Solito appuntamento del “lunedì neozelandese”: tappe, pensieri, aneddoti e fotografie della settimana 13 di #B_inNewZealand!

settimana 13

#B_inNewZealand – Settimana 13: le tappe

Siamo quasi alla conclusione della South Island! Il ritorno nella “nostra” Nelson è stato davvero un bel momento 🙂

Chilometri percorsi: 633

Lunedì 8 – Farewell Spit

Sul finire della settimana scorsa ci eravamo già portati a Puponga, per poter iniziare subito la giornata da qui vicino. Oggi, infatti, ci dedichiamo alla scoperta della zona intorno a Farewell Spit, quella lunga striscia di sabbia nell’angolo nord-ovest della South Island. Abbiamo trascorso praticamente tutta la giornata a camminare, sfiorando i 20 km e raggiungendo punti diversi tramite sentieri a volte piuttosto impervi…ma siamo sopravvissuti!

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Sentieri così…

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…o così!

Prima abbiamo fatto tutta la parte più bassa, con Wharariki Beach, i suoi faraglioni in mezzo all’acqua, e poi Cape Farewell (il punto più a nord dell’Isola Sud) e Pillar Point. Nonostante il cielo incert(issim)o, i panorami erano davvero pazzeschi! Soprattutto quando, alla fine, il sole è riuscito a fare capolino tra le nuvole.

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Cape Farewell

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Dopo un pranzo un po’ di fortuna tra un sentiero e l’altro, ci siamo spostati per fare quei 12 km di passeggiata sulla spiaggia, fin dove si poteva arrivare lungo Farewell Spit. Il paesaggio non è molto vario, ma è comunque davvero intrigante, quasi surreale! La spiaggia chiara che si perde all’orizzonte, le scogliere ricoperta di una vegetazione fitta, il sole che inizia a scendere coperto da nuvole che assomigliano a batuffoli di cotone, le immense e immobili dune di sabbia, i ciuffi d’erba sulla cui sommità sembrano piccole corone. Abbiamo rischiato di perderci in mezzo al deserto e ci siamo presi un attimo male perché avevamo letto che fuori dai tracciati c’era il pericolo di sabbie mobili (in Nuova Zelanda, però, non sono proprio bravissimi a segnare i tracciati…), ma alla fine ne siamo usciti vivi 🙂

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Fossil Point

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Farewell Spit e la bassa marea

Ultime foto dal punto panoramico, poi abbiamo ripreso la strada verso Takaka, andando a dormire lì vicino. Prima, però, ci siamo fermati sulla costa per vedere questa famigerata Patons Rock: i commenti dicevano che fosse una cosa meravigliosa, a noi non ci è sembrato niente di che e abbiamo avuto il sospetto che i commenti fossero sarcastici…ma alla fine almeno il tramonto ha ampiamente ripagato questa piccola perdita di tempo 🙂

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Martedì 9 – Golden Bay

Abbiamo sì lasciato la West Coast, ma il brutto tempo sembra ci stia un po’ seguendo negli ultimi tempi. La mattina facciamo un giro e qualche commissione a Takaka, a metà tra la pioggerellina e i nuvoloni neri. Takaka è un paese piccolino ma pieno di personalità, con gallerie d’arte, caffè colorati e street art un po’ ovunque.

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Quando smette di piovere, prendiamo OJ e iniziamo a muoverci in direzione mare, e guidiamo lungo la costa della Golden Bay, un tratto che include varie spiagge e vari minuscoli paesini, come Pohara, Ligar Bay e Tata Beach. Proprio in quest’ultima ci fermiamo per procurarci il pranzo: ostriche staccate direttamente dallo scoglio col coltellino e mangiate freschissime con qualche goccia di limone! Non ci lamentiamo 🙂

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Continuiamo fino a Wainui e poi a Totaranui, l’ingresso nord dell’Abel Tasman National Park. Il tempo fa ancora abbastanza schifo, ma ci fermiamo per scattare qualche foto, passeggiare sulla spiaggia dorata e arrivare fino in cima a Skinners Lookout, da dove la vista non è davvero niente male! Andiamo anche fino ad Awaroa, da dove la vista invece non è proprio niente di che. Volevo soffermarmi sul fatto che per arrivare in questi due ultimi posti ci abbiamo messo una cosa come 2 ore, perché la strada era non solo sterrata, ma proprio accidentata di brutto, con buche, sassi, ghiaia, persino piccoli torrenti da guadare. OJ è stato bravo, ma c’abbiamo messo una vita!

