Il 2015. Come si fa a non fare un bilancio?

Lo fanno tutti; magari in pochi lo scrivono. Il mio bilancio sarà breve, perché fondamentalmente, di primo acchito, il 2015 mi ha fatto schifo.

Poi però ci penso meglio e so bene che non è vero. È stato un anno strano, anomalo, questo sì; il più anomalo della mia vita fino ad ora, perché per la prima volta nella vita non avevo qualcosa di ben definito da fare: dopo la scuola e l’università e l’esperienza che volevo fare da sempre, che si fa ora? Un anno proprio anomalo, sì.

Sono in realtà successe due cose importantissime: il mio viaggio in giro per l’Australia, tra gennaio e marzo, di cui ho brevemente parlato ieri, e l’inizio di una “cosa”, che è troppo personale per essere scritta qui e che però, credetemi, è proprio una roba grossa, che mi fa gonfiare il petto di gioia e di orgoglio ogni volta che ci penso.

Il resto dell’anno è poche cose belle e una sottile, ma costante, tristezza. Oddio, in molti frangenti sottile mica tanto! Il ritorno a casa dall’Australia mi ha fatto proprio male, ed è una cosa che davvero non so spiegare. Mi ha fatto male perché ha portato a un sacco di cose non proprio belle: il ritorno alla vita coi miei dopo 6 anni e 7 mesi; la mancanza di un lavoro fisso e sicuro…insieme alla consapevolezza di non volerlo neanche, uno di quei lavori che tutti riterrebbero auspicabili; la perdita di quell’indipendenza che mi ero creata dall’altra parte del mondo in pochi mesi; 9 (e mezzo) notti su 10 con incubi o sogni inquietanti; il rendersi conto di non avere molti amici, di non sapere su quali contare tra quei pochi, la mancanza di radici e di “porti sicuri”, ma poi servono davvero? Beh sì, servono.

Poi mi rendo conto che ho la fortuna di girare tra tre diverse regioni italiane, con basi stabili, scoprendone ogni volta angoli nuovi e sentendomi un po’ a casa in ognuna, ma anche un po’ nomade come piace tanto a me; la fortuna di poter fare dei lavoretti che non mi portano molto a livello economico, ma che mi piacciono e mi fanno lavorare col sorriso; la fortuna che non importa se non ho molti amici, perché comunque sono una persona con tanti difetti ma anche con un grande cuore, e quindi mi basta un messaggio o un gesto carino, e torna il sereno; la fortuna di avere una testa che pensa…anche troppo, ma che produce, sforna idee, non dorme mai.

Ho definitivamente perso tutte quelle cose che avevo conquistato in Australia: l’abbronzatura e 11 chili in meno, è vero, ma anche consapevolezza, indipendenza, apertura mentale, sicurezza in me stessa, fiducia, entusiasmo. Da aprile a dicembre, sono pian piano regredita, addio conquiste. E benvenuti momenti di tristezza (al limite della depressione) senza un motivo apparente. E frequenti. E colossali.

Però, come ogni anno, sono fiduciosa per l’anno a venire e spero sempre per il meglio, perché in fondo a pensarci bene la speranza è sempre stata la cosa che più mi ha contraddistinto. Ho solo speranza e fiducia, e mi aggrappo alle cose belle che sono capitate, che stanno capitando, alla mia “roba grossa”, e a tutti i progetti che ho sempre, costantemente, in testa.

Un 2015 di picchi: la conquista più bella e lo stato d’animo più brutto che mi potessero capitare. È un peccato che il secondo non mi faccia vivere a pieno la gioia per la prima, ma voglio promettere a me stessa che non sarà più così, che godere delle cose belle che ho sarà la mia priorità.

Tutto il resto, viene dopo.

Lascio il 2015 con un po’ di amarezza e, lo ammetto, con una bella dose di sollievo. Il pensiero è già proiettato al futuro, con i miei piccoli, buoni propositi:

Propositi

  • Cambiare il mio stile di vita. Sto vivendo un po’ male in questo periodo: mangio male e senza orari, dormo poco e male, faccio attività in modo incostante, non cammino tanto come vorrei, dedico troppo tempo a cose inutili, sprecandolo e togliendone a quelle cose che sono utili e/o che mi fanno stare bene. È l’ora di cambiare!
  • Dare finalmente vita, concretezza e costanza al mio progetto lavorativo. Voglio essere molto attiva in questo senso: creare, progettare, aggiornarmi, costruire il più possibile.
  • Viaggiare! Tanto, il più possibile, anche fosse solo a mezz’ora di strada da casa mia. Perché è ciò che mi fa stare bene!
  • Leggere di più. Libri di qualità, libri di scarsa qualità, libri seri o per distrarsi, ma anche blog interessanti di viaggi e di qualsiasi cosa che mi ispiri.

Sono fattibili, no? Meglio puntare su poche cose, ma buone. Sono tanti anni che non faccio nessun proposito, perché non ne vedo l’utilità: alla fine, l’inizio dell’anno è solo l’inizio di un nuovo ciclo sul calendario, ed è solo un pretesto! Potremmo iniziare a realizzare i nostri propositi in qualsiasi data, in qualsiasi stagione, basterebbe solo volerlo. Però, visto che questo pretesto esiste, almeno usiamolo bene, e cerchiamo di partire carichi!

Avanti, 2016: ti sto aspettando, e sono agguerrita!