colgo quest’occasione per scusarmi con amici, parenti e “colleghi” blogger se spesso sono latitante: le dinamiche di questo viaggio sono particolari e nuove anche per me, ma uno dei motivi per cui sarei contenta di tornare a casa è quello di recuperare tutto il tempo perso! 🙂


Conclusa la settimana 4 e il primo mese di viaggio…ci vediamo lunedì prossimo, ma intanto ti chiedo: tu come ti comporteresti al mio posto? Come vivresti gli inconvenienti di questo viaggio? Hai consigli da darmi? Hai qualche domanda o impressione che vuoi condividere? Raccontamelo nei commenti! 🙂