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Totaranui Bay

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La vista da Skinners Point

Torniamo nella civiltà e non ci fermiamo alle Wainui Falls perché pioveva troppo, quindi saltiamo direttamente a Labyrinth Rocks Park: una specie di labirinto creato da tantissime rocce di origine calcarea. Ci siamo divertiti a camminare lungo questi stretti corridoi (cercando di evitare le pozze di fango) e a trovare le forme più assurde nelle formazioni rocciose!

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L’ultima tappa della giornata è data dalle Te Waikoropupu Springs, la sorgente d’acqua fresca più grande di tutta l’Australasia, e uno dei luoghi più sacri alle popolazioni Maori dell’Isola Sud. La camminata è breve, in mezzo alla solita foresta, e poi si arriva a questa enorme pozza di acqua, che è una delle più limpide e trasparenti che io abbia mai visto…davvero una piacevole deviazione!

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Ci portiamo avanti e andiamo a dormire nel parcheggio dell’Hawke’s Lookout dove…piove!

Mercoledì 10 – Abel Tasman National Park

La giornata di oggi è dedicata a quella meraviglia che è l’Abel Tasman National Park, ma si è rivelata una delle nostre solite giornate sfigate! L’Abel Tasman è il più piccolo ma più visitato parco nazionale della Nuova Zelanda: avevo visto centinaia di foto, ascoltato i racconti degli amici, e non vedevo l’ora di vederlo coi miei occhi! Ecco, dopo aver vissuto 7 mesi a Nelson (che è a un’oretta di macchina da qui) e non esserci mai venuti…ci ritroviamo a visitarlo durante una giornata di pioggia. Ma, cioè, non ha solo piovuto: ha diluviato, senza sosta, fortissimo, tutto il giorno. Ci è dispiaciuto tanto vederlo così, ma purtroppo non avevamo scelta! L’idea iniziale era fare kayak, camminare un po’ e poi tornare con il water taxi (il parco non è accessibile in auto). Purtroppo nessuno voleva dare un kayak a noi “inesperti” perché le condizioni climatiche non erano possibili, per cui abbiamo deciso di acquistare il biglietto del water taxi, scendere a Torrent Bay (a circa metà parco) e poi tornare indietro camminando. Il giro in water taxi (un’imbarcazione un po’ più grande e altrettanto veloce di un motoscafo) è stato molto piacevole, nonostante la pioggia scrosciante: abbiamo circumnavigato Split Apple Rock, ammirato (per modo di dire, visto che non si vedeva niente) la costa e fatto un saluto ai cuccioli di foca sulle rocce di Adele Island.

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Split Apple Rock

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Le foche ad Adele Island

Quando siamo scesi a Torrent Bay, abbiamo iniziato a camminare verso nord invece che verso sud, perché volevamo arrivare a vedere il ponte sospeso. Risultato: 2 ore a/r (circa 7km) di sentiero accidentato, pieno di buche e radici e pozze d’acqua, sotto una pioggia torrenziale, tanto che dopo poco eravamo già zuppi e abbiamo dovuto mettere via la macchina fotografica che si stava tipo allagando. Evviva!
Tornati a Torrent Bay, ci siamo fermati 3 minuti per mangiare qualche cracker e una banana, e poi siamo ripartiti sotto la pioggia verso Anchorage: altri 5 km di sentiero così così, con begli scorci sulla spiaggia e la baia…sotto le nuvole. Abbiamo preso la deviazione per le Cleopatra’s Pool, e proprio in quel momento la mia caviglia (che mi sta dando parecchi problemi da parecchie settimane) ha iniziato a fare male. Tanto male da rallentare il mio passo in modo considerevole…e poi avevamo anche calcolato male i tempi, rendendoci conto che, se volevamo camminare fino al parcheggio, avremmo camminato al buio completo per l’ultima ora e mezzo (ragazzi, la stanchezza fa brutti scherzi!!). Quindi facciamo l’ultimo sforzo e arriviamo a Anchorage che, tra parentesi, è la spiaggia più bella che io abbia mai visto qui in Nuova Zelanda per ora: sarà stato per il brutto tempo, ma il mare aveva un colore pazzesco e il contrasto con la sabbia dorata metteva i brividi!

