Il mio viaggio in Nuova Zelanda prosegue: qui tappe, aneddoti, pensieri e fotografie della settimana 12!

settimana 12

#B_inNewZealand – Settimana 12: le tappe

Ti avviso subito: questa settimana abbiamo tolto al viaggio tantissimo tempo, per un motivo o per l’altro! Diciamo che abbiamo sfruttato 5 giorni su 7…ma di chilometri ne abbiamo macinati in abbondanza 🙂

Chilometri percorsi: 1103

Lunedì 1 – Hokitika

La settimana scorsa era terminata con un meraviglioso tramonto sulla sua spiaggia, e oggi ci dedichiamo alla scoperta di Hokitika e dei suoi dintorni. La prima tappa è il Lake Kaniere, un bellissimo lago blu in mezzo alla foresta. Facciamo un salto a Dorothy Falls, fotografiamo il lago e il suo molo, in un contesto che mette serenità all’istante, e poi facciamo una breve camminata nel bosco fino a raggiungere una microscopica spiaggetta sul lago.

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Dorothy Falls

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Dopo il Lake Kaniere, ci dirigiamo verso la principale attrazione della zona: l’Hokitika Gorge. È un canyon bellissimo, coperto di vegetazione e solcato dal fiume di un colore meraviglioso, una sorta di turchese “lattiginoso” (lo chiamano milky blue, in effetti). Facciamo una lunga camminata lungo i bordi del canyon, attraverso il ponte sospeso e scattando foto in tutte le direzioni. Nonostante le ombre scuriscano l’acqua che, quindi, non sembra niente di che, ti assicuro che dal vivo faceva davvero un bell’effetto!!

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Dopo facciamo un altro pezzo in macchina fino a un gruppetto di case a Rimu, dove ammiriamo tutta la vallata da un punto panoramico e scopriamo qualcosa in più sulle origini di questi insediamenti ai tempi della corsa all’oro, e infine è tempo di dedicarci un po’ a Hokitika stessa!

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È una cittadina piccola, ma molto più carina di tante altre che abbiamo visto. Almeno non mette una tristezza assoluta a guardarla -.-” Questa zona è particolarmente famosa per una pietra chiamata greenstone, molto simile alla giada che conosciamo tutti. A Hokitika è pieno zeppo di negozi e gallerie che vendono gioielli, decorazioni e soprammobili di greenstone e, in alcuni di questi, si possono anche vedere i laboratori dove vengono costruiti tutti questi oggetti. Abbiamo trascorso il pomeriggio tra negozi e gallerie, e poi alle 5 era già l’ora del tramonto e quindi siamo andati a godercelo sulla spiaggia.

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Quando si è fatto buio, siamo andati in un posto che ha il simpaticissimo nome di Fat Pipi Pizza (…), per provare una specialità del luogo: la whitebait pizza. I whitebait sono pesciolini minuscoli, che in Nuova Zelanda vengono consumati interi, solitamente sotto forma di frittella con uova e limone. In questo posto hanno provato a fare una “pizza” con i whitebait: base per la pizza, uovo, whitebait, capperi, limone. Detto così fa schifo…e infatti!! Ahaha no dai, se non fosse stato per la base della pizza surgelata e di pessima qualità, la cosa non sarebbe stata neanche tanto male 🙂

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Prima di andare a dormire su a Greymouth, ci siamo fermati poco fuori Hokitika per fare un giro a Glowworm Dell, una brevissima camminata in mezzo al bosco per scovare i vermi blu (te ne ho parlato nel diario della settimana scorsa): questa volta ce n’erano tantissimi, a centinaia! È una sensazione davvero unica: essere nel buio più completo di un bosco di notte e ritrovarsi circondati da tantissimi puntini blu 🙂

Martedì 2 – da Greymouth a Westport

Ritrovarci a Greymouth non ci rende proprio felicissimi: ci eravamo già stati parecchie settimane fa, e continua ad essere la città neozelandese più brutta e triste in cui siamo stati…non lo nego! Per cui dedichiamo la mattinata ad alcune commissioni, e poi ce la lasciamo alle spalle senza troppi rimpianti. La vera destinazione di oggi è il Paparoa National Park, con i suoi paesaggi mozzafiato. La strada tra Greymouth e Punakaiki è un vero e proprio spettacolo: sinuosa, emozionante, con panorami meravigliosi sulla costa frastagliata. Nonostante il tempo bruttino (siamo in West Coast, ovvio!!), ci fermiamo in parecchi punti panoramici per scattare fotografie a questi spettacoli che, immagino, col sole devono essere ancora più belli!

