#B_inNewZealand, il mio viaggio in Nuova Zelanda, si fa sempre più intenso. Qui tappe, racconti, preferiti e tante fotografie della settimana 17.

#B_inNewZealand – Settimana 17: le tappe

Mancano ormai poche settimane, è tempo di macinare chilometri: tutta la parte est della North Island è fatta, ci dedichiamo al centro!

Chilometri percorsi: 1007

Lunedì 6 e martedì 7 – Gisborne

Dalla fine della settimana 16 ci svegliamo a Gisborne. Gisborne è una città che prima “carina!”, poi “mmm ma sì dai”, e infine “anche no”. Una città anonima nel suo centro, ma con una bella passeggiata lungofiume e lungomare, più un bel panorama dalla collina. C’è una cosa che però a noi ha fatto veramente schifo: i bagni pubblici. Lo so che adesso penserai che siamo matti, ma no: in un Paese dove i bagni pubblici sono ovunque e sono tenuti almeno decentemente per la maggior parte delle volte, dei bagni così schifosi e vomitevoli ti fanno veramente passare la voglia!

Passando oltre questi dettagli, in questi due giorni abbiamo avuto un po’ di cose tecniche da fare. Le vuoi sapere? Le solite cose al computer per ore e ore, ma anche le fotografie a OJ (presto mettereno online l’annuncio per venderlo…lacrimucce!), pulirne tutti gli interni con la candeggina per far scomparire la muffa –funziona!- e altre cose del genere. Insomma, tante incombenze e tanto tempo “perso”.

Però abbiamo anche avuto il tempo di vedere le attrazioni principali di Gisborne: il panorama dalla Kaiti Hill, il Titirangi Domani, Kaiti Beach dove capitan James Cook sbarcò per la prima volta in Nuova Zelanda, la spiaggia e la passeggiata a Waikanae, le altre spiagge, le vie del centro, le statue, i giardini botanici.

Metà del lunedì mattina, poi, è stato piacevolmente trascorso a chiacchierare con un signore neozelandese superfigo che dormiva in una macchina di fianco a noi, insieme alla sua dolcissima cagnolona. È sempre bello parlare con le persone, sempre tanto bello.

Il martedì sera siamo andati a dormire a Makorori Beach.

Mercoledì 8 – Pacific Coast Highway

E a Makorori Beach ci siamo svegliati con un meraviglioso sole che saliva su dal mare: una vista che davvero è un toccasana per l’anima!

La giornata di oggi è dedicata interamente alla Pacific Coast Highway: 334km lungo la costa più a est della Nuova Zelanda, una delle zone più “selvagge” e autentiche del Paese. Non ti sto a parlare dei panorami meravigliosi che abbiamo incontrato lungo la strada!

Le tappe principali sono state 4. Come prima cosa, la mattina ci siamo fermati a Tolaga Bay, un piccolo insediamento sul mare dove si trova un lunghissimo molo; in effetti, è il molo più lungo di tutta l’Australasia: 660 metri! L’abbiamo percorso fino in fondo, e la sensazione di trovarsi così a largo, ma comunque sulla “terraferma”, è davvero ganza!! Non c’era quasi nessuno e l’atmosfera era davvero molto serena.

A pochi minuti di auto da qui si trova l’inizio della camminata che porta a Cook’s Cove, così chiamata perché pure qui sbarcò il nostro grande amico Capitan Cook. Ci voleva troppo tempo per arrivare fino alla baia, allora decidiamo di arrivare almeno al punto panoramico: 20 minuti per arrivarci, possiamo farcela. Sì…peccato che in Nuova Zelanda abbiamo davvero grossi problemi a segnalare i tracciati (l’ho già detto, vero?), per cui ci siamo praticamente persi nei boschi e nei pascoli pieni di cacche dopo poco. Il fango che abbiamo trovato, poi, non te lo racconto: in alcuni punti il prato assomigliava più alle sabbie mobili che a un pascolo. Così, mentre le pecore ci guardavano assorte quasi scuotendo la testa, noi ci divertivamo a schivare le pozze fangose (a volte con scarso successo) e a cercare i paletti gialli che indicavano il sentiero. Senza scivolare. E alcuni scivoloni li abbiamo pure fatti, ma senza cadere, e quindi tuuuutto bene! È stato per la maggior parte del tempo divertente. E, alla fine, il panorama era questo:

