Dal 23 novembre al 22 dicembre ho seguito la 30-Day Squat Challenge.

Di che si tratta? 

Probabilmente, si tratta di una cosa di fitness destinata a quelle persone un po’ poco sane di mente o, semplicemente, molto poco motivate da esercizi ed attività fisica “semplici”. Io sono tra quelle persone (non tra quelle poco sane di mente, intendevo tra quelle poco motivate. O almeno spero).

Si tratta di un programma di fitness di 30 giorni, in cui ci si allena ogni giorno (anche se ogni tanto c’è il santo rest day), e in cui ogni giorno si aumenta di qualche ripetizione l’esercizio oggetto della sfida. La sfida più comune è proprio quella che si cimenta con il terribile squat. Si inizia dal Giorno 1 con 50 squat (che già sono TANTI) e si finisce il Giorno 30 con 250 squat. Giorni di riposo ogni 3. Regole non ce ne sono, se non che si deve seguire il calendario e ci si deve impegnare a fare gli squat nel modo corretto, altrimenti ciao ciao risultati (e soprattutto addio ginocchia).

Io, per non annoiarmi troppo, ho aggiunto anche una sfida di plank (quell’esercizio di isometria per il quale stai appoggiato su gomiti e punta di piedi, tieni il corpo in linea e ti sfondi gli addominali) e una sfida di dip (ti appoggi con le mani sul letto/divano/scalino/quello che vuoi a pancia in su, e vai giù facendo leva sui diabolici tricipiti). Ho fatto da un minimo di 20 secondi a un massimo di 90 di plank; da un minimo di 5 a un massimo di 100 dip in 30 giorni.

La volete sapere una cosa? Quanto sono contenta! Non ho sgarrato neanche di mezza ripetizione o di mezzo secondo, ho fatto tutto con cura e presenza di spirito. Sono contenta. Non mi servivano questi esercizi per dimagrire o chissà cosa: credo serva molto (MOLTO) di più perché io acquisti una forma fisica decente. L’ho fatto semplicemente perché sono in un periodo di sbandamento su più fronti nella mia vita, e avevo bisogno di seguire una piccola routine che mi motivasse e mi desse un ritmo e, soprattutto, la soddisfazione di aver portato a termine qualcosa di utile e di prestabilito. È stata sicuramente una bellissima sensazione! Soprattutto quando inizi a vedere che poco a poco fai sempre meno fatica e che, arrivati al giorno 20 o giù di lì, quei 50 squat che il primo giorno ti facevano tanta fatica ora te li mangi per colazione.

Chiunque può seguire queste sfide, o provarne altre (per gli addominali, le braccia, le gambe, i glutei, oppure la corsa, la bici o quant’altro). Se si da un’occhiata su internet digitando “squat challenge” (o simili) su Google, ci sono tante informazioni, e anche le schede con il calendario da seguire.

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Solo un paio di raccomandazioni/consigli:

  • È fondamentale prendersi qualche minuto il giorno prima di cominciare per capire come fare in modo corretto l’esercizio, che andrà fatto per 30 giorni e quindi deve essere perfetto. Ci sono tanti video e tutorial in rete, non c’è che l’imbarazzo della scelta. Bisogna però provare, magari davanti allo specchio, perché la teoria è un conto e la pratica un altro.
  • Bisogna ascoltare il proprio corpo e fermarsi quando si iniziano a sentire segni di cedimento. Fortunatamente le mie ginocchia hanno iniziato a scricchiolare al 29esimo giorno e quindi ho resistito, ma è inutile portare all’estremo qualcosa che da sano può diventare dannoso.
  • Per rendere il momento degli squat un po’ più piacevole (che già da 100 in poi inizia a essere noioso), si possono variare gli esercizi. Esistono tantissime varianti di squat! Io di solito facevo serie da 50 con 5 esercizi diversi (full squatfull squat con alzate laterali, full squat con alzate all’indietro, ski squat, sumo squat), almeno ci si diverte un po’ di più (come no!) e si allenano parti diverse. 
  • Qualcuno divide gli esercizi in serie, qualcuno li fa un po’ la mattina e un po’ la sera, qualcuno li fa in casa e qualcuno fuori: puoi fare un po’ come vuoi, non ci sono regole precise. Io ho sempre preferito fare tutte le serie insieme, a gruppi di 50 e con qualche secondo di pausa tra l’uno e l’altro. L’importante è seguire una routine, sennò la costanza viene a mancare.
  • Sappiatelo: non sarà un esercizio di cardio classico, ma si suda e il fiato manca!

Se qualcuno di voi lo prova mi dica come va! Io ho già un paio di sfide in mente per il 2016, questa cosa mi gasa! Intanto continuo a mangiare come una sfondata tanto per non vedere i risultati dei miei sforzi. Evviva!