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Torrent Bay

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Qui, dopo aver chiacchierato con una simpatica signora inglese, chiediamo a un water taxi di passaggio se potevamo salire con lui. Ci dice di sì e di salire pure, ma noi stiamo lì ad aspettarlo sulla spiaggia, perché il motoscafo distava 5 metri buoni dalla battigia…quando il ragazzo torna, ci chiede perché non siamo ancora saliti e poi ci dice: “Volete togliervi le scarpe? …Ma no dai, tanto le avete già fradicie dalla pioggia”. E ci invita a…camminare in acqua per salire sul taxi. Quindi eccomi qui: una caviglia dolorante, fradicia fino alle mutande, che entro nel mare con scarpe e jeans fino a oltre le caviglie e salgo sul taxi. È stata una scena tragi-comica e abbiamo riso dall’incredulità per tutto il tragitto!!

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Anchorage

Dopo esserci cambiati nei bagni di un campeggio (i proprietari sono venuti a controllarci proprio mentre ero praticamente nuda…che simpatia), carichiamo una ragazza tedesca sul van per darle un passaggio e poi partiamo in direzione…Nelson! Prima, però, una fermata d’obbligo: il Moutere Inn per mangiare le nostre adorate wedges! Proprio quelle che abbiamo gustato il nostro primo giorno di viaggio, ti ricordi?? Che bontà!! 🙂

Dopo aver lasciato Agascha al suo ostello, facciamo una passeggiata per una Nelson notturna e tranquilla: che strano essere qua!! Dopo l’aperitivo delle wedges, non possiamo far altro che andare da Comida e mangiarci una fantastica pizza del nostro amico pizzaiolo Mauro…una vera garanzia! E poi non hai idea della voglia di pizza che avevamo 🙂

Giovedì 11, venerdì 12 e sabato 13  – Nelson

Cosa dire di questi tre giorni? Sono stati all’insegna delle commissioni, delle ultime visite, degli amici, dei ricordi, delle emozioni. Non abbiamo chiuso occhio la prima notte, perché la pioggia era fortissima e sembrava cadere a secchiate rumorosissime sopra il tetto del van. Abbiamo “perso” ore intere a sbrigare un mucchio di cose che dovevamo fare: docce, lavatrici, asciugatrici (così tante che la signora della lavanderia ci ha regalato l’ultima asciugatrice…lei dice per simpatia, io credo per pietà!!), regali, acquisiti…siamo passati a salutare tutti gli amici che abbiamo sparsi per Nelson, perdendoci in chiacchiere per ore; abbiamo fatto colazione al River Kitchen, il vecchio posto di lavoro di Walter, perdendoci in mille ricordi; abbiamo mangiato nei luoghi che amavamo e anche in alcuni che non avevamo ancora provato. Giovedì sera siamo stati a cena dalla nostra ex host-family, venerdì sera abbiamo cenato e fatto serata con diversi amici, poi abbiamo visitato due luoghi che non avevamo ancora visto: il Provincial Museum e il Founder’s Park, di cui prima o poi ti parlerò. Abbiamo conosciuto Charlotte, l’attuale au pair della famiglia, con cui è nata una simpatia spontanea e immediata. Siamo riusciti ad abbracciare tutti gli amici senza rimpianti…insomma, sono stati tre giorni davvero belli e spensierati!

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Al Founder’s Heritage Park

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Melrose House

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Colazioni deliziose mentre studiamo le prossime mete!

Oddio, spensierati non tanto: abbiamo fatto il grande passo di cambiare le ruote a OJ (quelle anteriori erano veramente finite) e, visto che ci eravamo, abbiamo fatto fare il W.O.F (una sorta di revisione) che ci sarebbe scaduta tra qualche settimana: avevamo una paura tremenda che non potesse passarlo per problemi insormontabili, e invece ce l’abbiamo fatta! Però ci sono state riparazioni per costi piuttosto ingenti…ma davvero non potevamo fare nient’altro (a parte abbandonare OJ e tornare in Italia, tipo).

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L’ultimo tramonto sulla baia di Nelson

Sabato nel tardo pomeriggio abbiamo infine salutato Nelson per l’ultima volta, e abbiamo ripreso il cammino: direzione Marlborough Sounds, l’ultimo angolo della South Island!