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Arrivati a Punakaiki, ci dirigiamo subito alla camminata costiera che va vicinissima alle Pancake Rocks, una serie di conformazioni rocciose in cui la pietra si è disposta a strati sovrapposti, così da sembrare vere e proprie pile di pancake (con un po’ di fantasia, eh!!). avevamo già visto questa meraviglia naturale qualche mese fa, ma ha fatto comunque il suo effetto 🙂

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Dopo una visita veloce al centro informazioni e alla galleria lì di fianco, abbiamo fatto due passeggiate molto belle all’interno del Paparoa National Park: una parte del Pororari River Track, lungo l’omonimo fiume, e il Truman Track, giù fino a una costa agitata e selvaggia.

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Alla fine di Truman Track

Siamo passati da Charleston e abbiamo fatto un giro tra le sue baie, poi ci siamo fermati a Westport per mangiare, dormire e ricaricare un po’ le pile.

Mercoledì 3 – Westport

Non ho assolutamente niente da dire su questa giornata. Avevamo un estremo bisogno di fermarci per un giorno intero, perché la stanchezza inizia davvero a farsi sentire. Questa giornata, durante la quale ha piovuto a catinelle senza sosta per tutto il tempo, ci sembrava perfetta! Siamo stati in biblioteca di Westport per recuperare un po’ di cose e per rilassarci un po’. Pensa che, nel pomeriggio, ho deciso di fare un salto al centro informazioni per chiedere alcune cose e, nel giro di 200 metri tra andata e ritorno, la pioggia era talmente incessante che mi sono infradiciata completamente e ho dovuto cambiare tutti i vestiti per rischiare di non morire assiderata -.-”

La cosa interessante, però, è che la sera siamo andati al cinema! È sempre bello andare al cinema all’estero, vorrei farlo più spesso 🙂

Giovedì 4 – Charleston e Cape Foulwind

Oggi ci aspetta una delle attività più divertenti e anche un po’ ansiogene degli ultimi tempi: l’Underworld Rafting operato da Underworld Adventures, a Charleston. Adesso te la faccio breve perché poi gli dedicherò un post approfondito: in poche parole, ci si mette la muta, si prende un minibus e poi un trenino in mezzo alla foresta pluviale, poi ci si carica del proprio ciambellone e si inizia la visita guidata della grotta, piena di stalattiti e stalagmiti e conformazioni rocciose affascinanti. Poi, alla fine della grotta, si risale il fiume (gelato!!!) a “bordo” dei nostri ciambelloni, remando con le mani. La parte iniziale è dentro la grotta ed è fantastico, davvero fantastico osservare il soffitto completamente ricoperto di glowworms mentre si galleggia sull’acqua! La seconda parte, invece, è fuori, sul fiume, e anche oggi pioveva terribilmente…divertente, insomma! No davvero, scherzi a parte, è stata una vera e propria avventura, ci siamo davvero divertiti ed è qualcosa che probabilmente non avremmo mai fatto in nessun’altra parte del mondo, per cui siamo contenti! 🙂

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È già pomeriggio quando usciamo, per cui non ci resta che fare una deviazione per Cape Foulwind, dove si trova un bellissimo tratto costiero e una colonia di foche. Continua a piovere (siamo in West Coast, te lo ricordo…), per cui facciamo passare il tempo preparandoci una di quelle bevande pronte che abbiamo deciso di comprare l’altro giorno al supermercato, e giocando con tre weka che ci girano intorno. Alla fine decido di fare il chilometro di passeggiata per andare salutare le foche, ovviamente infradiciandomi di nuovo completamente (infatti non ho praticamente più vestiti da mettermi, ahahah!). Una volta tornata, OJ ha deciso di non partire più. Eccoci. E quindi passiamo la mezz’ora successiva a spingere sotto la pioggia, prima da soli e poi con due gentilissimi signori che ci danno una mano, per fortuna!