E, alla fine del percorso di ritorno, le mie scarpe erano così:

Dopo tanti chilometri verso nord, ci fermiamo a Tikitiki per ammirare una cosa che, molto probabilmente, è davvero unica al mondo: una chiesa cristiana decorata come un Marae (il luogo sacro di incontro delle comunità Maori). Quando siamo entrati mi è scappato un “wow!”, perché è un posto davvero eccezionale!! Avrei voluto stare lì ore ad ammirare ogni singolo dettaglio degli intagli nel legno e dei tipici intrecci Maori!

Ancora più a nord, l’ultima grande tappa della giornata: nel piccolo villaggio di Te Araroa, si prende una strada sterrata lunga 20 km e si arriva a East Cape, dove si trova un faro nel punto più a est della Nuova Zelanda e, quindi della terraferma nel mappamondo. La strada è stata lunga ma pazzesca, con quei panorami sul mare e le mucche o i cavalli che attraversano indisturbati e anche un po’ seccati di doversi spostare per te 🙂 Arrivati a East Cape, facciamo un bel respiro e affrontiamo gli 800 scalini (in realtà, noi ne abbiamo contati 791. Sì, li abbiamo contati…), fino al faro. In cima, col fiatone abbiamo ammirato il panorama a 360 gradi: le colline verdi e ondulate da un lato, l’oceano azzurrissimo e sconfinato dall’altro. Ne è valsa la pena, eccome!!

Sulla strada del ritorno abbiamo anche incontrato un cavallo tutto bianco e con dei giganteschi occhi azzurri. Cieco, o albino, o forse entrambi, o forse nessuna delle due cose…è che non avevo mai visto un cavallo con gli occhi azzurri! Un animale magnifico!

Continuiamo la strada costiera, ormai a nord, con qualche sosta a Waihau Bay e nelle baie vicine. Quando si fa buio arriviamo a Opotiki e andiamo a dormire sulla vicina spiaggia di Tirohanga.

Giovedì 9 – Bay of Plenty

Dopo un altro risveglio fantastico a due passi dal mare, pensiamo di trascorrere un po’ di tempo nella cittadina di Opotiki, ma cambiamo velocemente idea perché questo posto non ci piace per niente: sembra una specie di ghetto, per la prima volta in NZ non ci sentiamo perfettamente sicuri. Allora scattiamo qualche foto e poi ripartiamo alla scoperta della Bay of Plenty. Le tappe sono brevi ma interessanti: qualche intaglio Maori a Waiotahe Beach, una magnifica vista sulla collina del Tauwhare Pa Scenic Reserve, qualche fotografia a Ohope Beach, un villaggio turistico ed estremamente ben tenuto, con delle belle ville sulla spiaggia e un mare piatto come una tavola.

Arriviamo poi a Whakatane, una cittadina di cui, onestamente, non avevamo mai sentito prima…ci ha piacevolmente colpiti! Niente di trascendentale, ma c’era una bella atmosfera. Siamo prima saliti in cima alla collina per sgranchirci le gambe e scattare qualche foto, poi abbiamo percorso tutta la strada lungomare per scoprire alcuni dei tesori di questa città: un bellissimo Marae, una cascata a due passi dal centro, la riproduzione di un paio di canoe guerriere Maori, una minuscola grotta sacra ai Maori, prati verdissimi su una costa frastagliata, la vista di Whale Island e White Island in lontananza…no, proprio niente male per niente!