Domenica 14 – French Pass

Nonostante ci svegliamo con le nuvole e una nebbia che rende misterioso il boschetto di fianco al quale abbiamo dormito, decidiamo di sfidare il cielo e di dirigerci comunque verso French Pass, alla fine di uno dei tanti fiordi del Marlborough. In tantissimi ci avevano consigliato di farlo, e alla fine il cielo si è aperto ed è stata una bellissima giornata!

I Marlborough Sounds sono 1500 chilometri di costa frastagliata “organizzata” in fiordi, ed è una delle zone più famose della Nuova Zelanda (soprattutto per la produzione di vino e per i paesaggi). Noi abbiamo trascorso tutta la giornata (sì vabbè, ti ricordo che alle 17 è già buio) lungo la French Pass Road, che da Rai Valley porta giù giù fino alla fine del fiordo, dove si trova il minuscolo insediamento di French Pass. Lungo la strada abbiamo trovato posti molto belli ed estremamente tranquilli, come Okiwi Bay ed Elains Bay…ma sono stati gli ultimi 25 km circa a farci battere il cuore: una strada sterrata, le colline verdi e rotonde punteggiate da quei puntini bianchi che sono le pecore, una costa eterogenea e bellissima, un mare così trasparente che si vedeva il fondale pure da lassù. Non so descrivere a parole la bellezza di questa strada e di questi panorami: veramente da togliere il fiato!!

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Okiwi Bay

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Elain Bay

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A French Pass abbiamo trascorso un paio d’ore di relax totale, ma non ci siamo fatti scappare la vista di 2, 3, 4 grandi razze scure che nuotavano vicino alla spiaggia, in quel mare di una limpidezza unica.

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Abbiamo fatto una impervia quanto inutile camminata verso un lookout e una spiaggetta (le uniche due cose insignificanti di tutta questa area) e poi nulla, la giornata è passata così. Tra la stanchezza di notti troppo corte e la bellezza che riempie gli occhi. Che roba!!

#B_inNewZealand – Settimana 13: riflessioni e curiosità

  • Come descrivere le sensazioni provate durante il mio ritorno a Nelson?? È davvero difficile! Nelson aveva iniziato a starmi veramente stretta alla fine della mia permanenza lì, eppure 3 mesi di viaggio per tutta la South Island mi hanno permesso di capire una cosa: Nelson è forse davvero il posto migliore dove vivere in tutta l’isola! Tornandoci con occhi nuovi, sono riuscita a vedere il suo valore: le strade pulite, i palazzi ben tenuti, tutto ben organizzato, una vivacità che non è troppa né troppo poca. E poi è stato strano tornare, conoscere tutte le vie e tutti i nomi a memoria, muoversi come se fossimo di casa…ma sapere di essere solo di passaggio, e che non ci torneremo, magari, mai più.
  • L’emozione più grande, però, è stata rivedere quella piccola peste di Aurora! La bambina con cui ho trascorso ogni giorno dei miei 7 mesi a Nelson, a volte non sopportandola e a volte amandola di un amore che è davvero difficile da spiegare. Avevo paura si ricordasse solo vagamente di noi, invece mi ha riempito di abbracci strettissimi e abbiamo giocato e le ho fatto il solletico come facevo sempre e mi ha mostrato i suoi nuovi giochi e la sua bocca senza 3 o 4 denti da latte (che risate sentirla parlare!) e appoggiava i suoi piedini sulla mia gamba mentre eravamo a cena…e sono stata davvero felice. Non potrò mai dimenticare quel visino e cercherò di tenere con me solo i ricordi belli, perché alla fine sono loro quelli che contano.

#B_inNewZealand – Settimana 13: i preferiti

Nonostante le belle cose viste questa settimana, le disavventure che si rivelano divertenti, i ritorni e le emozioni a essi collegate…non c’è niente da fare: domenica e la French Pass Road mi hanno regalato un panorama da accapponare la pelle, una delle cose più belle che io abbia mai visto nella mia vita. Ovvio che questo sia il mio preferito della settimana 13!

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Lo scrivo ormai sempre, per gli smemorati o per i nuovi arrivati: puoi seguire il mio viaggio in giro per la Nuova Zelanda anche sugli account social del blog: Facebook, Instagram e Twitter. Basta seguirmi oppure cercare l’hashtag #B_inNewZealand 🙂

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È terminata la settimana 13, ci vediamo lunedì prossimo! Intanto aspetto commenti, dubbi, domande, impressioni e quello che ti viene da dire! 🙂