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Cape Foulwind

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Amiche foche!

Poi la sera…niente. Decidiamo di fare un bel pezzo e di andare a dormire molto più a nord, a Little Wanganui, per portarci avanti. Quando arriviamo a destinazione sono le 21 circa, ma ci è capitata questa cosa assurda, incredibile e un po’ spaventosa, e alla fine siamo andati a dormire alle 5 passate. Non riesco a raccontartelo qui perché il racconto sarebbe lunghissimo e perché, a essere onesti, sono ancora un pochino sotto shock! Quindi prima o poi te lo racconterò, intanto sappi solo che stavamo per terminare il nostro viaggio molto bruscamente, e che mi sono ritrovata a fare cose che non avevo mai fatto e che spero non farò mai più!

Venerdì 5 – Oparara Basin e Kahurangi National Park

Essendo andati a dormire così tardi ed essendo ancora un po’ sconvolti, la giornata è iniziata tardi, ma è stata comunque molto fruttuosa! L’abbiamo dedicata all’immenso Kahurangi National Park, visitandone solo una piccola parte. Prima abbiamo fatto una sosta a Karamea, l’ultimo centro abitato prima del parco, e poi siamo andati subito alla scoperta dell’Oparara Basin, una zona ricca di camminate e conformazioni rocciose molto interessanti. Le nostre tappe sono state 4: il Moria Arch (un arco naturale sopra il fiume a cui si accede tramite una grotta), l’Oparara Arch (un immenso e spettacolare arco roccioso), il Mirror Tarn (un laghetto che non ci ha detto proprio nulla) e il piccolo complesso composto da due grotte, Box Canyon Cave e Crazy Paving Cave. Ho fatto fatica a entrare per colpa delle fotografie all’ingresso che ritraevano gli inquilini delle grotte (grossi e inquietanti ragni), ma alla fine sono entrata ed è stato molto interessante, nonostante le foto non rendano assolutamente!

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Oparara River…color whisky!

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Moria Arch

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Sotto all’Oparara Arch

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Il “pavimento pazzo” della Crazy Paving Cave

Dopodiché ci siamo spostati verso l’ingresso dell’Heaphy Track, una delle great walks della Nuova Zelanda. Ne abbiamo percorso un pezzettino e poi abbiamo scattato qualche foto al fiume, con il ponte sospeso e il boschetto di palme nikau, che mi piacciono proprio tanto!

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Adorabili le Nikau palms!

Nel tardo pomeriggio siamo tornati sul “luogo del delitto” di ieri sera per osservare il posto senza nessuna sensazione di pericolo, e ci siamo beccati come ricompensa un tramonto spettacolare!

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Siamo andati a mangiare e dormire a un campeggio molto carino che si chiama Gentle Annie, lungo la costa.

Sabato 6 – da Gentle Annie a Murchison

Anche di oggi non ho niente da raccontare. Avevamo molte cose da fare al computer e poi abbiamo sentito la necessità di dedicare tutto il giorno a OJ, dopo le sue disavventure di giovedì sera. L’abbiamo svuotato, pulito, riempito di nuovo, riordinato…c’è voluto tutto il pomeriggio!

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Il caos!

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Da Gentle Annie usano l’acqua del fiume color whisky dappertutto…non solo nel gabinetto, ma anche da bere! Pare che faccia bene 😀

Verso le 17, quando iniziava a fare buio, abbiamo fatto un lunghissimo pezzo di strada per portarci avanti, e siamo andati a dormire a Maruia Falls, dove ci eravamo fermati la terza notte del nostro viaggio!! Avremmo voluto andare più avanti, ma ci siamo resi conto che OJ emetteva un odore strano, e abbiamo capito che era praticamente finito l’olio. Ci è sembrato assurdo che si sia praticamente prosciugato dall’ultima volta che l’abbiamo controllato…ma così è. Quindi niente…con la paura che il motore si bruciasse da un momento all’altro, ci siamo fermati al primo campeggio disponibile -.-”