Dopo un giro veloce di commissioni e una visita al Museo cittadino, siamo ripartiti. Direzione: Tauranga! Ma, ovviamente, non potevo non perdere quei 5 minuti per fermarmi lungo la strada e fotografare…il Big Kiwifruit! No comment -.-‘

Arrivati nei pressi di Tauranga, decidiamo in realtà di trascorrere le nostre ultime ore di sole a Mount Maunganui, un paese a pochi chilometri da Tauranga che si sviluppa tutto sul mare. Si tratta di un posto davvero particolare da un punto di vista geografico: una sorta di penisola bagnata da Pilot Bay a sinistra e dall’oceano a destra, terminante con un’ulteriore penisoletta dove sorge, imponente e fortemente caratteristico, il monte: Mount Maunganui, appunto. Facciamo un giro veloce in macchina, poi scendiamo per una passeggiata su Main Beach, dalla sabbia sorprendentemente fine e bianca, e su Moturiki Island, una minuscola isoletta collegata alla terraferma da una striscia di sabbia e sassi. Il sole sta calando, in giro ci sono poche persone, voci sommesse, risate lontane, lo stridio degli uccelli, il suono delle onde…non mi lamento 🙂

Aspettiamo la fine delle ore di luce passeggiando per le vie del paese e lungo Pilot Bay, poi andiamo a Tauranga. Dopo un’ottima cena in un pub dello Strand, il lungomare cittadino, andiamo a dormire al porto.

Venerdì 10 – Tauranga e dintorni

La mattina di oggi è dedicata a Tauranga, una città che, per la prima volta in questo Paese, ci dà davvero l’impressione di essere una città: un bel lungomare curato e ben sfruttato, trasporti pubblici ovunque, strade straripanti di locali e negozi, marciapiedi brulicanti di persone già alle prima ore del mattino. Noi iniziamo con una bella passeggiata sullo Strand, tra statue carinissime, il mare, il molo dei pescatori e alcuni bei totem Maori.

Proseguiamo con una passeggiata sulla collina di Robbins Park e poi tra le vie del centro. Concludiamo con una bella visita all’Art Gallery dove, per pura fortuna, becchiamo un’esposizione temporanea sulla street art, con bellissimi capolavori di vari artisti internazionali, e poi una serie di opere di Bansky.

Dopo pranzo ci spostiamo di nuovo verso Mount Maunganui, pronti alla scarpinata del giorno (perché ormai, se non ne facciamo una al giorno non siamo contenti): la salita sulla cime di The Mount! La camminata ci prende parecchio tempo, contanto il caldo tremendo del sole delle 2 (ma non era inverno??) e le tante soste per prendere fiato e scattare fotografie e filmare video come se non ci fosse un domani.

Alla fine, il raggiungimento della cima ci provoca una gran bella soddisfazione! E il panorama, com’era giusto aspettarsi, è fenomenale 🙂

Lasciamo la zona di Tauranga, non prima di aver fatto una breve passeggiata a Gate Pa (un piccolo parco dove, nella seconda metà del 1800, si tenne una grossa battaglia tra Maori e inglesi), e ci dirigiamo verso sud-ovest, alla volta di Matamata.

Prima di arrivare, però, ci aspettano altre due tappe. La prima ci porta, dopo un’altra camminata breve ma tosta, alle Omanawa Falls: una cascata che si getta direttamente in un laghetto nel bel mezzo della foresta. Il quadro è pazzesco, quasi surreale, quasi una sorta di cenote messicano, non lo so! Peccato che le fotografie non rendano, con questa luce da tardo pomeriggio; ma, te lo giuro, che posto stupendo!

La seconda è quella delle McLaren Falls, una serie di mini cascatelle che si gettano nel fiume, in un contesto molto suggestivo.

Finalmente arriviamo a Matamata, dove ceniamo nel “caldo” del nostro van e poi andiamo a dormire in un angolo un po’ sperduto, di fianco al fiume.