Domenica 7 –  da Motueka a Takaka

Risolviamo il problema olio del motore, poi riprendiamo la nostra “corsa”. Questa parte di isola l’avevamo già vista più volte (siamo ormai vicini a Nelson, dove abbiamo abitato per 7 mesi), per cui facciamo una tirata fino a Motueka, sulla costa. Anche qui eravamo già stati, quindi ci fermiamo per poco tempo: una passeggiata sul lungo mare, qualche foto alla piscina di acqua salata e allo scheletro di una vecchia nave naufragata, un giretto al mercato cittadino domenicale.

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Riprendiamo dopo pranzo e andiamo a trascorrere il pomeriggio tra tre spiagge lungo la costa: di Kaiteriteri e Little Kaiteriteri avevamo sentito parlare tantissime volte quando abitavamo a Nelson, e finalmente ci siamo stati! Sono belle spiagge, di sabbia dorata (d’altronde siamo nella zona della Golden Bay!!) e circondata dagli scogli. Prima, però, abbiamo fatto la passeggiata che conduce alla spiaggia di Split Apple Rock, la roccia che è un po’ l’icona della regione del Tasman. Si chiama così perché è rotonda e spaccata al centro, sembra una mela tagliata a metà!

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Little Kaiteriteri

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Split Apple Rock

Abbiamo fatto qualche sosta lungo la strada (tra cui una sosta all’immancabile shoe fence…ma che problemi hanno qua??), ci siamo fermati a Takaka per cucinare le cozze che avevamo raccolto direttamente dagli scogli in spiaggia nel pomeriggio (che figata, eh?) e poi siamo andati a dormire su a Puponga.

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La Shoe Fence…non so che dire!

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Cenette buone…sui marciapiedi!

#B_inNewZealand – Settimana 12: impressioni e curiosità

  • Ecco sì, l’avrai notato: OJ sta dando segni di cedimento! Anche lui è stanco: d’altronde, nono solo ha una certa età (è del 1989, siamo coetanei!), ma lo stiamo anche stressando un bel po’, poverino. La stanchezza che ha lui si riflette su quella che abbiamo noi: in certi giorni siamo proprio stanchi di essere in viaggio, lo dico in tutta onestà. Stanchi di cercare un posto dove dormire, di controllare che il van stia bene, di avere freddo, di fare programmi o di non averne per niente, di rinunciare a tutte le comodità. E quindi sì: anche il viaggio può stancare, alla lunga! E chi dice il contrario vorrei proprio conoscerlo, guarda. Su questo argomento ci tornerò prima o poi perché è una questione legata al viaggio secondo me molto delicata!
  • Tornando verso nord, nelle zone che già conoscevamo, ci siamo resi conto che il nostro punto di vista è cambiato di molto da quando viaggiamo. Mi ricordo che, quando eravamo andati a Motueka la prima volta, ormai parecchi mesi fa, ci era sembrato un villaggio piccolo, triste, vuoto, niente più che una manciata di case. Siamo tornati oggi, dopo quasi tre mesi in giro, e ci siamo resi conto che, in realtà, è un paese molto più grande rispetto a tanti piccoli centri che abbiamo visto in giro! Dovevi vederci: passeggiavamo e dicevamo: “Cavolo ma qui c’è anche la banca! E anche il supermercato, e pure questo e anche quello! Ma allora Motueka è un paese vero!”. Sembravamo due scemi!!

#B_inNewZealand – Settimana 12: i preferiti

Nonostante sia stata una settimana breve per colpa di parecchio tempo “perso”, anche la settimana 12 mi ha permesso di ammirare paesaggi naturali davvero stupefacenti. Alla fine, però, il mio preferito rimane l’Underworld Rafting! È stato davvero divertente, soprattutto è stata una cosa diversa dal solito!

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Ci vediamo lunedì prossimo! E intanto aspetto commenti, dubbi, domande e impressioni su questa settimana 12 da parte tua 🙂