Sabato 10 – Hobbiton e Wairere Falls

Dopo una nottata un po’ travagliata, non sai che sollievo svegliarsi alla vista del fiume placido e tranquillo ma, soprattutto, al pensiero di quello che mi aspetta questa mattina: la visita che aspettavo di fare da ancora prima di mettere piede in Nuova Zelanda! Non posso credere che sto per visitare Hobbiton, sto praticamente saltellando sul sedile del van!

Hobbiton è il luogo dove si trova La Contea, ovvero uno dei set più sognanti e paradisiaci della trilogia che ha fatto storia; quella de Il Signore degli Anelli. Nella Contea vivono gli Hobbit: Bilbo, Frodo, Sam e altri protagonisti della saga. Il set è ancora perfettamente integro, costantemente curato a beneficio dei turisti che lo visitiano a frotte, ogni giorno di ogni mese dell’anno. La visita è estremamente turistica, con autobus che ti portano sul posto, una guida che ti spiega le cose mentre in gruppo si cammina sui sentieri, e poi un bel negozio di aggeggi firmati LOTR alla fine…ok, non è il massimo dell’autenticità ma, in tutta onestà…chi se ne frega! Hobbiton in sé è una vera chicca, un vero gioiellino. Ed è proprio integro: sembra di fare un salto dentro al film!

La visita dura circa 2 ore, durante le quali si passeggia per La Contea, si ammirano le casette dalle porte rotonde, i comignoli fumanti, i (minuscoli) panni stesi al sole, gli orti con le verdure (vere!) che spuntano dalla terra, i cespugli fioriti, le piccole carriole, gli attrezzi da lavoro, le lanterne colorate…un piccolo paese delle meraviglie!! Alla fine si raggiunge Il Drago Verde, la taverna della Contea, dove ci aspettano un’allegra musica, 4 tipi di birra/sidro creati appositamente per Hobbiton, un camino col fuoco scoppiettante e un gattone sornione. Che pace, che atmosfera, che delizia!! Al momento di ripartire io non sarei più voluta venire via, continuavo a guardarmi indietro per catturare l’ultimo sguardo di questo piccolo paradiso, che sarebbe bellissimo fosse vero per vivere una vita senza paturnie, senza pericoli, senza mai brutti pensieri!

Torniamo a Matamata e facciamo un giretto del paese, senza farci mancare una foto al centro visitatori in vero stile Hobbit. Dopo un pranzo tardivo, è il momento di guidare fino alla Firth Tower per una foto, e poi alle Wairere Falls, le cascate più alte della Nuova Zelanda. La passeggiata è molto bella, tutta in mezzo alla foresta, ma è una vera agonia: dura più di due ore tra andata e ritorno! Alla fine, le cascate sono effettivamente alte, ma non certo le più belle mai viste. Molto meglio la camminata che, in certi punti, assomiglia quasi di più a una scalata 🙂

Ormai siamo alla fine della giornata: prendiamo la strada per Tirau, dove ci fermiamo a fotografare questi bizzarri edifici a forma di cane e di pecore (…) e poi…direzione Rotorua!

Siamo più o meno al centro della North Island, nella zona geotermale dell’isola. Arriviamo che è già buio, per cui ci mettiamo a passeggiare lungo Eat Street, la via dei ristoranti, e ne scegliamo uno per la sera. Andiamo poi a dormire di fianco al lago, insieme a tanti altri van come il nostro. È come una piccola comunità, ogni singola volta 🙂

Domenica 11 – Rotorua

Alle 8 siamo già in piedi, vestiti, colazionati e pronti per visitare Rotorua e dintorni!

Come dicevo, questa è la più grande zona geotermale del paese, dove si possono incontrare alcuni tra i più particolari fenomeni terrestri: fumarole, geyser, vulcani, vapori sulfurei, piscine di acqua calda, piscine di fango e quant’altro!

Con il sole da pochi minuti spuntato dalle colline oltre l’immenso Lago Rotorua, iniziamo con una bella passeggiata nei giganteschi Government Gardens, ornati di aiuole colorate e begli edifici. Passiamo da Sulphur Bay, dove il vapore sale dalle profondità, e scattiamo una foto all’imponente e meraviglioso edificio del Museum.

Prendiamo poi OJ e ci spostiamo sulla parte settentrionale del lago, dove trascorriamo un po’ di tempo a passeggiare tra la foresta di Hamurana Springs Reserve, dove si trovano anche un paio di sorgenti acquifere. Ci spostiamo poi verso le Okere Falls, che sono un po’ una delusione, e poi andiamo a scattare un paio di foto a Lake Rotoiti.

In tarda mattinata ci aspetta il punto saliente della giornata, che ci prenderà qualche ora: Hells Gate! Si tratta di una delle tante aree geotermali della zona. Il parco è composto da paesaggi che sembrano davvero provenire da altri mondi: piscine di acqua bollente, vapori che trasudano dalla crosta terrestre, acqua che “frigge” sul terreno come se fosse olio in una padella, pozze di acqua calda dove i Maori usavano cucinare il loro cibo, fumarole e rocce lunari, un piccolo vulcano alto solo 2.4 metri, nonché una delle poche cascate esistenti al mondo ad avere acqua calda a 40°C. Ci siamo divertiti davvero un sacco a scoprire tutti questi angoli di una bellezza davvero particolare!

E poi il pezzo forte di Hells Gate: le piscine di fango! Abbiamo indossato il costume e ci siamo lanciati in queste piscinette di acqua grigiastra, spalmandoci fango addosso come se non ci fosse un domani. Per poi finire con qualche minuto di relax nella piscina di acqua solforosa 🙂
Ci voleva proprio!!

Finita questa esperienza, concludiamo la giornata passeggiando lungo il Rotorua Lake e le strade della città. E anche la settimana 17 finisce…alla grande!

#B_inNewZealand – Settimana 17: impressioni e curiosità

  • Ti avevo già parlato del freddo? In Oceania l’inverno arriva il 1 giugno, per cui qua è ufficialmente inverno. Fino a ora ho sopportato senza troppi problemi, a parte certi momenti in cui inizi a tremare e non ti fermi più…anche perché noi non siamo particolarmente attrezzati per l’inverno. Tutto sommato durante il giorno si sta bene, soprattutto quando c’è il sole che, da questa parte di mondo, scalda alla grande. Il problema è stato domenica mattina: ci siamo svegliati prima dell’alba, con 0 gradi, il ghiaccio sui finestrini e la prospettiva di ritrovarsi in mutande e canottiera all’aria aperta e poi indossare vestiti congelati…ecco, vabbè, hai capito 🙂
  • Queste ultime settimane sono talmente veloci e frenetiche che non c’è neanche il tempo per rilassarsi un po’! Pensa che sono ormai settimane che non leggo un libro, cosa molto strana per me. Ma ci sono cose che hanno la priorità: programmare queste ultime settimane giorno per giorno per perdere meno tempo possibile, sistemare il van continuamente, raccogliere informazioni per i viaggi del dopo-Nuova Zelanda (ah ehm…sì, poi ti racconto J ), il blog, le traduzioni, gli articoli… giuro che non mi sto lamentando, ma credo che alla fine di un viaggio come questo uno avrebbe bisogno…di una vacanza!! 🙂

#B_inNewZealand – Settimana 17: i preferiti

È vero, abbiamo fatto e visto mille cose stupende anche questa settimana…ma non c’è niente da fare: Hobbiton ha il mio cuore! Ero davvero contenta di essere lì, alla fine non me ne sarei più voluta andare…sembra scontato ora dire che non vedo l’ora di tornare a casa per farmi una mega maratona de Il Signore degli Anelli?? 🙂

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Anche la settimana 17 è andata…manca ormai poco alla fine! Aspetto un tuo commento con domande, impressioni e tutto quello che vuoi! 🙂